Musicultura 2019, a Enzo Savastano Un certain Regard per la migliore esibizione

MACERATA – Enzo Savastano conquista la giuria di Musicultura e si aggiudica il Premio Un Certain Regard per la migliore esibizione della serata. L’ artista beneventano, seguitissimo dal popolo del web,  con i suoi testi ironici, cantati in puro stile neomelodico, ha divertito il pubblico con una satira sui temi sociali della vita dell’italiano medio, accompagnato dai suoi musicisti: Ignazio Toro (batteria), Antonello Duraturo (basso), Lello Sorice & Santo Subito (saxophones), Domi Esposto (percussioni), Paolo Freud (pianola) e Paolo Battello (chitarra elettrica)

In stile a metà tra Elio e le storie Tese e  Checco Zalone,  ma in maniera educata,  Enzo Savastano ha proposto “Amico Zampognaro”, dedicata ai zampognari e a tutte le loro sofferenze,  in quanto “non si vive  solo di zampogna”,  “Le mogli dei cantanti famosi” che  sono delle mogli a metà tempo, dice il testo ironico e allegro di Savastano che ha  chiuso la sua performance con “Una canzone Indie”.

Nel dialogo con la giuria, Enzo Savastano si è tolto i suoi occhiali da sole ed è uscito dal personaggio, è stato Antonio De Luca   ha parlare del suo progetto nato con Valerio Vestoso. Savastano è un personaggio nato per gioco che con una sagace ironia, offre al pubblico una nuova liturgia, una visione diversa da cui osservare il nostro paese. “Uno degli aspetti più belli dell’essere Enzo Savastano” – ha raccontato Antonio – è che proprio tutti stanno al gioco e si offrono discepoli al suo cospetto”.

Il favore del pubblico con il Premio Val Di Chienti  è andato a suon di grandi applausi   alla band Osimana Gli Amici dello Zio Pecos, composta da  Francesco Zagaglia (voce, chitarre, synth), Thomas Bellezze (voce, chitarre), Luca Pucci (voce, contrabbasso) e Nicola Emiliani (voce, batteria). Attesissimi,  hanno divertito ed entusiasmato i presenti  con un “pop d’autore” offrendo “Le azioni noiose”, “Noventasei” e “Officina” il racconto di un amore semplice non necessariamente quello per una donna, ma quello che ci fa evadere.

“Ci lega un amicizia forte e nel tempo abbiamo cambiato molti generi musicali, – hanno raccontato –  facevamo folk a volte cantavamo anche in dialetto perché il pubblico ce lo chiedeva. Oggi siamo in una nuova fase e per noi è intrigante “infilzare” le giuste parole in italiano nei testi e nelle musiche pop”.

Applausi anche per Foscari, il cantautore campano che crede  fortemente che l’instabilità quotidiana ed emotiva sia una fonte per conoscere i propri orizzonti e limiti, questo il tema del suo primo brano “Stabile non è” , ha eseguito poi  “ Giorno”  e  “Stendhal” ,   tre brani tra pop e cantautorato, conditi da sonorità  contemporanee tratti dal disco I giorni del rinoceronte,  un invito all’  osservazione  e alla  solitudine  per conoscersi e per poter stare meglio con gli altri quando si torna nel gruppo.

Manuel Finotti classe’95, cantautore di Latina, ha proposto a Musicultura “21 Marzo” giorno del suo compleanno, un brano che è una sorta della sua carta di identità, e “Forse dovremmo parlare” ha chiuso l’esibizione con  “Sotto l’arcobaleno” una canzone melodica e nostalgica che Finotti dedica ai suoi nonni, in segno di ammirazione e stima per la loro felice e duratura unione.

Arianna Poli ventenne, di Ferrara, accompagnata dalla sua chitarra  ha presentato: “Non ti conosco” una separazione forzata da una persona a lei cara  “Interludio”, un brano scritto durante gli esami di maturità, in cui Arianna era  sovrastata dallo studio e “In questi casi si dice buona fortuna” come un giro di parole, che si fa quando non si sa che cosa dire, allora magari si dice ‘buona fortuna’ e basta!

Sul palcoscenico di Musicultura di domani sabato 2 marzo Roberto Michelangelo Giordi di Napoli, Sorelle Prestigiacomo di Trapani, Francesco Sbraccia di Teramo, Caleido di Misterbianco CT e Zic di San Casciano in Val di Pesa Firenze.

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