Concorso di Poesia

Il Comune di Sant’Elpidio a Mare a Livorno per commemorare i defunti della tragedia del Moby Prince

SANT’ELPIDIO A MARE – L’assessore Stefano Berdini ha partecipato, nella giornata di ieri, alla cerimonia commemorativa che si svolge a Livorno per ricordare le vittime della tragedia del Moby Prince. Tra queste, c’era anche una giovane donna elpidiense, Giuseppina Granatelli morta in quel tragico 10 aprile 1991, quando il traghetto entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo al largo del porto di Livorno.
Tra le 140 dell’incidente anche il marito di Giuseppina, Bruno Fratini, originario di Morrovalle. Ventisette anni dopo quel tragico incidente, l’Amministrazione Comunale non è voluta mancare alla cerimonia in memoria di quelle vittime.
Centinaia di persone hanno sfilato in corteo per le principali vie del centro a Livorno. Dopo la commemorazione ufficiale nell’aula del consiglio comunale, decine di amministratori, familiari delle vittime e semplici cittadini si sono incolonnati dietro lo striscione che in questi 27 anni ha sempre aperto il corteo e sul quale campeggia la scritta: “Moby Prince: 140 morti. Nessun colpevole”.
La manifestazione, dopo avere attraversato il centro, ha raggiunto l’andana degli anelli, nel porto mediceo, dove sono stati letti i 140 nomi delle vittime, ricordati anche nella lapide collocata al porto e dove i presenti hanno gettato 140 rose rosse in mare, mentre le navi e i rimorchiatori ormeggiati in banchina hanno suonato le sirene in segno di lutto.
“Quella del Moby Prince – dice l’assessore Stefano Berdini – purtroppo è una strage che ancora oggi resta impunita. Come Amministrazione Comunale abbiamo voluto rappresentare tutta la nostra comunità nel corso di una manifestazione che, oltre a commemorare i defunti, chiede ad oggi che venga fatta chiarezza”.
“Quest’anno la celebrazione dell’anniversario si è svolta con uno spirito diverso – aggiunge il sindaco, Alessio Terrenzi – grazie alle conclusioni della commissione parlamentare d’inchiesta che hanno portato a un ribaltamento delle verità processuali e pare che ci siano buone possibilità per arrivare, finalmente, alla verità. Siamo vicini alla famiglia Granatelli che, seppur dopo tanti anni, merita una risposta su quanto accaduto alla loro congiunta così come la meritano tutte le famiglie di coloro che morirono in quella tragica occasione”.

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