Concorso di Poesia

Marche: Cencetti-Comi – E’ querelle in casa PD

Cencetti risponde alle parole di Favia su Marche 2020

Nervi tesi in casa PD.
Il Segretario Regionale del PD Comi, con un sms, espelle Stefano Cencetti, renziano della prima ora, dalla segreteria regionale PD.
“Mi è stato comunicato dal Segretario Comi, tramite un sms, la mia espulsione dalla segreteria regionale del PD, peraltro senza menzionare nessuna motivazione a riguardo. Ho accolto questo sms, con un sorriso e con la consapevolezza della poca serenità e lucidità da parte del Segretario”.
Queste le parole del politico sangiorgese che rincara la dose:
“Per prima cosa, l’espulsione da un organo direzionale, non può essere comunicato tramite sms, ma deve essere condiviso con il partito ed ufficializzato a mezzo di nota. Personalmente caro segretario, mi sarei accontentato di una telefonata, ma forse chiedo troppo, visto che dopo la sua elezione alla guida del partito regionale, non ha più risposto alle mie chiamate. Al contrario, durante la sua campagna elettorale per la suddetta segreteria, mi chiamava sistematicamente per aiutarla a reperire voti a suo favore”.
Ancora poco note le motivazioni reali che spiegherebbero la mossa di Comi ma Cencetti prova a spiegarsele:
“La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, facendo perdere la pazienza al Segretario Comi, sarebbe stata la mia nota Ansa, riguardante la richiesta delle primarie di coalizione, in vista delle elezioni regionali 2015, come peraltro anticipato dal Presidente Gian Mario Spacca. Se la mia “colpa”, pena l’espulsione, è stata quella di richiedere democraticamente l’utilizzo delle primarie di coalizione, come strumento di partecipazione democratica per eccellenza e nel dna del Pd le volevo far presente, che anche l’ex Sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli, l’On. Piergiorgio Carrescia, l’On. Luciano Agostini e molti altri, hanno richiesto a gran voce le suddette primarie. Che si fa, si espelle mezzo partito? A livello nazionale, il nostro segretario Renzi, riceve critiche pesanti e martellanti in continuazione da esponenti di spicco del partito come Civati, D’Alema, Bersani e compagnia cantante, non mi pare che abbia espulso tutte queste personalità dai loro incarichi politici”.

Non ci sta Cencetti che annuncia le sue volontarie dimissioni “ma reputando il suo modus operandi, riguardo la mia espulsione, non consono al regolamento interno del PD, mi rivolgerò agli organi interni di partito nazionale, preposti a tali situazioni, mi riferisco alla commissione di garanzia nazionale”.
Un caso che ha tutta l’intenzione di finire a Roma quindi ma la controparte non esita nella risposta e sono due politici fermani, Ripa e Spena, della Direzione Regionale PD a rispondere per le rime.
I due sottolineano infatti come l’incarico regionale di Cencetti sia soltanto “fiduciario” essendo Presidente della commissione regionale per la formazione politica, una Commissione che, affermano, non ha ancora neanche iniziato a lavorare.
Ne consegue che non ci sarebbe espulsione da un organismo, la direzione regionale PD, di cui di fatto non si fa parte per cui sarebbe inutile scomodare organidi garanzia.
I due tendono a chiarire la vera natura della decisione di Comi che si rifarebbe non alle dichiarazioni del sangiorgese sulle primarie in vista delle regionali 2015, ma in realtà alla compresenza di Cencetti sia nel PD che nell’associazione Marche 2020 di Solazzi e Spacca.
Una realtà, quella di Marche 2020 che – sottolinea Comi, con la quale non possiamo dare per scontato che il PD si allei.

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