Macerie post terremoto, ecco le contestazioni della Guardia di Finanza all’ imprenditore e al funzionario della Regione Marche arrestati

SAN BENEDETTO – Sono tutt’ora in corso sempre a cura della Compagnia Guardia di Finanza S. Benedetto del Tronto e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica le attività di indagine e approfondimento che hanno portato ieri all’ arresto dell’ amministratore di un’ impresa sambenedettese e di un funzionario della Regione Marche in merito alla gestione, smaltimento e deposito delle macerie post sisma.

Le attività di indagine, dirette dal Procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno e svolte dalla Compagnia Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto unitamente alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica, hanno consentito di rilevare, attraverso mirate intercettazioni telefoniche e acquisizioni documentali, la subordinazione e l’asservimento del funzionario regionale agli interessi privati dell’amministratore della società indagata.

Tramite il dipendente pubblico presunto infedele, sarebbero stati condizionati gli organi regionali per rimpiazzare la società a partecipazione mista pubblico-privata affidataria della gestione dei servizi in questione:

  • introducendo clausole limitative al soggetto subentrato per la gestione dei servizi e nella selezione delle società sub-affidatarie;
  • esercitando sulla stazione appaltante pressioni volte, per l’appunto, al sub-affidamento dei servizi di specie in via esclusiva alla società investigata, portandosi, successivamente, perfino al cospetto di organi politici nazionali;
  • proponendo modifiche normative volte ad assicurare l’affidamento dei servizi di specie direttamente alle società private;
  • comunicando notizie riservate d’ufficio ottenute in relazione all’incarico esercitato, relative a concorrenti della società investigata e potenzialmente destinatarie di appalti per l’erogazione dei servizi.

Per l’opera fornita, al dipendente pubblico sarebbero state effettuate promesse di utilità future quali partecipazioni societarie in una costituenda new company per la gestione delle macerie e la ricostruzione edilizia dei territori colpiti dal sisma, nonché progressioni di carriera grazie all’appoggio di asserite conoscenze in ambiti politici di rilievo.

L’indagine ha tratto origine dalla captazione di comunicazioni telefoniche avvenute nell’ambito di una parallela indagine condotta sempre dalla Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto per reati tributari e di riciclaggio.

Il rapporto instauratosi fra il rappresentante legale della società sub-affidataria dei servizi e il dipendente pubblico  inizialmente ascrivibile a un contesto di regolare collaborazione lavorativo-professionale e confidenza personale, ha successivamente disvelato innumerevoli atti compiuti, ritardati o omessi dal funzionario, indirizzati ad agevolare l’ottenimento di vantaggi a favore della parte privata in cambio di promesse di utilità in suo favore.

Le comunicazioni circa la rivelazione di possibili connivenze fra parte pubblica e privata sono state confermate dagli elementi documentali sequestrati all’atto di perquisizioni locali eseguite nei giorni scorsi e hanno costituito il presupposto per l’applicazione delle misure personali di custodia cautelare in carcere.

 

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