Fermo – “Il made in Italy apre le porte”: tre giorni per incontrare l’eccellenza

Fermo - “Il made in Italy apre le porte”: tre giorni per incontrare l'eccellenza

Dall’8 al 10 di ottobre la prima edizione dell’evento promosso dalla piattaforma e-commerce Madeitstore che coinvolge le aziende di abbigliamento, calzature e cashemire di Marche e Umbria

 

Tre giorni per conoscere da vicino prodotti e aziende di quell’Italia di tradizione manifatturiera che con competenza e orgoglio sa parlare e incantare il mondo.

 

Questo è “Il Made In Italy apre le porte”, la manifestazione che, patrocinata dal Comune di Fermo e dalla Regione Marche, si terrà dall’8 al 10 di ottobre in alcune delle migliori aziende della calzatura, dell’abbigliamento, del cashmere e della pelletteria delle Marche e dell’Umbria.

 

Una tre giorni durante la quale gli acquirenti, prenotandosi on line su madeitstore.com, potranno entrare nel cuore delle circa 25 aziende finora aderenti, osservare le tecniche di lavorazione e acquistare i capi a prezzi di fabbrica. L’iniziativa è ideata e promossa dalla start up Madeitstore,  nata in collaborazione con l’Università di Camerino e per questa prima edizione si rivolge ad un bacino d’utenza dell’area di Roma e del Lazio in generale.

 

“Questa iniziativa, che considero un pregio, è un esempio dei turismi, e non di un unico turismo, che questa Amministrazione Comunale vuole promuovere – ha dichiarato il Sindaco di Fermo Paolo Calcinaroun’azione che stiamo promuovendo perché riteniamo che sia necessario saper cogliere e mettere in rete quanto di meglio la nostra Città ed il territorio sanno offrire, questa crisi ci insegna anche questo”.

 

Siamo stati convinti dall’innovazione del progetto e soprattutto dalla parola “narrazione”, cioè dal fatto che le aziende si racconteranno e racconteranno quanto realizzano a chi andrà a visitarle – ha aggiunto il vice Sindaco e Assessore al turismo Francesco Trasatti nel corso della presentazione cui era presente il Dirigente del Settore Cultura e Turismo Saturnino Di Ruscioquesto è un progetto intersettoriale che persegue una logica esperienziale in grado di legare turismo, cultura e attività produttive con giornate dedicate”.

 

Obiettivo del progetto è di dare una dimensione culturale ad uno dei pilastri del Made in Italy, ovvero la manifattura  – ha affermato Stefano Massari di madeitstore.comper sostanziare il Made in Italy l’unico modo per farlo conoscere a chi non è di Fermo e del Fermano è mostrare le creazioni e le produzioni direttamente in azienda. Numerosi i contatti  e le richieste che in questi giorni sono state avanzate per questa tre giorni sia sul nostro portale web che sui social network. Al programma nelle aziende se ne affianca anche uno collaterale con musica, percorsi didattici per bambini e visite nei musei”.

 

Durante i tre giorni inoltre, grazie alla collaborazione del Sistema Museo, le città di Perugia, Magione e Montefalco per l’Umbria; Fermo e Sant’Elpidio a Mare per le Marche, apriranno le porte dell’arte ai visitatori tra tour cittadini, visite guidate ai musei e molto altro. 

 

Siamo stati piacevolmente coinvolti in questo progetto che si pone l’obiettivo, come del resto è quello del nostro lavoro, di esaltare il territorio e le sue eccellenze culturali” – ha aggiunto Lucia Medei di Sistema Museo.

 

L’evento parte dalla recente indagine di Netcomm: di capire chi c’è dietro al prodotto che l’utente acquista on line, stando dall’altra parte dello schermo. Inoltre “Il Made in Italy apre le porte” mira a coinvolgere quelle aziende che, dall’ideazione alla realizzazione, mantengono l’intero processo produttivo entro i confini nazionali attestandosi come 100% made in Italy.

 

Tra laboratori didattici per i più piccoli focalizzati sulle modalità di realizzazione dei manufatti, momenti musicali tra i quali va annoverato il concerto in azienda di domenica 10 presso il calzaturificio Virgili di Porto Sant’Elpidio (FM) del noto bandoneónista Daniele Di Bonaventura, degustazioni di prodotti rigorosamente Made in Italy, un modo per incontrare e conoscere un vero e proprio settore culturale del nostro Paese.
Musica, degustazioni  e workshop. Gli eventi collaterali di sabato 10

 

Chèrie e Baby Ketty, Cappelletti e Virgili. Questi i quattro palcoscenici degli eventi collaterali a “Il Made in Italy apre le porte”.

