LuKont della Cantina Il Conte Villa Prandone è a 5 stelle

di Stefania Mezzina
MONTEPRANDONE – L’azienda vitivinicola “Il Conte Villa Prandone” anche quest’anno porta alta la bandiera del Piceno al Vinitaly 2019, la fiera internazionale di Verona che da cinquantatre edizioni richiama i maggiori professionisti del vino di tutto il mondo. 

Aggiudicandosi un punteggio di 91/100, il LuKont è riuscito a conquistare il palato di un’altamente qualificata giuria di professionisti, per il suo corpo pieno e robusto, il profondo colore rubino e un notevole profumo di liquirizia e frutti di bosco.
Si tratta di una produzione decisamente di punta, per la cantina marchigiana, attiva a Monteprandone, ma presente in tutto il mondo: non solo per il caratteristico nome che richiama lo storico soprannome della famiglia De Angelis, ma anche per l’elaborato processo di produzione che strizza l’occhio ai sapori di una volta.
Come molti dei vini marcati “Il Conte”, il LuKont viene infatti realizzato secondo antiche ricette di famiglia. In questo caso, a fine fermentazione, il vino viene prima affinato in barriques di rovere per circa 15 mesi, poi, per altrettanti mesi, in vasche di cemento. Una tecnica, quest’ultima, che la famiglia De Angelis porta avanti da generazioni, avendo conservato e restaurato antiche botti di cemento risalenti agli anni ’50.
 
Per l’azienda a conduzione familiare di Monteprandone, a rendere speciale questo nuovo appuntamento è stato il “5StarWines-The Book 2019”: una selezione annuale di vini organizzata da Vinitaly che si tiene poco prima delle quattro intense giornate di fiera. Un evento creato per scovare e promuovere tutte quelle cantine che si contraddistinguono per la qualità e il miglioramento dei propri prodotti.
La scorsa edizione ha visto prendere parte circa 2700 bottiglie, di cui solo 625 sono state selezionate ed inserite nella guida “5StarWines”; quest’anno, a ricevere l’esclusivo riconoscimento, è stato il rosso IGT LuKont di casa “Il Conte”. Un vino complesso e sofisticato, ottenuto da vitigni 100% Montepulciano, che aggiudicandosi il punteggio di 91/100 è riuscito a conquistare il palato di una qualificata giuria di professionisti, per il suo corpo pieno e robusto, il profondo colore rubino e un notevole profumo di liquirizia e frutti di bosco.
Un prodotto decisamente di punta, per la cantina di Monteprandone, non solo per il caratteristico nome che richiama lo storico soprannome della famiglia De Angelis, ma anche per l’elaborato processo di produzione che strizza l’occhio ai sapori di una volta. Come molti dei vini marcati “Il Conte”, il LuKont viene, infatti, realizzato secondo antiche ricette di famiglia. In questo caso, a fine fermentazione, il vino viene prima affinato in barriques di rovere per circa 15 mesi, poi, per altrettanti mesi, in vasche di cemento.
Una tecnica, quest’ultima, che la famiglia De Angelis porta avanti da generazioni, avendo conservato e restaurato antiche botti di cemento risalenti agli anni ’50. Al Vinitaly 2019 Il Conte Villa Prandone si è presentata con un una novità, tra nuovi sapori e antichi segreti di famiglia. Si tratta de il “Fammattì“, un vino bianco frizzante, ottenuto grazie ad antiche ricette della famiglia De Angelis: si preannuncia come un vino in grado di riscoprire note di originalità tra i sapori di un tempo.
Un vino torbido sui propri lieviti indigeni, a rifermentazione naturale e senza solfiti aggiunti. Con una produzione limitata a 3.000 bottiglie e un’accurata selezione di vitigni autoctoni, la novità di quest’anno è ottenuta attraverso quello che viene definito come un “metodo ancestrale”.
“E’ prodotto attraverso un metodo di vinificazione che ci è stato tramandato da un’antica ricetta di nostro Nonno Amilcare LuKont: una via di mezzo tra un metodo Charmat e uno classico” spiega il wine-maker, nonché uno dei titolari dell’azienda, Emmanuel De Angelis.
Un vino maturo, agrumato, dai forti sentori olfattivi di crosta di pane che si accompagna bene con aperitivi e piatti delicati come primi piatti di pesce. Si raccomanda di gustarlo ben freddo e senza pregiudizi, aspettando che l’uva conquisti il palato.

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