Guerra delle farmacie: il Movimento Difesa del Cittadino dice stop ai protezionismi a spese dei consumatori e più concorrenza nel mercato della vendita dei medicinali

ROMA – “I consumatori italiani non possono più continuare a subire le conseguenze di stop e misure protezionistiche di altre epoche nel settore dei farmaci” – questa la presa di posizione del Movimento Difesa del Cittadino dopo l’avvio della nuova “guerra delle farmacie” esplosa in questi giorni dopo la presentazione di due Emendamenti alla Legge di Bilancio in discussione ora al Senato, che prevedono lo scioglimento delle società che gestiscono farmacie il cui capitale sociale non sia costituito per almeno il 51% da farmacisti iscritti all’albo.

Alla preoccupazione per la paventata chiusura immediata di 300 farmacie sul territorio nazionale, l’associazione di consumatori aggiunge la perplessità di una proposta legislativa che guarda al passato e non al futuro di un settore essenziale per la salute dei cittadini che continuano a subire restrizioni inspiegabili se non in un’ottica di protezionismo.

“È necessaria una maggiore concorrenza nel mercato della vendita dei farmaci che ha chiuso il 2017 con un fatturato di 11,4 miliardi di euro (+1,3% sul 2016) ma che un recente studio pubblicato dal The Economic Journal conferma ancora molto contenuta in Italia soprattutto nei piccoli centri, sempre più desertificati ed a rischio di aumenti ingiustificati dei prezzi ai danni di anziani, genitori di bambini piccoli su prodotti “parafamaceutici” come latte in polvere, creme e pannolini”.

Per MDC è sorprendente come dalla maggioranza parlamentare che sostiene il “Governo del Cambiamento” arrivino proposte sulle farmacie come quelle presentate ora in Senato, che non solo ribaltano l’attuale situazione del mercato, ma addirittura riportano il Paese indietro nel tempo senza intervenire sui reali problemi dei cittadini.

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