Opere d’arte salvate dal terremoto da Camerino e dalle terre sistine, da domani fino al 30 settembre alMuseo di arte sacra di Rotella

SAN BENEDETTO – I Musei Sistini del Piceno in collaborazione con il Comune di Rotella (AP), hanno inteso realizzare un evento espositivo dal titolo Opere d’arte salvate dal terremoto da Camerino e dalle terre sistine, che si terrà presso il Museo di arte sacra di Rotella dal 22 luglio al 30 settembre 2018.

Il progetto consiste nella realizzazione di un evento nato essenzialmente dalla volontà di mettere in relazione due istituzioni museali danneggiate dal sisma e attualmente non aperte al pubblico: la Pinacoteca civica di Camerino e i Musei Sistini del Piceno con le due sedi chiuse di Montalto Marche e Castignano.

Istituzioni che, dopo il sisma, si sono trovate comunque a confrontarsi spesso su molti temi, accomunate da tutte le problematiche relative, non solo alla conservazione delle opere d’arte post terremoto, alla creazione dei vari depositi, ma anche a quelle di come far fronte alla valorizzazione di un territorio ferito attraverso delle opere d’arte, che pur essendo rimaste in loco, non possono essere fruite.

E’ per questo motivo che, nonostante la chiusura dei musei, impegnarsi nel progettare un evento che possa mostrare delle opere d’arte non più godibili, rappresenta anche il simbolo della volontà di ricominciare e di stare sul territorio, ad essere un segno forte e molto significativo per le piccole comunità locali.

Pertanto si è pensato di unire le forze, ed esporre presso il Museo di Arte Sacra di Rotella, delle opere provenienti dai tre musei chiusi; a queste se ne sono aggiunte altre provenienti da luoghi danneggiati e chiusi dal sisma come alcune opere provenienti dal Comune di Loro Piceno, dalle chiese di Santa Maria di Castignano, di San Filippo di Ripatransone e dal locale Museo Vescovile, di San Benedetto Abate di Montemonaco, dal museo Vescovile di Ripatransone e dalla chiesetta di Santa Lucia di Poggio Canoso.

Tra queste opere si è voluto far emergere quelle, perlopiù inedite, del pittore Martino Bonfini (Patrignone, 1564–1636 circa), artista simbolo del patrimonio artistico danneggiato dal terremoto presente con le sue opere principalmente presso il Santuario dell’Ambro e presso la chiesa di Santa Maria in Pantano completamente distrutta dal terremoto.

Il fine del progetto, è quello di rivitalizzare il tessuto sociale sfilacciato delle comunità locali danneggiate dal sisma; nel tentativo di tutelare un’identità che deve essere tenuta insieme nonostante le circostanze negative relative al terremoto. Un’identità che non deve essere dispersa andando a ricreare l’interesse per un’attrazione turistica nella consapevolezza che il territorio collinare del Piceno possiede ancora un’immensa ricchezza culturale, ambientale, paesaggistica e umana.

Un’esposizione dunque nell’ottica della valorizzazione dei centri minori, nel territorio più interno, quello dei passaggi meravigliosi, quello delle terre dove Sisto V crebbe e si formò; un territorio spesso dimenticato, dove il forte legame tra museo e territorio, è testimoniato anche dai dieci Musei Sistini del Piceno, nati con lo scopo di mantenere i beni artistici di carattere religioso, nelle comunità per le quali questi beni furono realizzati; musei che insistono sui Comuni di Rotella, Montalto Marche, Castignano, Ripatransone, Grottammare, San Benedetto del Tronto, Monteprandone, Force, Comunanza e Montemonaco.

Territori che vanno dal mare alla collina fino alle pendici dei Monti Sibillini nel cuore del cratere del terremoto e una rete capillare di musei che accompagna il visitatore alla scoperta del territorio piceno, fatto di straordinari capolavori artistici, di saperi, usi e costumi.

Il territorio a cui abbiamo voluto riferirci è quello delle terre sistine che abbraccia il territorio piceno di Grottammare dove Felice Peretti nacque e quello di Montalto Marche dove crebbe e studiò, ma anche Camerino è una città legata a Papa Sisto V. A testimonianza delle terre sistine verrà esposta la tavola dipinta raffigurante il Cristus patient del sec. XIII (conservato sempre il Museo Sistino di Montalto) e proveniente dal Convento di San Francesco alle Fratte, convento situato tra Montedinove e Montalto Marche dove Fra Felice Peretti (poi Papa Sisto V) prese i voti come frate francescano.

