Concorso di Poesia

Fermo – Imprenditore spara e uccide due operai

Duplice omicidio di Fermo: cinque i proiettili sparati ai due operai.

Fermo – Imprenditore spara e uccide due operai.

Il terribile fatto di cronaca questa mattina intorno alle ore 11 in Contrada Monte Pacini, zona Molini Girola.

Gianluca Ciferri, imprenditore edile molto conosciuto ha risposto con il fuoco a due dei suoi ex operai che, armati di piccozze, si erano presentati presso la sua villetta reclamando retribuzione per un lavoro svolto.

L’aggressione dei due, Mustafa Neomedim, 38 anni e Avdyli Valdet, 26 anni, entrambi incensurati e con regolare permesso di soggiorno, ha dato luogo a una colluttazione. Ciferri a quel punto ha estratto la pistola che regolarmente deteneva e ha sparato cinque colpi contro i due giovani.

Il primo operaio è molto sul colpo, l’altro, dopo aver tentato di mettersi in salvo scappando, si è accasciato al suolo in un terreno nelle vicinanze per morire poco dopo in Ospedale.

L’imprenditore 48enne si è consegnato alle forze dell’ordine raccontando di un vero e proprio agguato da parte dei due slavi. E’ stato arrestato con l’accusa di duplice omicidio.

Una tragedia che fa riflettere e che paga le gravi difficoltà economiche e lavorative che tutta l’economia, in particolare il settore edile, sta vivendo in questo momento: la contesa tra le parti era anche arrivata infatti sul tavolo della Camera Territoriale del Lavoro.

Un brutto episodio di cronaca che si porta dietro anche un triste sciacallaggio: dopo poche ore dal fatto era già stata aperta una pagina facebook in cui si millantano video di riprese dell’omicidio, pagina che già ospita cattivi commenti fuori luogo.

Tutta la comunità albanese si stringe intorno al lutto per i due giovani che lasciano due famiglie nello sgomento (Mustafa era padre di quattro figli) e con una nota del portavoce Arjol Kondi che lamenta una “tendenza morbida da parte della stampa verso il gesto omicida del Ciferri” dando per scontata una versione dei fatti, quella di un agguato e non quella di una regolare rivendicazione di soldi per un lavoro svolto, che i due giovani stranieri “non potranno raccontare mai”.

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