Pasqualina, un temporale nell’atrio del cuore di Antonio De Signoribus

di Antonio De Signoribus

Pasqualina, l’indimenticabile chiaroveggente, è un personaggio di grande rilievo per le Marche, ma non solo. Nacque il 2 agosto 1908 a Cascinare,una frazione di Sant’Elpidio a Mare, da Sante Porfiri e da Assunta Pistilli. Fu registrata come Costanza, ma tutti la chiamarono con il suo secondo nome,ovvero Pasqualina; nome che fece il giro del mondo,grazie alle sue particolari doti.

Dopo una brevissima parentesi a Porto San Giorgio, si trasferì, nel 1935, a Civitanova Marche, nella contrada del Casone o del Mulino vecchio, in via Molino,160, dove visse fino al 30 giugno 2005, l’anno che morì, quasi centenaria. E a Civitanova Marche, Pasqualina, iniziò la sua lunga attività di chiaroveggente.

Era una donna dalle straordinarie virtù, capace di penetrare con lo sguardo al di là della pelle e dei fasci muscolari finché le vene, le arterie, i ventricoli, il cuore, i polmoni, il colon,il fegato, e cosi via, non le si presentavano come immagini nitide, perfette; e se c’era una imperfezione, un difetto, una infiammazione, lei li vedeva subito, con grande precisione, anticipando, in qualche caso, la medicina.

Non solo. Riusciva pure a dare il numero esatto dei globuli rossi e di quelli bianchi, e i valori della pressione arteriosa, e altro. Possedeva, inoltre, a detta di molti, il dono dell’ubiquità; cioè poteva trasferirsi con la mente,dopo essere caduta in trance, in un luogo lontano e visitare un ammalato come se lo avesse davanti. C’era pure chi cronometrava i tempi di percorrenza dei suoi viaggi nel tempo e nello spazio; pare che impiegasse pochissimi minuti per arrivare a Roma e un po’ più di trenta per l’America.

La donna, studiata in seguito dai più illustri medici e uomini di scienza, divenne nel giro di pochi anni popolarissima, tanto che la sua casa, fu “invasa” da grandi personaggi, ma anche da gente comune, per un consulto. Si rivolsero a Pasqualina, Re Faruk d’Egitto, Fausto Coppi, Nicola Pende, Cesare Frugoni, Dino Buzzati, Stanislao Nievo, Franco Zeffirelli, Federico Fellini, solo per fare qualche nome.

Di Fellini, che era molto superstizioso, si racconta pure,che non fece un film già finanziato; forse perché la chiaroveggente espresse un giudizio negativo? E’possibile. Ma la sua incredibile dote innata non fu accettata da tutti. Anzi, fu, addirittura,travisata. E oggetto di critiche spietate.

“Pasqualina-sottolinea Isidoro Sparnanzoni nella prefazione al suo libro ‘Pasqualina,la chiaroveggente. Là dove non osa il vento’ scritto in collaborazione con Stefano Pietracci- non è stata studiata e compresa a fondo nella sua caratteristica unica di penetrazione nell’invisibile. Con la sua trance mimica, spontanea, con la sua esperienza extracorporea, con il volo ritmico nelle telediagnosi(…) con l’immedesimazione nell’interlocutore invisibile e lontano, coi suoi responsi precisi e definitivi, più penetranti dei raggi x, genera nuovi interrogativi,traccia un sentiero unico da percorrere dentro l’invisibile”.

Molte sono le testimonianze riportate nel libro citato. Eccone alcune. Prima testimonianza. Si parla di un frate che era stato operato d’appendicite. Ebbene, costui aveva sempre la febbre alta e i medici non riuscivano a capire da cosa fosse causata,visto che dalle analisi fatte in diversi ospedali non risultava nulla. Fu cosi che chiesero a Pasqualina. Quest’ultima,dopo averlo sfiorato con le mani, gli disse subito:<<Fatti rioperare,che qui è rimasta una garza della precedente operazione>>. Il frate fu nuovamente operato ed effettivamente nel suo intestino c’era ancora un pezzetto di garza. Conclusione: la garza non si vedeva nemmeno con le lastre, ma Pasqualina riuscì a vederla.

Seconda testimonianza. A una donna, medico di famiglia, un neochirurgo di fama raccontò che le operazioni al cervello, quando non esistevano ancora Tac o risonanze magnetiche, le eseguiva su indicazioni di Pasqualina che gli indicava l’area ristretta dell’incisione, e mai si era sbagliata.

Terza testimonianza. Una donna volle conoscere le condizioni di salute di sua sorella che abitava a Roma. Secondo la prassi, attese il suo turno per assistere al viaggio di Pasqualina a Roma. Ebbene, Pasqualina,mimava ogni tappa del suo itinerario e quindi, a missione compiuta, relazionò su quanto avesse visto e constatato.

Non solo riguardo alla malata, ma anche sulle persone presenti nella camera; del marito, disse che aveva gli occhiali spessi, per marcata miopia. Ebbene, tutto risultò vero, perché Pasqualina, per dirla ancora con Sparnanzoni “è una avventura per la conoscenza,un temporale nell’atrio del cuore”.

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