La Guardia di Finanza recupera un’anfora romana di pregio ed interesse archeologico

ANCONA – Una ordinaria uscita di servizio in mare si è trasformata in una navigazione nella storia per la motovedetta V.5018 della stazione navale della Guardia di Finanza di Ancona. Infatti, nel corso della consueta operazione per fini di polizia economico-finanziaria, durante un controllo su un peschereggio al largo di Senigallia, ha recuperato un pregevole reperto archeologico.

Si tratta di un’ anfora, consegnata ai finanzieri dal capobarca che, in un’area antistante il porto di Senigallia, su un fondale di 7 metri, l’aveva rinvenuta tra le reti nel corso della battuta di pesca prima di essere sottoposto al controllo da parte delle Fiamme Gialle.

L’anfora è in ottimo stato di conservazione benchè leggermente scheggiato nella parte superiore del collo e con concrezioni marine diffuse su tutto il manufatto. Secondo gli esperti della locale sopraintendenza per i beni archeologici che l’hanno analizzata per la datazione, si tratta di un’anfora fabbricata sul versante adriatico della penisola italiana in un arco cronologico compreso tra la fine del secondo secolo avanti Cristo e la fine del primo secolo dopo Cristo. Era adibita al trasporto di vino, olio ed altre sostanze alimentari  bordo di navi provenienti dall’ area del bacinbo del Mediterraneo orientale.

La Guardia di Finanza nell’ ambito dei propri compiti istituzionali, concorre all’ attività di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio archeologico ed alla attività di preservazione e vigilianza sullo stesso sia a terra che in mare, ambiente quest’ultimo dove a seguito della riforma del 2016 che ha sancito la razionalizzazione e la suddivisione dei compiti e campi di intervento dei diversi corpi di Polizia di Stato, opera come unica forza di polizia in mare.

 

 

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