Concorso di Poesia

Pesaro, programma PD. Comi: “Navigazione faticosa, ma sappiamo dove andare e non abbiamo paura”

Guardare alle Marche del domani e vedere la Terra delle Opportunità. È lo sguardo del Partito Democratico, al lavoro sulla costruzione del programma, in vista delle prossime elezioni regionali. Sguardo trasposto in confronto aperto e dibattito condiviso, con l’iniziativa “L’impresa del cambiamento” svolta oggi a Pesaro, nei locali di Palazzo Mosca.
Dopo i tavoli tematici di Ancona e l’iniziativa seminariale di San Benedetto, Pesaro ha ospitato oggi il terzo appuntamento pubblico dedicato all’illustrazione e alla discussione sui contenuti programmatici.
“La navigazione è faticosa, le acque sono agitate, le onde altissime, si preannuncia un temporale – ha detto il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi –. Nessuno di noi si aspettava una gita in crociera. Abbiamo però le idee chiare su dove vogliamo andare e soprattutto non abbiamo paura. Le onde che temiamo di più sono quelle della crisi economica e della disoccupazione, non certo quelle che riguardano le candidature. Entrando qui – ha riferito Comi – ho incontrato un vecchio amministratore pesarese, che mi ha detto: “Se vogliamo fare politica dobbiamo leggere meno giornali, guardare meno televisione e stare più a contatto con i cittadini e fare più dibattito nei circoli e negli organismi”. Condivido. Meno interviste e più dialogo”. Ha poi continuato il Segretario regionale: “In questi dieci anni di governo i Consiglieri del PD non hanno fatto mai mancare i loro voti per gli atti fondamentali. I nostri dirigenti, motivati e molto umili, hanno saputo costruire prospettive e fissare contenuti”.
Intervenuto nel confronto anche il vice segretario del PD Marche, Luca Ceriscioli. “Oltre ai contenuti programmatici che coprono le cose da fare per la nostra regione nei prossimi anni, occorre, per metterli in pratica, anche senso politico, credibilità. Le Marche hanno un patrimonio enorme di conoscenze, di capacità, di ingegno, di flessibilità. Le energie ci sono, dobbiamo lavorare per svilupparle e costruire il rilancio. La nostra proposta deve rappresentare l’opportunità di messa in moto di meccanismi salutari, anche nell’individuazione di un gruppo dirigente in grado di interpretare il programma. Serve rinnovamento per ottenere credibilità”.
Gli interventi dei presenti, tra cui anche quello del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci e del Capogruppo del PD al Consiglio regionale, Mirco Ricci, si sono innestati sul quadro programmatico generale, illustrato da Daniele Salvi, portavoce della Segreteria regionale del PD Marche. Un quadro che, prendendo le mosse dall’attuale scenario politico e socio-economico in profonda trasformazione, ha messo in luce l’esigenza di un cambio di marcia, incentrato su sobrietà, essenzialità e scelta delle priorità. Obiettivi: rivoluzionare la P.A., con meno vincoli e più opportunità, ridurre gli enti, con meno sovrapposizioni e più servizi, investire sul capitale umano, creare nuovo lavoro, con meno politiche di difesa e più azioni di attacco, superare il policentrismo anarchico marchigiano, con una visione di sistema, a regia regionale, rendere le Marche protagoniste del processo di riorganizzazione delle regioni, farle divenire altamente competitive nell’offerta dei servizi pubblici, trasformarle in una regione europea, nell’utilizzo adeguato dei fondi e nella capacità di aggredire le opportunità europee.
All’iniziativa, ha portato il suo saluto anche il segretario provinciale del PD di Pesaro Urbino, Giovanni Gostoli. “Quella di oggi a Pesaro è una bella assemblea. Il PD c’è per fare qualcosa, non solo per ambizione di qualcuno. Vogliamo fare delle Marche la Terra delle Opportunità e rendere i territori protagonisti di un programma di cambiamento. Un programma di cui parleremo in ottanta iniziative negli ottanta circoli della nostra provincia. Vogliamo un PD dinamico e capace di stare sul territorio”.
Intervenuti anche il Segretario del PD di Urbino, Federico Scaramucci ed il suo predecessore, Gianfranco Fedrigucci. “Attenti alle primarie – hanno ammonito –, per noi hanno avuto un peso rilevante nella sconfitta del centrosinistra”. Ed entrambi hanno ribadito la necessità di una candidatura unitaria per le prossime regionali.

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