La giornata di sabato 10 vedrà attività pensate appositamente per i bambini nelle due aziende aderenti che producono scarpe per i più piccoli: Chèrie e Baby Ketty. Entrambe ospiteranno il team della Ludoteca per bambini Fantabosco alle prese con “C’era una volta una scarpa”. Alle 10,30 alle 15.30 e alle 18.30, tre  laboratori pensati appositamente per i più piccoli, tutti con al centro una grande protagonista: la scarpa. A partire dalla fiaba, tra fantasia e creatività, gioco, manipolazioni ed esperienze didattiche, un percorso per insegnare ai più piccoli come nasce la scarpa, il processo che sta alla base della sua produzione, la necessità e l’importanza di indossare una scarpa adeguata e ben realizzata. Alle 16 poi spazio alla merenda con i prodotti made in Marche di Si.GI: pane e marmellata per riscoprire la genuinità di un prodotto artigianale.

 Da Cappelletti l’eleganza arriva con il rombo delle Ferrari coinvolte in un autoraduno statico  a partire dalle 16 davanti all’azienda. La Ferrari, casa automobilistica simbolo dell’italianità, eccellenza del made in Italy che coniuga emozione, tradizione, successo e tecnologia.

Ad allietare la visita in azienda e gli acquisti dalle ore 18, le incursioni musicali del violinista Andrea Esposito, uno dei più promettenti delle Marche.  

Alle 19 è invece l’ora della degustazione guidata con i vini di Cantine Fontezoppa. Tra  tecniche antiche e professionalità d’avanguardia, un fiore all’occhiello della produzione vitivinicola marchigiana.

 

Da Virgili arriva il grande jazz con momento musicale intenso e suggestivo che vedrà dialogare in momenti diversi, tre musicisti del territorio: i giovani pianisti Alberto Napolioni ed Emanuele Evangelista e un top musician del panorama jazz contemporaneo, Daniele Di Bonaventura al bandoneón. Ideazione a cura di Musicando Jazz.

 

Si rinnova poi alle 19 l’appuntamento con Cantine Fontezoppa e tre dei vini messi in degustazione.

 

Dalla moda all’arte. Il percorso organizzato con Sistema Museo

Made in Italy uguale moda, cucina e arte. Madeitstore ha scelto di farsi accompagnare in questa tre giorni da Sistema Museo per raccontare i territori interessati dalla manifestazione attraverso il linguaggio del lavoro, della tradizione e dell’arte. Ecco tutti i luoghi d’interesse.

 

Sant’Elpidio a Mare

L’antico borgo della calzatura per antonomasia. Un borgo medievale suggestivo dove tutto richiama all’artigianato e alla tradizione manifatturiera. Il museo della calzatura ricco di curiosità e pezzi di alto pregio permette di entrare nel vivo del mondo della Scarpa: dall’oggetto di uso quotidiano fino all’espressione dell’estro creativo dei grandi stilisti. L’imponente Torre GeroSolimitana che svetta sulla piazza principale e la preziosa Pinacoteca Civica con i politici di Vittore Crivelli sono gli imperdibili gioielli artistici della città.

A tutti i partecipanti proponiamo alle h. 17,30 slow tour della città e visita esclusiva al Museo della calzatura.


Fermo

Storia ed eccellenza sono i punti cardine di questa antica colonia romana, dove ogni angolo del centro storico manifesta un diverso aspetto del saper fare: le suggestive Cisterne Romane, il maestoso Mappamondo e la seicentesca biblioteca della città, l’Adorazione dei Pastori P.P. Rubens (unica opera dell’artista fiammingo nelle Marche), l’elegante teatro dell’Aquila, l’imponente cattedrale eretta sul colle da cui si può scorgere tutta la provincia e le sue dolci colline affacciate sul mare.

A tutti i partecipanti proponiamo alle 17,30 visita esclusiva del Palazzo dei Priori . L’antico palazzo cinquecentesco aprirà le porte per una visita esclusiva e riservata ai soli partecipanti a «Il Made in Italy apre el porte»: la sala del Mappamondo, l’anticca biblioteca della città, l’affaccio dal suggestivo passetto, l’adorazione dei Pastori di P.P. Rubens, il tutto racontato in modo insolito per entrare nel vivo dell’opera d’arte.

