Parolisi, la Cassazione: “36 coltellate senza crudeltà”

Parolisi, la Cassazione: "36 coltellate senza crudeltà"

Non c’è l’aggravante di crudeltà nelle 36 coltellate che Salvatore Parolisi ha inflitto alla moglie Melania Rea uccidendola a Civitella del Tronto nell’aprile 2011.
Lo scrivono i giudici della Corte di Cassazione sottolineando la reazione con dolo d’impeto del militare probabilmente a uno stimolo esterno quale la lite con Melania a causa di presunte infedeltà del marito.
Modalità esecutive del delitto che raccontano di aggressività, rabbia e rapidità che non fanno pensare a una premeditazione secondo la Cassazione. Inoltre l’abbandono “in stato di agonia della Rea e la presenza della piccola figlia Vittoria sul luogo dell’omicidio non possono costituire elementi rilevanti per il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà nei confronti di Salvatore Parolisi”.

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