Fondo complementare sisma, la Cna Picena: «Scadenze troppo stringenti, a rischio finanziamenti e futuro delle imprese»


ASCOLI PICENO – Con l’attivazione della procedura a sportello riservata alle imprese colpite dal sisma e, parallelamente, l’elaborazione delle graduatorie per le aziende di più recente costituzione in programma a metà settembre, la stagione delle opportunità legate al Fondo complementare sisma si appresta ormai a entrare nel vivo.

Di fronte a un pacchetto da 300 milioni di euro pensato per garantire stabilità e capacità di investimento alle imprese marchigiane, già a partire dalla scorsa primavera la CNA di Ascoli Piceno ha avviato una campagna di sensibilizzazione e informazione rivolta agli imprenditori interessati a cogliere una straordinaria opportunità di riqualificazione e valorizzazione in chiave innovativa, con l’obiettivo di sfruttare al meglio le ingenti risorse stanziate per la ripartenza delle piccole imprese del territorio e la rinascita delle aree interne.

Gli incontri, le iniziative e gli eventi promossi nelle ultime settimane dall’associazione territoriale di Ascoli nel capoluogo e nei borghi del Piceno hanno contribuito a far luce sui bandi pubblicati e sulle linee di intervento previste dal Fondo complementare sisma, suscitando un notevole interesse tra gli addetti ai lavori.

Idee e spirito di iniziativa di certo non mancano, ma le tempistiche previste per la presentazione dei progetti rischiano di limitare l’efficacia dei finanziamenti, costringendo le imprese coinvolte a una corsa contro il tempo che in alcuni casi potrebbe tradursi in una pianificazione frettolosa e dunque potenzialmente meno accurata del dovuto, con l’incubo inevitabilmente dietro l’angolo di dover rinunciare alle risorse per mancanza di una progettualità in linea con le aspettative da presentare entro i termini fissati dai bandi.

Secondo quanto previsto dai bandi, infatti, per poter accedere alle risorse le imprese dovranno elaborare i propri progetti entro il 31 ottobre affinché le risorse possano essere assegnate entro la fine del corrente anno.

Ancora pochi giorni di riflessione a disposizione, dunque, per l’elaborazione di idee progettuali che, alla luce delle somme di rilievo messe a disposizione, potrebbero cambiare le sorti di tante piccole realtà locali, offrendo un contributo decisivo alla ripresa del tessuto imprenditoriale del Piceno.

In particolare, la complessità della situazione risulta principalmente legata al ritardo accumulato nella redazione e pubblicazione dei bandi originariamente prevista al 30 giugno, che ha comportato l’apertura delle procedure di selezione al 15 settembre. Un rinvio che finisce inevitabilmente per scontrarsi con la necessità di mettere a terra i contributi entro il prossimo 31 dicembre, per poter approfittare degli extra plafond di aiuti alle imprese, rispetto all’ordinario aiuto de minimis.

In questo caso, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta le piccole e medie imprese, che a meno di proroghe dello stato emergenziale dovranno adeguarsi a tempistiche evidentemente proibitive.

Il quadro generale, di per sé preoccupante, deve inoltre fare i conti con l’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime, con continui e vertiginosi rincari in bolletta e in fattura ad alimentare un clima di incertezza generale che, in alcuni casi, rischia di frenare gli imprenditori nella valutazione degli investimenti.

«In una fase determinante come questa – spiega Francesco Balloni, direttore della CNA di Ascoli Piceno – abbiamo cercato di stimolare per tempo gli addetti ai lavori a mettere in campo idee e proposte concrete per un futuro all’insegna dell’innovazione. Tuttavia, i termini previsti dai bandi risultano a dir poco stringenti per poter elaborare progetti adeguati alla sfida che come territorio ci troviamo ad affrontare e a cui non possiamo permetterci di rinunciare per via di tempistiche inadeguate alla portata degli investimenti».

«Come troppo spesso accade in questi casi – afferma con estremo disappunto Arianna Trillini, presidente della CNA di Ascoli Piceno – cavilli e lungaggini burocratiche ostacolano e rendono sempre impervio l’accesso a risorse indispensabili per il futuro delle aziende del Piceno. Per i nostri imprenditori – già provati dal perdurare di una situazione di crisi e incertezza economica e politica – i prossimi giorni saranno all’insegna della riflessione e del coraggio per cogliere al volo le opportunità di investimento e innovazione dei bandi sisma. In ballo c’è il destino del Piceno, oppresso da scadenze impossibili e, ancora una volta, da un apparato amministrativo-burocratico totalmente decontestualizzato dalla situazione economica e dal territorio.

Invito tutte le parti sociali, ognuno per le proprie competenze, a lavorare con responsabilità e determinazione perché questi pochi mesi che ci separano dalla fine dell’anno sono fondamentali per creare un nuovo scenario lavorativo e sociale interessante e stimolante, che dia effettive opportunità a famiglie e giovani di tornare a ripopolare le nostre terre.»

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