Alle tavole della Crocefissione tra i dolenti e della Madonna in trono di Arcangelo di Cola, provenienti dalla Pinacoteca di Camerino, si è voluto accostare altre opere di gusto tardogotico provenienti dai due Musei Sistini di Montalto e Castignano; da quest’ultimo la scultura raffigurante il San Pietro e dal Museo Sistino di Montalto Marche una la croce astile proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Viminato di Patrignone.

Come opera di passaggio al secolo XVI e testimone della terra sistina e di una chiesa danneggiata dal terremoto, si è voluto esporre la tavola di Vincenzo Pagani raffigurante la Madonna in trono tra i Santi con la lunetta raffigurante la Pietà.

Per il secolo XVII invece si è voluto far emergere la figura di Bonfini, con diverse opere inedite, fortemente legata al territorio e ai danni del sisma; quindi in mostra sono presenti la Crocefissione tra i dolenti dipinta per la chiesa di Santa Maria in Casalicchio di Montemonaco, poi trasferita a Montalto per motivi conservativi circa una trentina di anni fa. Ancora un’altra Crocefissione tra i dolenti e la Maddalena che raccoglie il sangue di Cristo entro una grande anfora, proveniente dalla chiesa di Santa Maria del Borgo di Castignano;

l’Educazione della Vergine proveniente dal Comune di Loro Piceno, il San Benedetto da Norcia con le storie della sua vita, proveniente dalla chiesa di San Benedetto di Montemonaco e ora esposto presso il museo di arte sacra di; il San Carlo Borromeo proveniente dalla chiesa di San Filippo di Ripatransone; infine le due tavolette dei misteri, la presentazione al tempio e la flagellazione, conservate presso il Museo Vescovile di Ripatransone.

OPERE ESPOSTE:

SEZIONE I

  • Artista spoletino, Crocefissione, sec. XIII, dipinto su tavola, Museo Sistino, Montalto Marche, h 136 x 116
  • Scultore marchigiano, seconda metà sec. XIV, San Pietro, h 81 x 44,5, museo di arte sacra, Castignano
  • Arcangelo di Cola, Madonna in trono col bambino e due angeli, sec. XV, tavola dipinta, Pinacoteca civica, Camerino, h 135 x 98
  • Maestro di Gaglianvecchio, Crocifissione tra Maria e San Giovanni, XV, tavola dipinta, Pinacoteca civica, Camerino, h 167 x 78
  • Orafo marchigiano, Croce astile con Crocifissione tra Maria e San Giovanni, prima metà del sec. XV, rame e argento sbalzato e inciso, cristalli di rocca e ambra, Museo Sistino, Montalto Marche
  • Vincenzo Pagani, Madonna in trono con il bambino e lunetta con la Pietà, sec. XVI, fraz. Di Porchia, Montalto Marche

 

SEZIONE II

  • Martino Bonfini, San Carlo Borromeo, chiesa di San Filippo, Ripatransone
  • Martino Bonfini, Presentazione al tempio e flagellazione, inizio sec. XVIII, tempera dipinta, Museo Vescovile, Ripatransone
  • Martino Bonfini (attr,) San Benedetto da Norcia e storie della sua vita, XVII, provenienza: Montemonaco, chiesa di S. Benedetto Abate, Museo di arte sacra-Musei Sistino di Montemonaco,

h 250-260×165

  • Martino Bonfini, Crocifissione tra Maria e San Giovanni, inizio sec. XVIII, tela dipinta, Museo Sistino, Montalto Marche, proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Casalicchio di Tofe, Montemonaco, h 222 x 152
  • Martino Bonfini, Crocefissione con Santi, inizio sec. XVIII, Castignano, chiesa di Santa Maria del Borgo, h 180×123
  • Martino Bonfini, L’educazione della Vergine, proveniente dalla chiesa di San Francesco, raccolta Civica, Loro Piceno h 178×120
  • Martino Bonfini, L’invenzione della croce, Grottammare, chiesa di Sant’Agostino

 

 

 

 

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