Il Panathlon Club Macerata apre il 2019 con il ciclismo e con Claudio Chiappucci

MACERATA – Il ciclismo è stato il protagonista della prima conviviale del 2019 del Panathlon Club Macerata, che si è riunito in interclub con il Rotary Club di Macerata al ristorante Signore te ne ringrazi dello chef Michele Biagiola. Ospite Claudio Chiappucci, indimenticabile icona del ciclismo italiano.

La serata si è aperta con i saluti del presidente del CONI Marche Fabio Luna, del presidente del Panathlon Club Macerata Barbara Morresi, che ha espresso l’importanza della coesione e della collaborazione dei club service auspicando iniziative future congiunte,  e del presidente del Rotary Club Stefano Quarchioni, che ha più volte ribadito l’importanza dello sport e di come possa essere di ispirazione per i più giovani.

“Non posso che considerarmi un privilegiato poiché ho potuto girare il mondo praticando uno sport che da sempre ho amato. A differenza di tanti altri sono riuscito a fare delle mie passioni il mio lavoro, ottenendo risultati eccellenti e tante belle soddisfazioni” ha raccontato al microfono di Michele Spagnuolo, organizzatore della serata e membro del direttivo Panathlon Club Macerata.

Claudio Chiappucci, ex ciclista su strada, pistard e ciclocrossista italiano. Professionista dal 1985 al 1998, in 14 anni di carriera ha vinto una Milano-Sanremo, due giri del Piemonte, tre tappe al tour de France e una al Giro d’Italia. Soprannominato El Diablo lo ricordiamo con la maglia a pois bianca e rossa del Tour de France, quando nel 1992 tagliò il traguardo in prima posizione al Sestriere, dopo una epica e storica fuga di 200 Km.

Nel corso della conviviale la sua attenzione si è soffermata sullo spirito di sacrificio e su come la passione e la forza d’animo possano essere valore aggiunto in sella a una bicicletta. “Bicicletta e pedali che non fanno sconti a nessuno” – ha detto Claudio Chiappucci – ricalcando il tema lo sport è uguale per tutti del Panathlon 2019 “dimostrando che osare da lontano e con caparbietà può portare a grandi risultati”.

A colpire i numerosi intervenuti il racconto del ciclismo del passato, di come sia cambiato questo sport e di come il marketing e gli sponsor siano oggi sempre più determinanti. Grande commozione in sala al ricordo di Michele Scarponi, raccontato proprio da Chiappucci come ragazzo buono, di grande spirito e di grande cuore. Grande cuore che lo ha portato a contribuire in maniera determinante alle vittorie dei suoi capitani, ultimo tra cui Vincenzo Nibali.

E “in terra di Tirreno-Adriatico”, in chiusura, non poteva mancare qualche cenno alle salite delle Fosse e agli arrivi macerate

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