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La Giunta Comunale approva il Piano di Comparto, nuova vita per il porto di San Benedetto

SAN BENEDETTO – La Giunta Comunale ha approvato il Piano di Comparto del porto. Si vuole così recuperare l’area a nord del bacino portuale delimitata a sud da via Dandolo (la via su cui si affaccia il lato nord del mercato ittico all’ingrosso) e a nord da via Pigafetta e comprendente le vie parallele Vespucci, Polo e De Gama (circa 10mila metri quadrati). Il nuovo Piano di Riparto del porto è già esecutivo.

Dopo una serie di tavoli fra cui un meeting in Provincia e un’ultima conferenza dei servizi c.d. “decisoria” con Capitaneria, Autorità Portuale e Agenzia del Demanio, è diventato realtà. Cambierà pelle a una zona degradata sia dal punto di vista architettonico che economico. E c’è già, infine, chi pensa di potere spostare la movida dal centro città alla zona del porto. E’ stato presentato questa mattina in Comune, dal sindaco Pasqualino Piunti, dall’ assessore Filippo Olivieri, dai consiglieri comunali Mario Ballatore, Emidio Del Zompo e Mariadele Girolami e Gianni Balloni e dai tecnici comunali Germano Polidori e Gionni Tiburtini.

“Il porto –afferma il sindaco Pasqualino Piunti– è vitale per San Benedetto sia per la storia che per le opportunità che offre alla città. Ieri abbiamo licenziato questo piano e ringrazio gli uffici che vi hanno lavorato intesamente. Da anni si andava avanti in questa direzione  e possiamo ritenerci soddisfatti anche perché  quest’amministrazione comunale porta a termine uno dei suoi punti programmatici. Il porto sarà rivitalizzato e verrà offerta l’opportunità di nuovi servizi non solo per quanto riguarda la pesca e le attività collaterali ma anche come zona di sviluppo turistico-culturale. Abbiamo rispettato anche il nostro pensiero e cioè di fare prima le cose e poi comunicarle a tutti”.

“Questo piano di comparto –aggiunge l’assessore alla pesca Filippo Olivieri– rappresenta uno strumento estremamente importante per la città. Dal giorno del nostro insediamento abbiamo ascoltato le istanze dei pescatori e di chi gravita a livello economico-commerciale nella zona per trovare delle alternative al comparto porto. In questo modo si permette a chi vuole iniziare nuove attività di poterlo fare e di rivitalizzare, così, tutta la zona”.

Il nuovo Piano di Comparto del porto è un importante strumento di attuazione del Piano regolatore del Porto, approvato dopo un lungo e complesso iter nel 2014, che ha tra gli obiettivi quello di aprire la zona portuale alla città pur mantenendo prioritaria la destinazione a servizio delle attività di pesca. Il Piano permette infatti di insediare tipologie di attività diverse, dando precise indicazioni sulle caratteristiche architettoniche dei tipi edilizi da ricostruire, lasciando libertà compositiva senza però compromettere il disegno finale dell’insediamento.

Previste diverse tipologie di attività: servizi turistici (locali per spettacoli, locali per intrattenimento, locali per mostre ed esposizioni) e, con un limite di 250 metri quadrati di superficie, pubblici esercizi (bar, tabaccherie, ristoranti, pizzerie, pub), servizi al cittadino (uffici bancari, servizi alla nautica, uffici pubblici e privati, uffici di rappresentanza), attività commerciali alimentari e non alimentari. Ovviamente sarà possibile anche insediare o mantenere attività produttive di tipo artigianale, industriale e commerciale legate alla pesca.

Il Piano fornisce poi precise indicazioni su come vanno realizzati gli edifici, ad esempio sui materiali, sui colori e sui rapporti tra vuoti e pieni, le tipologie e i materiali da usare per le  coperture e i rivestimenti delle pareti.
Ora saranno i privati concessionari (l’area è infatti demaniale) a dovere decidere dove investire risorse ed energie in questa zona.

Per questo motivo l’Autorità Portuale, su sollecitazione dell’ amministrazione comunale, sta controllando tutte le concessioni  demaniali delle strutture esistenti (quasi tutte in scadenza) non rinnovando quelle dei concessionari che utilizzano le loro strutture senza fini economici o commerciali (es. come semplice rimessaggio) e reindirizzandole a bando,riservato a coloro che vorranno investire.

 

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