L’appello ai comuni de l’amico fedele onlus: “Rispettiamo l’art. 2 della legge regionale 10/1997, urge un gattile”

SAN BENEDETTO – Continua la battaglia portata avanti dalla onlus l’amico fedele in difesa dei nostri amici a 4 zampe e questa è la volta dei gatti. Ai sensi dell’art. 2 della legge regionale n.10/1997 i Comuni devono predisporre strutture per il ricoveri dei gatti che non possono essere rimessi in libertà questo perché, contrariamente ai cani randagi, la legge tutela lo stato libero dei gatti e ne vieta lo spostamento dal loro habitat salvo che ricorrano gravi motivi igienico sanitari.

I volontari de l’amico fedele, infatti, si occupano di gestire direttamente o indirettamente le colonie feline del territorio, ma come loro anche molte volontarie/i c.d. gattare/i si adoperano per far si che i gatti liberi sul territorio ricevano cura ed assistenza a proprie spese non sempre avendo la fortuna di essere sgravati dai costi di sterilizzazione grazie all’intervento dell’asur competente e deputata, tra l’altro, per legge a provvedere alle sterilizzazioni.

Ma quando i gatti non possono essere lasciati sul territorio e cioè nei seguenti casi:

  • Gatti recuperati tramite pronto soccorso del 118 – il cui primo intervento è a cura dell’asur veterinaria ma poi nella successiva fase di stabilizzazione dell’animale sono a carico dei Comuni che dovrebbero, appunto predisporre, apposite strutture;
  • Gatti che, dopo la stabilizzazione, risultano non idonei alla vita in libertà: gatti infetti, gatti invalidi, gatti anziani;
  • Cuccioli di gatti privi di accudimento materno tale da poterne garantire la sopravvivenza e che necessitano di una protezione/balia prima di essere adottati pena l’impossibilità di sopravvivenza;
  • Gatti di utenti privati rinunciati ex art 10 – l.r. 10/1997 e abituati a vivere in ambiente domestico per cui non è possibile l’inserimento in colonie feline;
  • Gatti recuperati in casi di emergenza ordinaria o straordinaria (vedasi esperienza sisma 2016 durante il quale è stato necessario prendere in stallo ben 30 gatti poi adottati in un lasso di tempo breve; vedasi casi di sequestro per maltrattamento)

Allora se non ci sono le associazioni sono guai. “Non riusciamo più a sostenere sia i costi di gestione del randagismo felino, sia le necessità logistiche ed operative che questi casi richiedono. Dal 1997 -dice la presidente de l’amico fedele Alice Agnelli– nessun Comune, ad eccezione di Grottammare con l’oasi felina da noi gestita, ha mai ottemperato al dettato legislativo perché dal 1997 nessun Gattile è stato mai realizzato sul territorio asur 12.

Oltretutto anche in termini di promozione delle adozioni dei gatti randagi le associazioni sono abbandonate a loro stesse per cui è arrivato il momento in cui ognuno deve fare il proprio dovere collaborando affinchè la tutela dei felini sia davvero salvaguardata. Per tale motivo abbiamo convocato un incontro per il giorno venerdì 20 aprile presso il Comune di Acquaviva Picena con i Comuni dell’asur 12 in cui parlare di questo gravoso problema e trovare una soluzione insieme.Confidiamo nella sensibilità dei Sindaci del nostro territorio e ci auguriamo, pertanto, la massima partecipazione per una migliore difesa sia dei felini che dei cittadini che si adoperano per loro”

 

 

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