Macerata: in centro storico c’è la mostra di poster diffusa Habitat di Ratatà Festival


MACERATA – Ratatà festival di illustrazione, fumetto, editoria indipendente atto secondo.  Fino a domani, domenica 8 settembre, infatti, dopo la prima parte del festival che si è svolta ad aprile scorso con esposizioni, concerti e laboratori, si potrà visitare HABITAT, una mostra di poster diffusa nel centro storico di Macerata, a cura del collettivo Le Vanvere.

Oltre 60 gli autori provenienti da tutta Europa coinvolti nell’esposizione di “Ratatà Muta 2019”, un’iniziativa  a cura di Ratatà in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata, Le Vanvere e  per l’occasione con il festival Artemigrante.

Le mostre a tema sono HABITAT • contest con 30 illustratori selezionati su concorso da Le Vanvere e altrettanti poster esposti all’interno di locali e negozi del centro storico di Macerata; HABITAT • micromega con 25 disegnatori professionisti che illustrano venticinque habitat, dal più piccolo (micro) al più grande (mega) esposti sotto le logge di corso della Repubblica;  HABITAT • in town con 28 fioriere illustrate dal collettivo Le Vanvere,  HABITAT • Terra chiama Vanvere un viaggio intergalattico tra habitat spaziali, pianeti e pianeti nani, illustrato dal collettivo Le Vanvere.

Il progetto coinvolge oltre 14 commercianti del Centro Storico in un clima collaborativo in cui le vetrine diventano spazi espositivi e spazi d’arte. La collaborazione tra il Festival Ratata e i commercianti del centro storico è diventata negli anni una forma per coniugare l’arte contemporanea dell’illustrazione e il sostegno all’animazione culturale del centro della città per accogliere turisti e cittadini in un centro storico vitale.

Sui significati della mostra, spiegano gli organizzatori, viene definito “habitat” anche un ambiente congeniale alle proprie preferenze e abitudini. Se andiamo oltre le definizioni da dizionario, la parola “habitat” ci parla di una “nicchia”, quasi una tana, un rifugio, un ritaglio di mondo che è proprio a qualcuno, in senso materiale o figurato. La stessa radice della parola richiama “abito”, “abitudine”, termini che trasudano quotidianità, appartenenza, familiarità, qualcosa a stretto contatto con la nostra pelle o i nostri gesti.

Qual è il nostro habitat, quello dove ci sentiamo nel nostro “ambiente congeniale”? Che sia uno stato mentale, un insieme di sensazioni (suoni, odori, colori, sensazioni tattili, sapori), uno spazio fisico, un oggetto, il nostro habitat è una zona franca dove ci spogliamo di tutto l’intorno e siamo veramente noi stessi… o la parte di noi stessi con cui andiamo più d’accordo.

Le artiste e gli artisti coinvolti sono: per  Contest Alessandra Marin, Alessandro Ripane, Alice Caldarella, Andrea Bonetti, Beatrice Zampetti, Chen Wang, Daniel Trudu, Davide Spelta, Emanuele Benetti, Flavia Morra, Gianluca Natale, Giovanni Colaneri, Giulia Corascello, Giulia Perin, Giulia Serafin, Giulia Tassi, Giuseppe Gloria, Ksenia Kopalova, Laura Savina, Lidia Savioli,  Liza Rendina Morel, Luca Di Battista, Mariacarla Taroni, Massimiliano Aurelio, Noemi Agosti, Sara Bernardi, Signor C., Simone Manfrini, Sofia Olivari e Tania Yakunova.

Invece per  Micromega  Elisa Macellari, Giordano Poloni, Daniele Simonelli, Ilaria Zanellato, Marco Cazzato, Bomboland, Michele Rocchetti, Morena Forza, Laura Borio, Daniela Tieni, Giulia Pastorino, Claudia Bordin, Silvia Mauri, Alberto Fiocco, La Tram, Monica Rossi, Susanna Rumiz, Marco Brancato, Anna Lang, Marta Baroni, Ninamasina, Lucio Schiavon, Elena Guidolin, e Marta Pantaleo. Infine per  In town / Terra chiama Vanvere  Arianna Bellucci, Camilla Garofano, Celina Elmi, Lisa Gelli, Giulia Lombardo e Giulia Quagli.

I negozi coinvolti sono Tandem, Amodo, Ultrafragola, Ibro,  Pizzeria del corso, Bottega del Libro, Talmone,  Verde Caffè e Finecorso in corso della Repubblica,  Bibidi Bobidi Book, Koinè  e Giometti&Antonello in corso Matteotti, Cose di Tè e Magacacao in piazza della Libertà.

L’edizione 2019 di Ratatà ha una forma diversa rispetto agli anni passati. Si sta sviluppando infatti in tre macro eventi distribuiti nell’arco di tutto l’anno, da aprile a dicembre, più una serie di eventi minori organizzati per mettere in luce progetti di rilevanza nazionale ed internazionale che stanno nascendo nel nostro territorio e che in un modo o nell’altro sono legate agli autori che nel tempo hanno gravitato attorno al festival, come testimonianza del profondo lavoro che Ratatà ha portato avanti negli anni di produzione culturale.

L’obiettivo è quello di preparare il pubblico all’edizione del festival 2020, “L’anno del topo”, dove sono previste esposizioni di disegno contemporaneo e non, una mostra mercato ancora più ricca, workshop e concerti con artisti di richiamo nazionale ed internazionale.

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