Concorso di Poesia

Musicultura: Antonella Ruggiero madrina dei sedici finalisti del Festival 2018 incanta il Persiani di Recanati

RECANATI – “Auguro ai finalisti di Musicultura  di passare la vita con la musica – ha detto Antonella Ruggiero – l’unico consiglio che posso dare loro è quello di  essere sempre se stessi, assolutamente originali  e di cercare un modo nuovo e unico  per potersi esprimere”

E sulle note vibranti di Tu, Musica Divina, Antonella Ruggiero, una delle voci più intense e suggestive del panorama musicale italiano, ha aperto la sua esibizione incantando  il pubblico con la sua voce  cristallina, avvolgente e i suoi intensi virtuosismi,  inarrivabile nelle celebri Vacanze Romane e Ti sento, accompagnata dal  fisarmonicista Renzo Ruggeri.

Antonella Ruggiero ha tenuto a battesimo i 16 finalisti di Musicultura 2018 nell’anteprima nazionale del concerto al Teatro Persiani di Recanati insieme a Rai Radio 1 con John Vignola che in veste di brillante  conduttore ha presentato l’esibizione dei giovani artisti e le loro canzoni.

La ricerca, la freschezza, la capacità di sottrarre anziché sommare, sono le caratteristiche che accomunano i sedici artisti rimasti in corsa al termine di una selezione che ha inizialmente coinvolto oltre ottocento proposte. – ha dichiarato Piero Cesanelli Direttore Artistico di Musicultura durante la conferenza stampa –   La contaminazione, tanto abusata da essere ormai fuori moda, resta la chiave di lettura più immediata per decifrare queste composizioni. Sono infatti canzoni che mescolano con assoluta ”nonchalance” musica così detta “seria” a quella popolare, guizzi di sperimentazione contemporanea ad ariose soluzioni.  Il disegno artistico è in molti casi costruito e ragionato, mai però al di là del sentimento. Gli schemi compositivi non si avvalgono delle convenzionali architetture armoniche o, se vengono usate, sono abbellite e trasfigurate dal colore di nuove sonorità.”

Le canzoni saranno inserite nella compilation di Musicultura 2018 e passeranno in mano alla programmazione radiofonica di Rai Radio 1 partire da domani, 23 aprile su ‘Fuorigioco’ in onda ogni pomeriggio  dalle 15 alle 17. All’ascolto radiofonico dei brani si affianca quello online, dove è possibile approfondire la conoscenza dei finalisti e votare fino al prossimo 15 maggio i propri artisti  preferiti sulla pagina Facebook di Musicultura. Sarà proprio il voto del pubblico sul social network  a decretare due degli otto vincitori del Festival.

Gli altri vincitori saranno scelti dalla stessa Musicultura che ne indicherà uno e i restanti cinque dal  Comitato Artistico di Garanzia composto da : Vasco Rossi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Paolo Benvegnù, Brunori Sas, Luca Carboni, Alessandro Carrera, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Ron,  Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Giovanni Veronesi, Sandro Veronesi, Federico Zampaglione.

All’Arena Sferisterio di Macerata, durante le serate finali con i big della canzone italiana ed internazionale, sarà il pubblico ad assegnare il Premio UBI Banca, che assicurerà al vincitore assoluto un assegno del valore di 20 mila euro. A seguire i nomi degli artisti e delle loro canzoni corredate da un breve commento di Musicultura:

ZoniDuo (Valsamoggia – BO) Sam 4 president. Un mondo sonoro pulsante, una voce moderna, una canzone col piede sull’acceleratore, che graffia e coinvolge.

Pollio (Settimo Milanese – MI) Generico. La nitida istantanea di una generazione sfocia in un appello accorato, in bilico tra disillusione e speranza.

Numa (Sant’Oreste – RM) Domenica. Cosa ci fa sentire vivi, cosa chiediamo alla vita? Una canzone può raccontarlo bene con sincerità quasi disarmante.

Rakele (Campagnano di Roma – RM) La forma del tuo abbraccio. Un flusso di appunti rapidi e spiazzanti evoca la profondità e la tenerezza dell’aprirsi incondizionato all’amore.

Anonima Noire (Città di Castello – PG) L’armadio. Una concezione fresca ed intelligente di canzone, una band che padroneggia i mezzi espressivi ed ha chiara in mente la meta.

Donato Santoianni (Besnate – VA) Il turno infrasettimanale. “Come sono belli i Beatles sulle strisce…”: un’uscita così illumina da sola una canzone, ma in questo racconto di amore andato a male c’è tanto altro da scoprire.

Sarah Stride (Como) I Barbari. La purezza del paradiso perduto da un lato, l’inquietudine per ciò che siamo diventati dall’altro: nel mezzo una canzone che scuote corpi e coscienze.

Marco Greco   (Roma) Abbiamo vinto noi. Un sirtaki coinvolgente e suggestivo, che evoca la classica canzone d’autore con una interpretazione calda e accorata.

Organico Ridotto   (Francavilla al Mare – CH) Seme morte. Un reggae dal ritmo circolare, con un testo che disgrega la figura autoritaria del potere con ironia e sarcasmo.

Daniela Pes  (Tempio Pausania – OT) Ca milla dia dì. Ricerca di sonorità, coraggio e professionalità nella rivisitazione di testi, melodie e verve interpretative radicate nell’anima della propria terra.

Francesco Rainero   (Firenze) Generazione. Grande incisività e carattere nella lettura musicale di questo testo, che si muove tra linee melodiche scolpite ed un groove martellante.

Fabiana Martone  (Napoli) Memorandum. Un testo delicato e genuino si dipana tra modulazioni armoniche eleganti e per nulla scontate, che risultano molto piacevoli all’ascolto.

Davide Zilli   (Parma) Coinquilini. Arguto e con piacevole linea musicale, questo brano di teatro canzone viene sottolineato da una espressiva ed ironica interpretazione.

Giulia Mei  (Palermo) La Bellezza. Una notevole proposta da una artista che sa usare bene il pianoforte ed esprime con intelligenza i suoi approfondimenti.

Alessandro Mancuso  (Roma)126 gradini. Un brano dal forte impatto emotivo, che lascia il segno nell’esprimere con sensibilità un disagio sociale che precipita in una soluzione tragica.

Nemo   (Rovigo) Ancora. Libero da intellettualismi, l’artista propone un dettato melodico che evidenzia grandi doti vocali e come queste vivano in lui in modo inconsueto.

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