Il consigliere regionale Peppino Giorgini (Movimento Cinquestelle): “L’amministrazione comunale non ha investito nulla per il futuro di San Benedetto”


SAN BENEDETTO – “Non è possibile far capire in un solo comunicato ciò che sta accadendo nella nostra città, con la vendita, o svendita che sia, dei “gioielli di famiglia” siano essi immobili siano essi preziosi terreni verdi”. Il consigliere regionale del Movimento Cinquestelle Peppino Giorgini lancia in resta contro l’amministrazione Piunti.

“Oggi -scrive il rappresentante pentastellato- quasi tutti i cittadini, soprattutto quelli che hanno buona memoria e sufficiente attenzione e interesse verso i fatti della propria città, sono a conoscenza dello scempio che sta avvenendo nel nostro territorio anche perché nel corso degli ultimi anni i campanelli di allarme sono suonati in maniera sempre più assordante.

In genere le aree rimesse in ballo dalle nuove leggi sul conferimento di almeno il 50% del plusvalore che le aree assumono in variante di piano (in pratica la differenza di quanto valevano prima e dopo la variante al PRG) sono quasi sempre aree verdi o aree a servizi (a standard per capirci) che spesso, se non sempre, sono state acquistate da imprenditori su consiglio o suggerimento di politici; poi questi imprenditori sono di sovente rimasti prigionieri dello stesso mercato che avevano sfruttato per acquisire queste aree, le forti esposizioni bancarie insieme agli interessi galoppanti hanno fatto il resto, talvolta portando allo sfacelo il proprio progetto, in forma di fallimento”.

Giorgini prosegue così il suo j’accuse. “Nel tempo, quelli che sono rimasti in piedi in questa immensa compravendita di terreni, non possono certamente vantare diritti particolari e le proposte che avanzano, devono/dovrebbero essere quantomeno dignitose per la città, per i cittadini che ne sono legittimi proprietari morali; se l’unico obiettivo diventa rimpinguare le tasche dei privati ecco che la logica urbanistica di una città ormai in camera mortuaria in tema di consumo del suolo, diventa una pia illusione.

L’attuale governo comunale non ha investito niente nel futuro della città; sta solo regolando i conti con il passato, quel passato che ha sempre criticato in tutte le sedi e in tutti i modi ed ora invece diventa magicamente il punto da cui partire. Un governo del territorio senza alcuna visione di quello che è la città oggi e di quella che dovrà essere domani, intervenuto solo per quello che è maturato nei tempi tra accordi e probabili compiacenze (magari la Procura ce lo dirà presto) fra l’autorità pubblica e la proprietà fondiaria, per poi propinarlo alla cittadinanza senza fare un plissé, basti vedere l’affaire Scuola Curzi.

Al netto delle considerazioni precedenti, non si riesce a concepire come si possa completamente disconoscere qualsiasi considerazione ambientale, di modernità, di futuro sostenibile: è giunta l’ora per la cittadinanza di ribellarsi a questo saccheggio, che mai si era visto negli ultimi decenni nonostante le allegre gestioni precedenti; raggiungono ora vette ineguagliate l’alienazione incontrollata di beni pubblici, la spezzettatura di beni strutturalmente unitari con la  modificazione sistematica delle destinazioni dei beni trasferiti, la deroga alla pianificazione urbanistica, la privazione per la collettività di qualsiasi  potere di intervento nelle decisioni importanti sul proprio territorio.

Il Movimento 5 Stelle ha un’altra visione di sviluppo per la città; essa contrasta al 100% con quello che stanno facendo gli attuali inquilini di viale De Gasperi e quello che hanno fatto i predecesssori! Ma il tempo è galantuomo e ognuno verrà ripagato per i danni prodotti! Abbiamo già vissuto esperienze precedenti, chi ha fatto danni e chi li perpetua oggi, è destinato soltanto all’oblio politico. Il primo capitolo della saga – conclude Giorgini- riguarderà l’Area Brancadoro e il progetto denominato “NIDIS”: date retta, state collegati”.

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