Montefalco

Montefalco, incantevole borgo noto come la «Ringhiera dell’Umbria».Da qualsiasi punto della vallata si guardi verso l’alto, appare il colle di Montefalco, che gode di una splendida vista spalancata sui Monti Martani come su Subasio e gli Appennini, su Spoleto, Trevi, Foligno, Spello e Assisi. La struttura della città, compresa all’interno delle mura trecentesche, è concepita in modo che tutte le strade convergano verso la piazza del comune. Fiore all’occhiello di questo splendido borgo è il Complesso Museale di San Francesco, eccellenza storico artistica dell’Umbria che conserva uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano, «Le storie della vita di San Francesco» dipinte da Benozzo Gozzolinel 1452. Dal 18 Luglio al 30 Dicembre 2015 il Complesso Museale ospita l’esposizione straordinaria della «Madonna della Cintola» di Benozzo Gozzoli . Dopo 167 anni esce per la prima volta dalla Pinacoteca Vaticana e torna a Montefalco per ricongiungersi, seppur temporaneamente, al ciclo degli affreschi che il Maestro realizzò nella chiesa di San Franccesco.

A tutti i partecipanti proponiamo alle 17,30 «Focus on Madonna della Cintola», l’occasione straordinaria per ammirare l’opera subito dopo il restauro compiuto presso il laboratorio dei Musei Vaticani.

 

Perugia e Magione

PERUGIA: Il Complesso di San Bevignate rappresenta una testimonianza unica per lo studio e l’approfondimento delle conoscenza inerenti l’Ordine Templare. Particolarmente interessanti sono gli affreschi della controfacciata, documentazione unica ed eccezionale sulla storia dei Cavalieri Templari. Con i recenti restauri sono emersi i resti di una domus extraurbana e di una fullonica di età romana.

A tutti i partecipanti proponiamo alle 17,30 visita esclusiva al Complesso Templare di San Bevignate.
Euro 5,00 a persona, ingresso al museo. Servizio aggiuntivo offerto da Sistema Museo.

MAGIONE: Torre dei Lombardi. Circondata da una vegetazione di lecci e cipressi, la Torre dei Lombardi fu edificata a cavallo dei secoli XII e XIII dai Cavalieri Gerosolimitani, gli attuali Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta.

A tutti i partecipanti proponiamo alle 17,30 visita esclusiva alla Torre dei Lombardi.

 

 

Perché parlare di Made in Italy nelle Marche ed in Umbria. I dati regionali.

 

Il settore moda nelle Marche e in Umbria risponde in maniera esaustiva al modello manifatturiero tipicamente italiano di grande tradizione e pregio. Piccole aziende artigiane con una grande incidenza nel tessuto culturale locale e un’ottima ricaduta economica.

Nelle Marche il settore Tessile-abbigliamento e quello Calzaturiero producono assieme il 5,3% del PIL regionale, attestando il comparto moda come il primo in ambito manifatturiero per valore aggiunto.

 

Come registra il Centro Studi Unioncamere Marche, il settore Moda nonostante la crisi profonda che lo affligge ormai da 7 anni con un calo del fatturato del 45% calmierato solo dalla forte ascesa dell’export, è tornato a crescere. Con +23 unità rispetto al 2013 per l’abbigliamento e +10 per il calzaturiero, l’occupazione si attesta al 7,2% (6366 addetti), quasi il 28% degli occupati dell’intero settore. Positivo anche l’export che dal 2008 ad oggi ha raggiunto il 40,8%.

 

Le imprese marchigiane nel settore tessile e abbigliamento sono, ad oggi, 2.332, delle quali ben il 67% artigiane e rappresentano il 12% delle imprese del manifatturiero (Fonte Sistema Informativo Statistico).

Di rilievo per tradizione e qualità è il distretto fermano del Cappello, il più importante d’Europa, capace in 10 anni di raddoppiare il fatturato giungendo ad oggi a 140 milioni di euro. Oltre 90 piccole aziende per 2000 addetti. Ma il settore principale rimane comunque quello calzaturiero con 4.034 aziende, di cui un 75% artigiane, il 20,3% delle imprese del manifatturiero.

 

Luogo d’incontro tra l’eccellenza di piccoli laboratori artigianali e la capacità imprenditoriale di grandi aziende è l’Umbria, dove il fiore all’occhiello della produzione della moda è dato dal cashmere. Circa 500 imprese operanti nella produzione di capi e maglieria in cashmere, delle quali il 70% ha tra 6 e 20 addetti. Buona fetta della produzione è in conto terzi per le 40 aziende che si propongono sul mercato con un brand proprio. Nel 2014 si è assistito ad un incremento del fatturato del 6% rispetto al 2013 che ha interessato il 78% delle aziende tessili umbre.

 

Il Made in Marche e in Made in Umbria oltre confine. L’export.

