Overtime Festival, Federico Buffa celebra lo sport e i suoi valori

MACERATA – “Lo sport è ben più che semplice divertimento”. Un concetto solo apparentemente banale, espresso in una piazza della Libertà che ha fatto registrare il tutto esaurito da parte di uno degli ospiti più attesi del festival dedicato allo sport e all’etica sportiva, Federico Buffa.

Nel corso di una interessante chiacchierata con il collega Dario Ronzulli, il giornalista sportivo, amico di vecchia data di Overtime, ha passato in rassegna alcune delle tappe fondamentali dello sport nazionale e internazionale, conquistando la platea dell’Overtime Green Square, con lo stile e il fascino che da sempre lo contraddistinguono.

Partendo dal calcio, linguaggio universale in grado di unire popoli e nazioni molto lontane, il tempo, scelto come tema dell’edizione del decennale, ha rappresentato il perfetto filo conduttore di un dialogo che ha saputo affrontare lo sport a 360 gradi. Dalle imprese di Michael Jordan, Pelé e Muhammad Ali, passando per l’ormai leggendario salto di Dick Fosbury nelle Olimpiadi del 1966, fino ad arrivare all’intrinseca e straordinaria valenza sociale dello sport, avvalorata da tanti esempi di tempi – per restare in argomento – più o meno lontani, in un momento storico particolarmente complesso.

A partire dall’etimo latino, che indica un’attività svolta al di fuori delle mura della città – spiega Buffa – lo sport ha sempre avuto a che fare con la quotidianità e la vita degli esseri umani, non è semplicemente un divertimento. Tuttavia, non dobbiamo sorprenderci che in un momento del genere si pensi allo sport come a qualcosa di superfluo: non ci sono tracce nella Costituzione e fino a qualche anno fa non esisteva un ministero dedicato, ma c’era solo una delega. Si riteneva che lo sport non avesse valore sociale, tanto che anche la scuola abdica su questo argomento perché lo sport non viene insegnato agli studenti: un peccato originale enorme nella formazione dei giovaniUn’amara constatazione che va oltre la mistica del gioco e contribuisce a evidenziare l’importanza della pratica sportiva, vista come insostituibile appiglio per scongiurare rischi e drammi della vita quotidiana.

Nel segno dello sport e dei suoi valori, epoche lontane riescono a convivere nell’inimitabile narrazione dello storyteller italiano per eccellenza, con le diverse sfumature dell’attività sportiva connesse alla lotta a ogni genere di discriminazione a fare da cardine di un incontro che ha lasciato a bocca aperta le centinaia di appassionati accorsi in piazza.

Nel corso del pomeriggio anche l’assegnazione del premio Etica sportiva al rugbista della nazionale italiana Maxime Mbandà, recentemente nominato Cavaliere della Repubblica al Merito dal Presidente Sergio Mattarella per la sua attività di volontario. “Per il coraggio e la generosità dimostrata nel mettersi a disposizione del prossimo” la motivazione del premio per questo grande sportivo.

La grande vicinanza del pubblico maceratese è la nostra più grande soddisfazione – dichiara Michele Spagnuolo, direttore artistico del festival -. Dieci anni fa siamo partiti con un ambizioso progetto dedicato al racconto sportivo e un colpo d’occhio del genere è per noi motivo di grande emozione”.

D’altra parte, l’importante risposta della cittadinanza è la testimonianza ideale della perfetta armonia tra sport e vita, un binomio a cui per l’occasione Overtime ha voluto accostare anche il concetto di futuro, espresso alla perfezione dallo spettacolo di videomapping che, come ormai di consueto, ha proiettato verso un domani più green e sostenibile la facciata della chiesa di San Paolo.

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