Il sindaco Carancini ai funerali di Pamela Mastropietro: “Macerata ha vissuto questa tragedia senza retorica”

ROMA – “La mia presenza qui è la presenza di una città che senza retorica ha vissuto questa vicenda. Una vicenda che  resta nel segno di una comunità molto silenziosa, molto discreta e poco incline alle sceneggiate” . Queste le parole di cordoglio del sindaco Romano Carancini oggi a Roma con il vice sindaco Stefania Monteverde e l’assessore alle Politiche sociali Marika Marcolini per il funerale di Pamela Mastropietro. Alla cerimonia sono intervenuti anche il deputato della Lega Tullio Patassini e il consigliere comunale di Forza Italia Deborah Pantana. La funzione si è svolta nella chiesa gremita di Ognissanti nel quartiere Appio. Carancini ha portato le condoglianze della città alla famiglia della diciottenne romana uccisa lo scorso 30 gennaio a Macerata.

Prima della funzione, a cui ha preso parte anche il sindaco di Roma Virginia Raggi, Carancini ha salutato la madre di Pamela, Alessandra Verni e lo zio della ragazza Marco Valerio Verni. “Non ho mai percepito una conflittualità con la mamma e con la famiglia – ha ribadito il primo cittadino – Il dolore è immenso e credo  che le parole che sono state espresse debbano essere comprese. Pamela è il momento più alto del dolore, della costernazione e dell’incredulità rispetto a tutto quello che è successo. La nostra presenza di oggi è una piccola testimonianza e credo che la città lo dovesse. La città non ama esibizionismi e forme plateali ma riconosce la pietas e aldilà dei modi con cui si esprime il dolore e la condoglianza vi assicuro che avrà la sua storia segnata da questa morte molto cruenta e davvero ingiustificata”.

Un momento di cordoglio profondo, ma anche occasione per riflettere sul tema oggi più che mai delicato della lotta alla droga. “La droga è un problema di tutte le città italiane – così Carancini – Macerata è un microcosmo di un quadro generale. Noi lavoriamo da molto tempo rispetto alla droga, i sindaci in particolare hanno il compito della prevenzione. Noi abbiamo aperto un tavolo in prefettura dal 2012 che prima non c’era. Credo che però occorra fare un lavoro di squadra, perché accanto alla prevenzione, che purtroppo non sempre arriva, serve la repressione, la capacità di interdire e mirare da parte delle forze dell’ordine e avere quindi una strategia efficace. Certamente a Macerata la vicenda di Pamela ha aperto gli occhi più che in passato”.

 

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