Guardia di Finanza Ancona, sequestrati circa 650 chilogrammi di cozze

ANCONA – Come noto, dal gennaio 2017 il servizio Aeronavale della Guardia di Finanza non svolge solo i consueti compiti di polizia economico-finanziaria, ma anche ed in via esclusiva i compiti di polizia in mare. In tale ottica si inserisce l’attività di costante monitoraggio dei movimenti commerciali e diportistici lungo la costa e nei porti, ai fini sia anticontrabbando e antidroga, sia di generico controllo del territorio, per la tutela pubblica delle persone e delle proprietà.

Ad appena due mesi da l’ultimo sequestro di ricci di mare nei confronti di alcuni pescatori sportivi nella zona Passetto, nella serata di ieri (lunedì 23) è stato eseguito un altro sequestro di circa 650 kg. di cozze nella zona prospicente lo stabilimento Fincantieri del capoluogo dorico.

Di recente erano stati segnalati movimenti notturni di barchini non identificati all’interno del porto di Ancona. La necessità di conoscere le identità e le intenzioni di tali soggetti, ha spinto il Reparto Operativo Aeronavale ad organizzare un servizio di monitoraggio e di intervento, che ieri notte ha portato all’intercetto di un veloce natante con a bordo due pescatori sportivi che è risultato trasportare circa 650 kg di cozze pescate nella zona prospicente lo
stabilimento Fincantieri e destinate ad essere immesse illegalmente sul mercato.

Il prodotto è stato sequestrato perché pescato in quantità, zone e tempi vietati, cui si somma una sanzione  amministrativa tra 12.000 e 50.000 € nei confronti dei due fermati. Le cozze, ancora vive, sono state rigettate rapidamente in mare, al fine di evitare ulteriori danni all’ecosistema marino. Si sottolinea come tali attività risultino essere lesive per gli interessi economici degli operatori professionali del settore, nonché, e non da ultimo, come tali prodotti possano essere possibilmente dannosi per la salute umana, in quanto provenienti da zone potenzialmente inquinate e non opportunamente stabulizzati.

Val la pena ricordare che i mitili sono essenzialmente dei filtri di quanto presente in acqua e la loro commercializzazione è soggetta a procedure volte alla certificazione della provenienza e della salubrità. Essi andrebbero acquistati solo da operatori commerciali ufficiali, che li pongano in vendita all’interno degli appositi sacchetti e ne mostrino il tagliandino, ove è indicata la zona di pesca e l’eventuale stabulizzazione.

Eventuali violazioni, lesive della concorrenza e potenzialmente pericolose per la salute pubblica, vanno immediatamente segnalate alle Forze di Polizia, o alla Capitaneria di Porto.

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