Il 19 maggio l’asta per la Samb, Maxi Lopez: “Mi auguro che questo sogno continui per altri 100 anni”

SAN BENEDETTO – E’ stata fissata per mercoledì prossimo 19 maggio dal giudice del Tribunale di Ascoli Piceno  Francesca Calagna l’asta per l’aggiudicazione del complesso aziendale della Samb. La decisione è stata pressa dopo che ieri alle 14 era scaduto il termine fissato dai curatori fallimentari Franco Zazzetta, Massimiliano Pulcini e Francesco Voltattorni per presentare un’offerta di acquisto per il club marchigiano.

Nessuna richiesta scritta però è giunta. Comunque il termine era stato fissato dai curatori per avere un quadro generale della situazione e soprattutto per valutare se i gruppi che hanno manifestato interesse verso il club rossoblù siano mossi da intenzioni reali o solo per un giro di orizzonte per valutare la possibilità di mettere a punto questa operazione.

Un’operazione estremamente onerosa perché nella giornata di lunedì era saltata fuori anche la questione relativa alle fideiussioni per un totale di 730mila escusse dalla Lega e ancora non pagate dalla Reale Mutua che aveva portato il quantum necessario per acquisire il titolo sportivo della Samb alla cifra record di 2,6 milioni di euro. Ma nelle ultime ore la situazione si è sbloccata con la compagnia assicurativa che avrebbe deciso di pagare quanto dovuto. Manca solo l’ufficializzazione dell’ avvenuto saldo.

Sulla querelle societaria intervengono anche i tifosi con una nota stampa congiunta dell’ associazione Noi Samb e della Curva Nord Massimo Cioffi.

“Dopo settimane di interessamenti e uscite pubbliche sui giornali –scrivono i supporters rossoblù- nessuna offerta è stata presentata al Tribunale. E’  un momento delicatissimo per la storia rossoblù e, per quanto possa sembrare utopia, non possiamo smettere di sperare nella salvaguardia della categoria. Occorre unire le forze, fare fronte comune e superare le divisioni per dare un futuro alla Sambenedettese Calcio.

Per questo motivo, da tempo abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di impegnarsi e mettere attorno a un tavolo le forze imprenditoriali che hanno a cuore la Samb. Il contesto economico non è d’aiuto, ma con uno sforzo condiviso si può dare una svolta al modo di gestire la squadra di calcio della città.

Imprenditori, politici, tifosi, giornali: ognuno può dare il contributo con i mezzi a disposizione e garantire una risorsa concreta per chi salverà la Samb. Ora o mai più: dopo l’ennesimo fallimento, questa è l’ultima chiamata per cambiare davvero le cose.

Le presunte cordate che sono uscite in queste settimane (senza poi formulare un’offerta) devono sapere che chi ha intenzione di fare calcio in maniera onesta a San Benedetto d’ora in poi non si potrà sottrarre a un confronto preventivo con la tifoseria e all’ingresso di forze locali nella società.

Chi vuole farsi solo pubblicità o peggio, attendere la morte del club per puntare al dilettantismo, è pregato di farsi da parte: nella malaugurata ipotesi di una ripartenza dalle categorie inferiori, nessun avventuriero da fuori sarà ospite gradito”.

Parla Maxi Lopez. Il capitano della Samb analizza il campionato della Samb conclusosi con la sconfitta di Matelica nel primo turno play off. “E’ stata –dice Maxi Lopez- una stagione ricca di tante cose dai sapori dolci e amari e tanto difficile sotto ogni aspetto. La Samb in campo ha dato tutto e di più, è stato il nostro modo  di rappresentare al meglio i tifosi e la città. Anche il gruppo ha risposto alla grande. Una squadra nuova con molti calciatori alla prima esperienza in Italia dove il calcio è totalmente diverso dall’ Argentina.

Ma tutti abbiamo messo da parte le rispettive culture e ci siamo chiusi in un pugno per arrivare dove poi siamo giunti. L’esperieza con la Samb mi ha formato ancora di più come uomo, aiutando gli amici  fuori e dentro il campo. Mi ha insegnato a continuare a lottare e a non mollare mai insieme alla città che ci è stata sempre vicina in ogni momento. Spero che si riesca a trovare una soluzione. Sono fiducioso e mi auguro che questo sogno chiamato Samb continui ancora per altri cento anni”.

Foto Alberto Cicchini

 

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