La Provincia di Fermo presenta un esposto cautelativo per la mancanza di fondi per l’esercizio delle funzioni fondamentali dell’ ente

FERMO – Ieri pomeriggio il Consiglio Provinciale di Fermo ha approvato il testo dell’esposto cautelativo che intende presentare alla Procura della Repubblica, alla Prefettura e alla Corte dei Conti per evidenziare il grave momento e le difficoltà di gestione dei servizi in cui versa la Provincia, condividendo così la proposta avanzata dall’UPI Nazionale.

“Le Province italiane -spiega il presidente Moira Canigola- si trovano ad affrontare una critica situazione finanziaria e, per certi versi, paradossale anche sul piano istituzionale. Pur profondamente riformate dalla legge n. 56 del 2014, soprattutto per quanto riguarda il rinnovato modello di governo, questi enti sono stati confermati dal legislatore nel ruolo di enti territoriali, con l’attribuzione di funzioni fondamentali che hanno un impatto decisivo sulla vita dei cittadini e sono state confermate nel loro ruolo dal referendum costituzionale”.

“Per comprendere il ruolo decisivo che le Province sono chiamate a svolgere, anche nelle difficoltà conseguenti la crisi sismica iniziata il 24.08.2016 -dice la Presidente Canigola-  è sufficiente ricordare le funzioni che proprio la legge 56/14 ha volutamente mantenuto in capo alle Province: la costruzione e gestione delle strade provinciali; la gestione dell’edilizia scolastica per le scuole secondarie superiori; la tutela e valorizzazione dell’ambiente. Funzioni queste che, già tradizionalmente assolte dagli enti provinciali e rafforzate nella loro dimensione anche quantitativa a seguito dei processi di conferimento delle funzioni regionali iniziati alla fine degli anni ‘90, hanno trovato una piena conferma ad opera del legislatore che ha inteso perseguire un forte processo riformatore per gli enti di area vasta”.

“Le Province sono chiamate a far fronte all’esercizio di queste funzioni – commenta la Presidente Canigola –  con ingenti risorse finanziarie di cui non dispongono, risorse che sole potrebbero consentire il pieno assolvimento di compiti così rilevanti affidati alla loro cura: si parla soprattutto di strade e di scuole, dove dovrebbero essere assicurate la massima sicurezza e la migliore efficienza delle strutture. A fronte di tali funzioni, però, oggi ci troviamo a dover dichiarare la nostra incapacità ad andare avanti non certo per mancanza di volontà politica o per imperizia tecnico-amministrativa della Provincia, ma solo e soltanto per la carenza delle risorse finanziarie ed umane a disposizione”.

“La protesta che l’UPI ha sollevato a livello nazionale è necessaria affinché il governo ponga rimedio – conclude la Presidente Canigola – dopo l’esito referendario del 4 dicembre – a questo vuoto normativo che ha messo in ginocchio un’Istituzione della Repubblica. Di recente anche la Corte dei Conti ha dimostrato la fondatezza delle legittime rimostranze evidenziando come le Province, con i prelievi forzosi disposti dallo Stato a decorrere dal 2014, non siano in grado di garantire i servizi pubblici essenziali loro affidati. Lo Stato non si è dimostrato sensibile alle richieste avanzate dalle Province, che hanno presenti solo gli interessi dei cittadini, e non vuole assumere provvedimenti non più rinviabili sul versante finanziario, mettendo in questo modo a rischio, sotto diversi profili di responsabilità, sia gli amministratori che i dirigenti degli enti che non avendo risorse non possono adempiere correttamente al loro mandato”.

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