Giustizia e verità per Luca, la richiesta della famiglia Fanesi e di tutti i tifosi della Samb


SAN BENEDETTO – “Giustizia e verità per Luca”. Questo lo striscione affisso in curva nord dagli ultras. A quindici giorni dalla gara con il Vicenza Luca Fanesi è ancora ricoverato in coma nel reparto di rianimazione dell’ ospedale veneto ed ancora non si conoscono le cause che lo hanno portato a lottare tra la vita e la morte. Per questo motivo gli ultras rossoblù si sono ritrovati nel piazzale antistante la curva nord per sensibilizzare tutti al raggiungimento della verità.  Presente anche l’ex rossoblù Max Fanesi, fratello di Luca, l’inviato delle Iene Luigi Perazza che realizzerà un servizio su tutta la vicenda, più una troupe televisiva proveniente da Bergamo della trasmissione “12° in campo”.

Numerosi gli attestati di solidarietà alla famiglia giunti da tutto il mondo ultras ed anche dall’ esterno. Eloquenti gli striscioni affissi dai supporters del Bayern Monaco e del Friburgo da tempo gemellati con i rossoblù.

“Mio fratello –dice Max Fanesi- è sempre grave. Mercoledì scorso insieme al nostro legale abbiamo presentato una querela-denuncia contro ignoti perché la dinamica di ciò che ha portato Luca in queste condizioni non ci è chiara. Alla dottoressa del pronto soccorso ha infatti detto al suo arrivo di essere stato manganellato, ma allo stesso tempo la Questura dice che ha un filmato in cui si vede che è caduto. Se c’è una testimonianza del genere ben venga, perchè così saremo più certi su ciò che è accaduto. Ma la dinamica e le ferite riportate ci fanno nutrire grossi dubbi. Al momento si stanno svolgendo le indagini e lasciamole fare a chi di dovere. Per quanto riguarda le condizioni fisiche di mio fratello, è ancora in coma. Ci attacchiamo al suo minimo movimento, cercando di interpretarlo positivamente ma ancora non abbiamo notizie concordanti dai medici. Mi preme, comunque, sottolineare la solidarietà avuta dal mondo ultras. I ragazzi di Vicenza, sin dal primo giorno ci sono vicini ma poi presso la sala d’attesa della rianimazione dell’ ospedale di Vicenza altre tifoserie si sono presentate. Ieri, ad esempio, sono venuti alcuni rappresentanti del Verona e della Juventus  ”.

La novità di rilievo sul fronte delle indagini, la dà l’ultras Giorgio Trionfi. “Ci sono tre ragazzi di San Benedetto che hanno visto tutto e sono pronti a testimoniare. Il camioncino della Celere, con una decina di poliziotti a bordo, è intervenuto solo dopo che il contatto tra le due tifoserie era avvenuto senza fermare nessuno ma solo manganellando. Luca è stato visto a fianco del mezzo e poi a terra. C’era anche una polizotta della Digos con una telecamera ma è intervenuta solo dopo che tutto era finito. I ragazzi di Vicenza nei giorni successivi sono andati a trovare dei testimoni e sembra che ci siano”.

E poi ecco l’iniziativa di solidarietà. “Abbiamo deciso –aggiunge Trionfi- di aprire un conto corrente per avviare un fondo che serva di auto per la famiglia e per le spese legali. E quindi invitiamo tifosi e non a contribuire”.

Cesare Liberati chiede a gran voce l’identificazione degli uomini dei Reparti Mobili della Polizia. “In tutta Europa –afferma- è così con il numero di matricola sul casco o sulla divisa. Qui in Italia no. Gli ultras sono quelli che pagano più di tutti con arresti, diffide e quant’ altro. Nella celere come nella vita ci sono delle mele marce e se sbagliano è giusto che debbano pagare se vanno oltre la legge. Ora bisogna andare avanti in questa lotta fino alla fine e costi quel che costi. Lo dobbiamo a Luca”.

“Vogliamo capire – analizza l’inviato delle Iene Luigi Perazza, presente nel piazzale antistante la curva nord- se ci sia stato un eccesso di intervento da parte delle forze dell’ ordine. La Polizia dice che il tifoso della Samb è caduto, mentre  le notizie da parte dei supporters marchigiani sono ben diverse. Ma il dubbio c’è. Una persona che cade a terra non può fracassarsi il cranio in più punti. E quindi la prima cosa da capire se ciò che è accaduto sia stato dovuto da una caduta o se invece Luca Fanesi sia stato picchiato”. Il servizio sulle Iene dovrebbe andare in onda tra una decina di giorni.

 

 

 

 

 

 

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