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Fermo – Povertà in crescita: i Servizi Sociali comunali in rete con le Associazioni di Volontariato

Fermo - Povertà in crescita: i Servizi Sociali comunali in rete con le Associazioni di Volontariato

“La città di Fermo vive l’emergenza povertà attraverso quotidiane e molteplici richieste di aiuto da parte dei propri cittadini”. Silvana Zechini, assessore ai Servizi sociali, durante l’audizione della III Commissione Consiliare, aperta alle associazioni aderenti al Tavolo della Povertà di Fermo, porta all’attenzione dei consiglieri comunali la situazione relativa all’Emergenza Povertà. “Il Comune accoglie i bisogni e crea una cultura di relazione e vicinanza anche umana – ha sottolineato Zechini – Gli ultimi eventi che hanno colpito la città di Fermo rappresentano un forte monito per tutti, del livello di emergenza sociale raggiunto nel nostro territorio.”

Alla riunione che ha avuto luogo lo scorso 21 ottobre hanno partecipato: Caritas Diocesana, Il Ponte, Amici-Opera di Don Ricci, Auser, Informafamiglia, Centro Di Ascolto della Caritas, Centro di Solidarietà Marche, oltre a consiglieri comunali e alla Dirigente dei Servizi Sociali di Fermo e Coordinatore dell’ATS XIX, Dott.ssa Daniela Alessandrini.

Finalità dell’incontro fotografare la reale entità del problema e la metodologia di lavoro da attivare per ripensare interventi sempre più efficaci rispetto ai bisogni della cittadinanza.

Il Comune di Fermo dal 2003, lavora in rete con le Associazioni, e dal 2005 ha formalizzato il Tavolo delle Povertà a livello territoriale di ATS XIX. Dal 2009, il tavolo è divenuto anche inter-Ambito con la partecipazione dell’ATS XX e dell’ATS XXIV.

Il budget a disposizione negli anni è sempre aumentato ma in modo non sufficiente a rispondere a tutte le richieste. Recentemente, oltre ai fondi del Comune, delle Associazioni di Volontariato e della Regione Marche, anche importanti personalità del mondo imprenditoriale si sono dimostrate sensibili, contribuendo con fondi propri a fornire risposte alle sempre più forti richieste di aiuto provenienti dal nostro territorio .

La Dott.ssa Alessandrini, in particolare, ha presentato il contesto territoriale, i bisogni e le risposte, sottolineando che le richieste di intervento nel 2014 sono raddoppiate rispetto al 2013: il Comune di Fermo spende più di 105 mila euro, con i quali sono state sostenute 193 famiglie. Nei primi sei mesi del 2014 sono state già aiutate 118 famiglie, ai quali vanno aggiunti i contributi statali per i bonus energia elettrica e gas (n. 1251 istanze evase), l’ assegno di maternità al nucleo familiare (n. 271 istanze evase), libri di testo (n. 384), FNA (n. 23 anziani), HOME CARE PREMIUM (n. 93 beneficiari), contributi regionali a famiglie in situazioni di disagio (L.R. 30/98 – n. 287), riduzione o esenzione del pagamento trasporto pubblico, scolastico, mensa, asili nido, e contributi per canoni di locazione (Legge 431/98 – n. 220).

I diversi rappresentanti delle associazioni presenti, nel ribadire l’utilità dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di svolgere un audizione sul tema povertà, hanno sottolineato che occasioni di questo tipo fanno comprendere che la povertà sta diventando un problema anche di ordine pubblico proprio per i numeri sempre crescenti della popolazione coinvolta.

L’associazione. IL PONTE ha fornito alcuni dati: Nel 2013, a Fermo, sono stati offerti: 20.000 pasti, 3.119 pernottamenti (393 più del 2012 di cui 303 ad italiani che hanno goduto di lunga accoglienza da 61 gg a 1 anno). Nel 2014 ancora non abbiamo dati precisi ma le richieste si sono moltiplicate non solo come numero ma anche come tipo di bisogni: ad esempio i residenti, a causa del taglio delle utenze, hanno iniziato a fare richiesta del servizio doccia. La fascia d’età che ora più chiede aiuto, è quella di 40 anni.

Il Presidente della III Commissione, Patrizio Cardinali, ha concluso la riunione sostenendo che la commissione è un ottimo strumento per condividere le problematiche emergenti e prendere decisioni insieme (maggioranza ed opposizione). Il tema della Povertà richiede di essere da subito operativi, in particolare indicando tre livelli di intervento, che possiamo così sintetizzare:

Primo quello dell’ EMERGENZA: Il front office, in questo caso, è fondamentale per rispondere all’emergenza, il Comune può mettere in rete i propri dati con quelli in possesso degli sportelli del privato sociale per monitorare il fenomeno;

Secondo INTERVENIRE A LIVELLO STRUTTURALE. Il Comune deve impegnarsi a rimodulare il sistema di imposizione fiscale locale e l’accesso ai servizi a domanda individuale, al fine di agevolare maggiormente le famiglie a basso reddito, gli anziani ed i minori in condizione di fragilità, tenendo conto del fatto che oggi molte persone hanno perso il reddito ed è cambiato lo scenario sociale con l’avvento di nuove forme di povertà.

Terzo, occorre PROGETTARE il futuro: bisogna intervenire sulle politiche attive del lavoro a livello locale, coinvolgendo gli imprenditori sensibili ed attivando programmi di sostegno al mercato del lavoro e alle persone in difficoltà.

In sintesi, per realizzare una politica efficace di contrasto alla povertà, è necessario avere la capacità di costruire una rete di attività che coinvolga le imprese, il mondo del lavoro, le associazioni di volontariato ed i servizi sociali delle amministrazioni, convivendo dati, esperienze e progetti. Oggi la crisi è così profonda che non c’è più spazio per attività di assistenzialismo individuali.

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