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Marche – Via libera al Piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti

Marche - Via libera al Piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti

Il Consiglio regionale nel corso della seduta del 14 aprile ha dato il via libera agli ultimi provvedimenti urgenti prima della chiusura della legislatura. Tra questi il Piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti, un atto amministrativo pluriennale, sollecitato dalle scadenze europee, la cui validità è quinquennale. Sono state approvate anche le proposte di legge “Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia di edilizia”, “Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997 in materia di animali da affezione e lotta al randagismo”, “Norme in materia di controlli e ispezioni sugli impianti termici degli edifici”. Aggiornato anche il Regolamento dell’Assemblea legislativa che recepisce le modifiche allo Statuto regionale. In apertura di seduta, prima delle comunicazioni sui lavori, l’Assemblea ha approvato all’unanimità una mozione, a firma del Presidente Solazzi, relativa al rischio di chiusura delle redazioni di Ascoli Piceno e Pesaro de “Il Messaggero”. Il documento impegna la Giunta regionale “ad invitare la società editrice a non ridurre la sua presenza nelle Marche, nell’interesse di tutta la comunità marchigiana”. Prima di dare la parola ai consiglieri, il Presidente Solazzi ha informato l’Aula che probabilmente ci sarà un’ulteriore convocazione del Consiglio regionale per l’approvazione del Piano di sviluppo rurale.

PIANO REGIONALE GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI: L’ATTO AMMINISTRATIVO HA VALENZA FINO AL 2020 E PUNTA A RIDURRE LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI

L’Assemblea legislativa ha approvato la proposta di atto amministrativo Piano regionale gestione integrata dei rifiuti, con 17 voti favorevoli e 10 contrari. L’obiettivo del Piano, introdotto dai relatori Enzo Giancarli e Massimo Binci, è quello di adeguare la programmazione regionale di settore alle disposizioni della Direttiva CE del 2008. Ha una valenza temporale pluriennale, fino al 2020, ed è in linea con le tempistiche della programmazione comunitaria. E’ stato elaborato sulla base dei seguenti macro obiettivi: minimizzazione della produzione dei rifiuti attraverso efficaci azioni di prevenzione; aumento della raccolta differenziata attraverso la riorganizzazione dei servizi di raccolta secondo il modello del “porta a porta”; massimizzazione del recupero di materiali anche attraverso la valorizzazione del rifiuto indifferenziato; miglioramento delle prestazioni tecnico/ambientali degli impianti; massima riduzione dello smaltimento in discarica. I risultati che il Piano prefigura sono: la prevenzione, con la contrazione della produzione pro capite del rifiuto urbano del 10% al 2020 rispetto al dato medio del periodo 2010-2012; la raccolta differenziata, al 2020 la raccolta differenziata per avvio a recupero sarà superiore al 70 per cento a livello di ogni Ambito territoriale ottimale; smaltimento, con la minimizzazione del ricorso alla discarica attraverso l’evoluzione del sistema impiantistico di pretrattamento per consentire un ulteriore recupero di materia anche dal rifiuto indifferenziato, con eventuale possibilità di valorizzazione energetica indiretta. Il relatore di maggioranza Giancarli ha spiegato all’Aula i contenuti del piano, soffermandosi sugli obiettivi dell’atto amministrativo. “E’ uno strumento programmatico strategico, i cui obiettivi sono l’aumento della raccolta differenziata, secondo il modello porta a porta, il miglioramento delle prestazioni degli impianti esistenti, la produzione di un minor quantitativo di rifiuti, e comunque un miglior utilizzo degli scarti”. “Il numero degli impianti è stabilito dalla Regione – ha puntualizzato il relatore di maggioranza – mentre le localizzazioni vengono stabilite dagli Ambiti territoriali ottimali. Non siamo in presenza di nuovi impianti di termovalorizzazione, siamo in presenza di vari scenari che saranno stabiliti dagli Ambiti”. Critico il relatore di minoranza Binci che giudica il Piano “poco chiaro nelle priorità” e teme “un’eccessiva spinta nella direzione della valorizzazione energetica degli scarti, a discapito del sistema della raccolta differenziata che nella nostra regione ha raggiunto il traguardo del 62-63%”. Le conclusioni sono state affidate all’assessore all’ambiente Maura Malaspina che ha motivato l’urgenza di approvare il piano “per scongiurare un’infrazione comunitaria”. “Si tende verso un sistema di maggiore efficienza ed economicità per lo smaltimento dei rifiuti”.

