“L’ estate sta finendo e per gli eroi della sanità nulla è cambiato”, il grido d’allarme di Usb Marche Sanità

ANCONA – “Gli “eroi” della sanità pubblica delle Marche, a differenza di quanto accaduto in altre regioni, ancora non hanno ricevuto alcun “premio” per l’attività prestata durante la fase più critica della pandemia da COVID dove, nonostante la grave carenza di professionisti sanitari esistente, hanno affrontato l’emergenza con responsabilità e senso del dovere sobbarcandosi, come fanno da anni, tutto il peso dell’assistenza e l’onere della tenuta della sanità marchigiana”.

Inizia così il comunicato stampa di protesta iniviato da Usb Marche Sanità che riportiamo integralmente. “Ma oltre al mancato riconoscimento economico -prosegue la nota- occorre sottolineare che non si è nemmeno proceduto ad assunzioni di personale, assunzioni che avrebbero evitato il prolungarsi delle chiusure di reparti e la ulteriore riduzione dei posti letto ospedalieri e delle prestazioni territoriali.

Anche la questione sicurezza con carenza dei DPI non è ancora non del tutto risolta, lavoratori segnalano che in alcuni ospedali c’è carenza addirittura di guanti!
Ci sarebbe voluto un piano assunzioni straordinario – si ricorda che nel 2019 la ASUR ha perso 260 dipendenti solo nel comparto – per dare una SVOLTA ALLE  POLITICHE SANITARIE E INVECE NULLA…IL SOLITO PIANO ESTIVO DI ASSUNZIONI PRECARIE, E NON IN TUTTI I SERVIZI…SOLO PER GARANTIRE LE FERIE; continuando inoltre a negare diritti sanciti dal CCNL, nonché da molteplici sentenze della Cassazione, come quello del tempo vestizione della divisa, per l’ottenimento del quale USB P.I SANITÀ MARCHE ha più volte chiesto una conciliazione all’ASUR ma le richieste, a tutt’oggi, sono rimaste senza risposta.
Niente riconoscimento economico quindi e nemmeno dei diritti contrattuali per lavoratori che da anni subiscono tagli al salario accessorio e rinnovi contrattuali offensivi. CCNL lo ricordiamo già scaduto! Intanto i reparti chiusi non sono stati riaperti né attivati per sanare il gap di posti letto tagliati nell’ultimo decennio, come ad esempio in Av5, un reparto pronto per essere utilizzato come sub-intensiva e intensiva con camere a carica negativa (nell’ ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno) con oltre 18 Posti letto inspiegabilmente ancora inutilizzato e dimenticato nel Piano Regionale di aumento dei posti letto di intensiva e semintensiva, ed  i reparti di Urologia, Dh-Psichiatria e Ortopedia ancora chiusi in AV5, il Day-Surgery (Carlo Urbani di Jesi) in Av2 e diversi altre situazioni analoghe nelle altre AV e aziende sanitarie.
L’emergenza COVID, quindi, sembra non aver insegnato proprio niente e USB torna a chiedere con forza quanto rappresentato durante l’incontro con la Regione Marche del 23 luglio, dal quale è passato un mese, e cioè che vengano riviste le politiche sanitarie regionali in merito alle assunzioni stabili del personale (attingendo da mobilità extraregionale) e alle stabilizzazioni (nella determina ASUR del 20/08/2020 mancano ad esempio alcune figure professionali che hanno tutti i requisiti della stabilizzazione e sarebbe assurdo e inaccettabile che non vengano stabilizzati) per il personale precario che ne ha diritto in base alla normativa vigente.
Inoltre c’è l’urgenza di un Piano di Verticalizzazione, Previsto dalla Riforma Madia, del personale in servizio che a prezzo di sacrifici ha conseguito una qualifica superiore (ad esempio OSS), personale al quale finalmente andrebbero dati il giusto riconoscimento e la dovuta valorizzazione.

Andando avanti, riapertura degli Ospedali pubblici chiusi e notevolissimo implemento dei servizi di sanità territoriale e della prevenzione. Ancora, un forte piano di reinternalizzazione dei servizi, a partire con urgenza da quelli appaltati alla COOSS, e dei lavoratori che vi operano; l’ASUR non può continuare a dare in appalto servizi pubblici ad una cooperativa che NON rispetta Salario e diritti dei lavoratori!

E’ necessario inoltre potenziare e radicalmente ristrutturare i Pronto soccorso in tutti i presidi ospedalieri delle Aree Vaste e delle Aziende Sanitarie, per garantire percorsi Covid, incentivare il territorio incrementando i servizi (case della salute, ospedali di comunità, ADI , laboratori analisi pubblici, diagnostica per immagini, ambulatori multi specialistici, Dipartimenti di Prevenzione ecc), che aiuterebbero a decongestionare gli ospedali prendendosi cura della cronicità e agendo sulla prevenzione e finalmente ridurre le liste d’attesa.

La Regione e l’ASUR, ma anche le altre Aziende, in questi anni hanno già ridotto di milioni di euro i Fondi Contrattuali dei lavoratori anche su imposizione della normativa nazionale, ma la Regione Marche sembra aggiungere anche la ulteriore volontà di abbassamento dei fondi contrattuali sottraendo anche le RIA del Personale cessato.
Su questo abbiamo chiesto la verifica della legittimità di tale operazione che per USB è un ulteriore taglio al salario accessorio in contrasto con il CCNL degli “EROI” tanto decantati in fase COVID, ma tanto maltrattati e dimenticati quando si tratterebbe di dare loro il giusto riconoscimento economico, come ad esempio la “premialità” Covid19 sulla quale abbiamo ribadito la necessità di ulteriori risorse aggiuntive regionali altrimenti con quelle attuali, tanto propagandate, non ci sarà alcun premio reale per i Lavoratori del Comparto!

Attualmente i lavoratori hanno percepito Zero  ! Solo per pochi lavoratori sono state corrisposte le indennità previste e stanziate dal governo! Come USB abbiamo chiesto che in una Pandemia ancora in atto a tutti i lavoratori a contatto con utenza debba essere riconosciuta tale indennità di malattie infettive. La politica sanitaria deve essere totalmente modificata con le risorse economiche integralmente dedicate alla sanità pubblica; basta appalti, basta privato convenzionato.

USB Sani Marche -conclude la nota di Usb Marche Sanità- continuerà a lottare per i diritti, la dignità e il salario dei lavoratori e per una migliore Sanità Pubblica nella Regione Marche“.

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