 

La moda Made in Italy è uno dei fiori all’occhiello con cui il nostro Paese si presenta al Mondo. Una linfa vitale per l’economia nazionale se si pensa al giro d’affari mondiale stimato in 218 miliardi di euro da Ufficio Studi Mediobanca, e un elemento intrinseco dell’identità del Paese.

 

La tre giorni mira a nobilitare e comunicare quest’eccellenza italiana che, come attesta un recente report del Sistema Moda Italia, per la sola industria tessile-moda, nel 2014 ha consentito un fatturato di oltre 52 miliardi di euro con un export di 28,484 miliardi. A questo trend positivo si aggiunge lo Shoe Report 2015 di Assocalzaturifici che registra dal 2008 al 2014 una crescita in export del 20,3% con un saldo commerciale di quasi 4,2 miliardi di euro.

Regine della calzatura e della pelletteria, le Marche, a dispetto della crisi del mercato interno, continuano a crescere in quello estero. «A salvare i distretti marchigiani della moda – afferma il presidente Cna Marche, Gino Sabatini – è stato l’export, che ha registrato un incremento del 40,8% dalla fine del 2008 ad oggi».

Nel 2014 il 26,3% delle merci marchigiane sono state vendute all’estero. Il settore calzaturiero è stato il secondo per esportazione regionale (preceduto solo dal comparto chimico-farmaceutico) e il quarto in Italia con l’11%. L’export  della calzatura ha raggiunto un valore di oltre 2 miliardi di euro che rappresentano il 17% del made in Marche che viaggia nel mondo. Fatto recente è la conquista dell’interesse statunitense che va a sommarsi a quello degli aficionados Belgio, Germania, Francia e Russia, nonostante l’embargo sovietico abbia danneggiato il settore.

Anche la perla del cashmere, l’Umbria, incontra l’interesse del mercato estero. L’esportazione nel settore moda lo scorso anno ha sfiorato i 500 milioni di euro, vivendo un trend più che positivo.  L’export di abbigliamento, che rappresenta la principale attività del distretto assorbendo oltre il 54% della produzione regionale, è cresciuto del 4,7% rispetto allo scorso anno.

 

La moda si compra on line o in negozio? Le abitudini d’acquisto oggi.

 

Una recente indagine pubblicata all’inizio dell’anno da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, infatti, attesta che in Italia due terzi dei consumatori si informa online prima di acquistare un prodotto e, nella maggior parte dei casi, sceglie di comprarlo presso un negozio. La rete viene cioè prevalentemente sfruttata come strumento per informarsi ricercando il miglior prodotto al miglior prezzo sebbene permanga la tendenza a voler conoscere personalmente l’oggetto dei propri desideri.

Tuttavia da uno studio di eMarketer emerge come tra il 2009 e oggi gli acquisti online in Italia siano cresciuti anno dopo anno: il fatturato è passato dai 5,7 miliardi del 2009 ai 13,3 miliardi del 2014 arrivando a rappresentare il 3,5% del totale delle vendite al dettaglio del nostro Paese. La frequenza di acquisto è cresciuta in modo significativo, complice anche il mondo del Mobile e delle App, e ha portato al risultato di oltre 200 milioni di transazioni nell’intero 2014.

 

In Italia l’acquisto online di prodotti di abbigliamento, calzature e accessori è al terzo posto, ma si assiste a un repentino incremento degli e-shopper che ricercano moda Made in Italy proprio sul web.  Dalle stime fornite dal Rapporto E-Commerce 2015 di Casaleggio Associati risulta infatti che tra gli utenti il 17% acquisti abbigliamento e calzature Made in Italy, mentre la percentuale va ingrandendosi arrivando al 30% se si considera  l’acquisto di tali prodotti svincolati dal marchio d’eccellenza italiana.

Ad oggi l’e-commerce nel mondo vale 1.316 miliardi di dollari, il 5,9% delle vendite al dettaglio totali e i margini di crescita, secondo eMarketer, sono talmente ampi che entro il 2018 la quota potrebbe salire all’8,8%. Dato questo trend positivo, le aziende della moda made in Italy hanno l’opportunità di conquistare nuove fette di mercato, abbracciando il crescente interesse che proviene da ogni parte del mondo. Infatti, come attestava già nel 2013 Peter Barron, direttore comunicazione e public affairs di Google e come ribadisce la ricerca Internet Export Report di Google-Doxa, rispetto al 2012, l’interesse per il made in Italy nel Mondo è cresciuto dell’8% e proviene prevalentemente da USA, Giappone, Russia e India.

 

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