VIA LIBERA AL RIORDINO E ALLA SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA EDILIZIA
Il Consiglio regionale con 24 voti favorevoli e 4 contrari (Binci, Bucciarelli, Cardogna, D’Anna) ha licenziato la proposta di legge “Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia di edilizia”. Sono stati accolti dall’Aula gli emendamenti a firma del consigliere Perazzoli sui parametri per il recupero dei sottotetti degli edifici esistenti. Cancellato, in particolare, l’obbligo di assicurare “il collegamento fisico e funzionale, nonché l’accorpamento catastale, con unità immobiliari abitative esistenti alla stessa data del 30 giugno 2014”. Prima della votazione finale, sono intervenuti per dichiarazione di voto numerosi consiglieri regionali. Il presidente della IV commissione Enzo Giancarli ha rimarcato “il rispetto nella legge del principio di costruire sul costruito”, mentre il consigliere Cardogna ha annunciato voto contrario e ha sottolineato “la gravità della mancata approvazione del piano sul riassetto territoriale”. Ha concluso il dibattito l’assessore Viventi, firmatario nel 2002 della prima proposta di legge per il recupero abitativo dei sottotetti. “Questa legge è un modo per fare una cosa concreta, non si consuma nuovo suolo, si dà la possibilità di sistemare delle situazioni pregresse e i comuni hanno l’opportunità di incassare degli oneri edilizi”. Semplificare le procedure in materia edilizia, promuovere opere e interventi qualitativamente più elevati per il benessere dei cittadini e per incentivare la ripresa economica del settore. Sono gli obiettivi della proposta di legge, di cui sono relatori i consiglieri regionali Luca Marconi e Massimo Binci. Al testo base, firmato dalla Giunta regionale, si sono affiancate numerose proposte di legge, in totale 8, presentate da consiglieri regionali di tutti i gruppi consiliari. Le norme intervengono sui processi e sui regolamenti edilizi, attuando una semplificazione e un’accelerazione, nell’ottica di facilitare gli operatori del settore. Molte tipologie di interventi minori vengono svincolate dagli obblighi procedimentali e classificate, nel rispetto della normativa nazionale, come “edilizia libera”, cioè senza necessità di comunicazioni o permessi. Viene incrementato l’utilizzo della Scia (Segnalazione certificata d’inizio attività) che sostituisce completamente la Dia (Dichiarazione di inizio attività). In primo piano la sicurezza e la stabilità degli edifici, la promozione di tecniche di costruzione sostenibili e il rispetto dei sistemi antisismici. La legge, inoltre, interviene sui sottotetti, consentendo, anche in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, il recupero abitativo per quelli esistenti alla data del 30 giugno 2014, nel rispetto di precisi parametri di altezza e abitabilità. La proposta di legge è stata introdotta dai relatori Luca Marconi e Massimo Binci. Le nuove norme, ha spiegato Marconi, “rispondono alla duplice necessità di recepire la nuova normativa statale in materia e di semplificare un settore con procedure molto complesse”. Tra le novità sottolineate la scelta di “svincolare molte tipologie di interventi minori da obblighi procedimentali”. Il relatore di minoranza Binci si è detto favorevole alla “sburocratizzazione dei piccoli interventi, perché va incontro all’esigenza dei cittadini di non dover sostenere costi per pratiche ingiustificate dall’entità degli interventi”. Mentre valuta “peggiorativi” alcuni emendamenti proposti sulle caratteristiche obbligatorie per il recupero dei sottotetti

VIA LIBERA ALLA NUOVA NORMATIVA SUGLI IMPIANTI TERMICI DEGLI EDIFICI
La proposta di legge, ad iniziativa della Giunta regionale, “Norme in materia di controlli e ispezioni sugli impianti termici degli edifici” ha ottenuto il via libera dal Consiglio regionale con 22 voti favorevoli e 2 voti contrari (Zaffini e Zinni). La normativa, nel recepire le indicazioni provenienti in sede europea e nazionale, riordina le attività di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici degli edifici pubblici e privati, fissa requisiti minimi di efficienza energetica rispetto allo standard iniziale, istituisce un catasto territoriale degli impianti, accessibile a tutti i soggetti interessati, promuove campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e di formazione ed aggiornamento nei confronti dei soggetti manutentori, ai quali spetterà anche un ruolo di servizio e consulenza rispetto all’utenza. La proposta di legge è stata illustrata dal relatore di maggioranza Mirko Ricci, relatore di minoranza è il consigliere Massimo Binci, che ha spiegato l’articolato. “La scelta fatta con questa legge – ha detto Ricci – è stata quella di attenersi agli standard minimi richiesti dal D.P.R. 74/201. Per le caldaie domestiche, impianti fino a 100kw, la cadenza d’invio del rapporto di efficienza energetica passa quindi da due a quattro anni”.

AGGIORNATE LE NORME IN MATERIA DI ANIMALI DA AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO
Semaforo verde dell’Aula, con 17 voti favorevoli e 1 voto contrario (Natali), alla proposta di legge “Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997”, relatori Busilacchi e D’Anna, che aggiorna le norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo. La Pdl, sottoscritta da tutti i componenti della V Commissione salute e introdotta dal relatore di maggioranza Busilacchi, sintetizza una serie di proposte in materia, adeguando le norme regionali a quelle nazionali ed europee. Prevede l’aumento delle sanzioni amministrative con lo scopo di disincentivare l’abbandono degli animali da parte dei privati e gli importi delle sanzioni saranno riscossi dai Comuni che li assegneranno a bilancio per le finalità di questa legge. Tra i compiti affidati ai Comuni quello di provvedere alla riduzione del fenomeno del randagismo attraverso campagne di sterilizzazione degli animali di proprietà, nonché la promozione delle adozioni attraverso la diffusione di foto e informazioni riguardanti gli animali ricoverati nei canili, gattili e rifugi, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con le Associazioni di volontariato. All’ASUR è affidato il compito dell’obbligatorietà della microchippatura dei cani presenti nei canili e l’esecuzione dei test per il controllo delle malattie, sono previste disposizioni e obblighi specifici per chi alleva o detiene animali a scopo di commercio e sono disciplinate le colonie e le oasi feline. “Il lavoro svolto dalle associazioni e dal volontariato è estremamente prezioso – ha detto Busilacchi – Nel corso del 2014, a fronte di 132 ingressi nei canili, ci sono stati 102 affidamenti, di cui 61 cuccioli. Queste norme erano attese da tempo e vanno incontro alle molte richieste pervenute dalle associazioni animaliste che più di altri sono in prima linea nella difesa degli animali. Una società può dirsi avanzata se gli animali sono veramente rispettati.”
In chiusura dei lavori il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, con 23 voti favorevoli, le modifiche al Regolamento interno dell’Assemblea legislativa. La proposta aggiorna alcuni aspetti funzionali e operativi del Consiglio regionale, in particolare specifica le materie di competenza delle Commissioni, passate da sei a quattro.

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