“Il sistema usato oggi e che continuano a alimentare per i dragaggi è obsoleto”, lo j’accuse del consigliere regionale pentastellato Peppino Giorgini

SAN BENEDETTO – Il dragaggio del porto di San Benedetto, problematica che mette in difficoltà marineria ed operatori del mare, è oggetto di un attacco da parte del consigliere regionale dei Cinquestelle Peppino Giorgini che riceviamo e pubblichiamo.

“Aver sentito la vicepresidente della Regione Marche che sbandierava ai quattro venti una nuova disponibilità di risorse per l’ennesimo dragaggio al porto -scrive nella nota stampa l’esponente pentastellato- avrebbe dovuto provocare in tutti quanti noi un moto di rabbia senza precedenti. Vedrete, alla fine i sedimenti dragati ce li terremo noi, andranno probabilmente a fare compagnia a quelli del porto di Senigallia nella vasca di colmata di gaspariana memoria, “una opportunità”, come le definì allora l’ex-sindaco.

Lo sappiamo tutti, come tanti altri porti adriatici il nostro ha problemi di insabbiamento e ciclicamente bisogna liberare l’ingresso, pena lo stop di tutte le attività collegate. Peccato che con le tecniche costose e obsolete che usa (o che autorizza) la Regione, il problema si ripresenti a intervalli ridicoli, e poi che queste sabbie debbono essere trattate come rifiuti”.

“Ora -aggiunge Giorgini-, non sarebbe il caso di smettere di alimentare questo circolo vizioso creato ad arte per dar da mangiare agli amici e far effettuare l’operazione a qualche azienda che magari bonifica e recupera le sabbie così magari si possono utilizzareanche per il ripascimento, invece di cercare una discarica? Insomma, ci si atteggia a salvatori della patria quando invece trattasi, nella migliore delle ipotesi, dell’ennesima dimostrazione di miopia e incompetenza senza pari, di questi pifferai magici che danno fiato alle loro ultime arie.

Perché alla fine di quello si tratta, una cassa di colmata è una discarica e noi sambenedettesi abbiamo già dato: con la piattaforma ecologica, con la prima cassa di colmata, con Sgariglia (a proposito, ai cittadini costerà €100.000,00 all’anno per i prossimi decenni!). È evidentemente ancora in vigore il sistema che questi pifferai magici hanno sempre usato per tranquillizzare chi si volta dall’altra parte o è complice del loro giro: un sistema che non prevede il bene comune ma solo la necessità di alimentare lobby e interessi particolari che portano consenso politico!

Il sistema usato oggi e che continuano a alimentare per i dragaggi è obsoleto-conclude il suoj’accuse Peppino Giorgini-, abbiamo dimostrato con i fatti ciò che affermiamo! Che a nessuno venga in mente di pensare solo per un attimo ad altre cassa di colmata! Che a nessuno venga in mente di prenderci ancora in giro!”.

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