Fermo: Presentato il Rapporto Federculture 2014 (tutte le foto)

Fermo: Presentato il Rapporto Federculture 2014

E’ stato presentato presso la Sala Consiliare della Camera di Commercio di Fermo il Rapporto Annuale 2014 “Cultura l’alternativa alla crisi per una nuova idea di progresso”.

L’incontro è stata presieduto dal Sindaco Nella Brambatti che, all’apertura dei lavori, ha ricordato l’immensità del patrimonio culturale del territorio fermano e come questa possa essere un volano anche per l’economia.

Idee che riecheggiano nelle parole del padrone di casa, il presidente della Camera di Commercio Graziano di Battista: “Se il nostro tessuto imprenditoriale è famoso per la bellezza dei suoi manufatti l’origine è anche da ricercare nella bellezza del nostro territorio. Valorizzarlo deve essere una mission; un’azienda si valorizza se sa proporre quanto di bello c’è nel nostro territorio”.

Un rapporto annuale non positivo, quello di quest’anno, che paga la recessione economica che stiamo vivendo, come sottolinea l’assessore regionale alla cultura Pietro Marcolini che pone l’accento sulle difficoltà legate ai finanziamenti, sia pubblici che privati. “La Regione sta cercando di moltiplicare le occasioni organizzandosi come rete per riorganizzare e ampliare l’offerta culturale e allargare la relativa occupazione”

La scommessa marchigiana è quella di continuare a credere che investire in cultura significhi investire in qualità e valore. La nostra è una regione ad alta densità di beni culturali capillarmente diffusi in tutto il territorio: quasi 300 musei, altrettante biblioteche, 74 teatri tipici. “Una Regione che sa distinguersi in positivo e gli abitanti spendono ancora in Cultura rispetto a molte altre regioni italiane e siamo orgogliosi di questo atteggiamento, che serve da traino allo sviluppo”  – insiste Marcolini che sottolinea come i nostri istituti culturali siano al passo con la tecnologia sfruttando le potenzialità del web e della rete.

Numeri soddisfacenti quindi per le Marche ma se guardiamo al nazionale le cifre fanno meno sorridere a partire dal calo del 27% delle risorse al Ministero, testimonianza di una riduzione dell’impegno pubblico nella cultura, seguiti dal calo di investimenti anche degli enti locali comuni e province e degli stessi privati sia come sponsorizzazioni che come erogazioni liberali o da fondazioni.

Anche la spesa delle famiglie per cultura e ricreazione è scesa del 3% rispetto all’anno precedente con picchi in discesa per la partecipazione nei teatri, musei e mostre, cinema e letture.  Numeri che ci mettono in bassa posizione rispetto agli altri paesi UE e che sono stati illustrati in maniera dettagliata dal relatore economista della cultura  Alessandro Leon.

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