La violenza sui minori, sulle donne, sugli anziani e sui disabili: riconoscere, proteggere, intervenire

ANCONA – Mantenere alta l’attenzione di tutti coloro che orbitano, professionalmente in vari ruoli, attorno alla violenza sulle persone fragili. E’ stato questo l’obiettivo del VII Congresso regionale “La violenza sui minori, sulle donne, sugli anziani e sui disabili: riconoscere, proteggere, intervenire” che si è svolto presso l’Auditorium Montessori della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Polo Murri, Torrette di Ancona.

Presidente del Congresso Michele Caporossi Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti Ancona, Direttore Scientifico Loredana Buscemi Medico Legale, Presidente Genetisti Forensi Italiani, Università Politecnica delle Marche Ospedali Riuniti Ancona.

L’argomento di grande attualità e dalle molteplici implicazioni è stato trattato secondo un’ottica multidisciplinare e, per condividere al meglio le esperienze sul tema, sono intervenuti professionisti provenienti da diverse realtà del territorio nazionale.

“Siamo giunti alla settima edizione, i primi cinque appuntamenti riguardavano la violenza sulle donne e sui minori – ha detto Michele Caporossi – negli ultimi due si sono aggiunte anche le problematiche riguardanti la violenza sugli anziani e sui disabili. Un completo di riferimento nel quale in questi anni abbiamo avuto modo di crescere insieme, abbiamo usato tutte le massime evidenze scientifiche per affrontare la questione senza lasciare spazio alla retorica o all’interpretazione soggettiva. Di tentativi di affrontare le questioni della violenza in Italia ma anche nel mondo ce ne sono stati tantissimi dal punto di vista di una propensione ideologica a dire opponiamoci, poi in realtà ci ritroviamo di fronte all’incedere incalzante di una cultura rispetto alla quale tutti i valori precedenti cessano.

La cultura assume delle dimensioni antropologiche che connaturano i comportamenti dello stesso DNA delle persone. I mezzi di comunicazione tra le persone, quelli che hanno agevolato l’attuale interscambio totale a livello mondiale tra le persone, nello stesso tempo hanno dentro un paradosso tutto da esaminare che è quello che il significante in qualche maniera determina il significato, vale a dire il mezzo di comunicazione stesso, social network, in qualche maniera crea i contenuti di riferimento che ci sono all’interno.”

“La nostra riflessione andrà molto sul concreto- ha proseguito Caporossi – ma non può non tener conto di uno scenario generale che ha tanti elementi che vanno ancora studiati e razionalizzati”

Ha inoltre fatto riferimento all’ibridazione parlando della necessità di un interscambio tra le professioni da quelle sociali a quelle sanitarie passando per quelle legali al fine di trovare la via della sistematizzazione degli interventi che devono diventare protocolli”

“Vedervi così numerosi è motivo di grande soddisfazione – ha esordito Loredana Buscemi – uno degli obiettivi di questi nostri incontri è quello di sensibilizzare tutti i professionisti della salute che a vario titolo orbitano attorno alla problematica trattata ma non solo. Non vogliamo fermarci a quelli che sono gli aspetti sanitari ma considerando che la problematica ha valenza multidisciplinare ci siamo aperti anche ad altre professioni, agli avvocati, agli assistenti sociali in quanto la interdisciplinarietà dell’argomento impone che si affronti in questa maniera”.

La dottoressa Buscemi ha poi citato alcuni dati numerici allarmanti, “Secondo l’organizzazione mondiale della sanità – ha detto – circa 1 su 6 persone anziane ha subito forme di abuso lo scorso anno, per quanto riguarda le donne si stima che circa il 31,5% della popolazione femminile compresa tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della vita violenza fisica, psicologica o sessuale: il 26,4% violenza psicologica, il 21% comportamenti persecutori da parte prevalentemente di un ex partner, i dati relativi alla violenza sui minori evidenziano che complessivamente ogni anno nel mondo i bimbi sottoposti a forma di violenza sono tra i 500 milioni e l’1,5 miliardi.

In Italia si stima che siano 100 mila i bambini maltrattati il 19% di questi è vittima di violenza assistita che rappresenta la seconda forma di maltrattamento sui minori.

Durante i lavori è stato presentato il progetto “Revamp” coordinato dall’Ospedale Galliera di Genova e dall’Istituto Superiore di Sanità e supportato dal Ministero della Salute, che ha coinvolto 7 regioni italiane, (Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Basilicata e Sicilia) con 15 Centri ospedalieri, che si è proposto di armonizzare e valutare l’efficacia dei protocolli di riconoscimento, accoglienza, presa in carico e accompagnamento dei casi di violenza, con l’obiettivo di sviluppare strumenti d’informazione e formazione per gli operatori sanitari.

I risultati di tale progetto hanno poi guidato la stesura delle attuali Linee Guida per le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere in tema di soccorso ed assistenza socio-sanitaria alle vittime di violenza (DPCM 24 novembre 2017).

La cronaca quest’anno ha inoltre offerto diversi spunti su cui molto si è discusso, quali l’inchiesta di Bibbiano, Comune in provincia di Reggio Emilia, legata a presunti affidi illeciti di minori e le decisioni del Tribunale del Riesame di Napoli e delle Corti Ancona, Genova, Bologna e Messina riguardanti casi di vittime di violenza.

A Napoli sono stati scarcerati i tre giovani che nel marzo di quest’anno avrebbero violentato nella Circumvesuviana una ragazza di 24 anni; nel capoluogo marchigiano si è levata forte una voce di protesta per una sentenza della Corte d’Appello su un caso di stupro avvenuto nel 2013, nella quale si è fatto riferimento alla “troppo poca femminilità” della vittima “per poter abusare di lei” e a cui è seguita l’assoluzione degli autori del reato.

Nei capoluoghi ligure ed emiliano si è avuta riduzione di pena per gli autori degli omicidi di due donne, motivata secondo i giudici da un lato dalla disperazione legata alla “delusione” per la fine del rapporto, dall’altro per una “tempesta emotiva” scatenata dalla gelosia. La Corte d’Appello di Messina, nel 2017, ha annullato il risarcimento accordato in primo grado a dei bambini resi orfani da un uxoricidio, ora adottati e che vivono a Senigallia.

E molti altri interessanti argomenti sono stati trattati durante il congresso.

 

 

 

Commenti

commenti

Articoli Correlati

Loading...