Pesaro, si del Consiglio Comunale per le tre delibere di varianti urbanistiche


PESARO – Le tre delibere di varianti urbanistiche e la relazione della Garante per i diritti delle persone con disabilità sono stati al centro, oggi, dell’ultimo Consiglio comunale programmato prima dell’interruzione estiva.   

INTERROGAZIONI 

In apertura, il Consiglio ha affrontato il tema “Amianto – eternit capannoni via Togliatti – via Becci ex falegnameria”. L’edificio oggetto dell’interrogazione è stato realizzato negli anni ’70 del 1900, ha una superficie coperta di circa 6.000 mq è ubicato tra via Togliatti e via Becci, a Villa San Martino. A rispondere all’interrogazione firmata da E. Gambini, è stata l’assessora alla Sostenibilità Heidi Morotti: «La problematica relativa alla presenza di amianto risale al 2008, anno in cui è stato realizzato un primo intervento di Asur e del Servizio igiene a cui è seguita una serie di ordinanze che avevano lo scopo di sollecitare azioni di bonifica o incapsulamento del materiale presente sui capannoni. I primi che sono stati svolti – nel 2009 e nel 2010 – sono stati di incapsulamento, quindi con una “validità” limitata.

L’attenzione del Comune sull’area è rimasta alta e, allo scadere dei 3 anni di “garanzia dei primi interventi” il Comune ha emesso nuove ordinanze nei confronti dei proprietari che, in risposta, hanno presentato una serie di proroghe sui temi e sui tipi di azioni da prevedere. Nel 2013 è avvenuto il decesso del proprietario, fatto che ha comportato una dilazione dei tempi a causa dei passaggi previsti per la successione dell’area. Nel 2015 sono state firmate nuove ordinanze con cui si richiedevano sia verifiche dello stato di fatto, sia rimozioni delle parti non idonee».

«Gli attuali proprietari dell’area, con lettera del 12 ottobre 2017 hanno formalizzato al Comune la richiesta di stralciare l’immobile con le rispettive aree pertinenziali dalle concessioni convenzionate, consentendo la ristrutturazione dello stesso con destinazione d’uso produttivo-terziario-commerciale». Nel 2018, la proprietà è stata nuovamente sollecitata dall’Amministrazione perché scaduti i termini degli interventi del 2016. Nei mesi successivi è stato poi presentato il piano di lavoro della ditta incaricata dalla proprietà che ha eseguito, nell’ultimo periodo del 2021, la sostituzione di diverse campate con coperture in alluminio». In conclusione, Morotti ha puntualizzato: «All’interno dell’area di Via Paganini è presente un’antenna con doppio ripetitore Vodafone (PS 166 8D) e Tim (PS 76), attiva dall’ultima configurazione del 2016». 

Gambini E.: «Mi chiedo: chi deve intervenire? Spero che qualcuno lo faccia».  

PROPOSTE DI DELIBERAZIONE 

Il Consiglio comunale si è aperto con le tre delibere di urbanistica presentate dall’assessora alla Rapidità Mila Della Dora. La prima – approvata all’unanimità con 25 voti favorevoli – è stata quella per l’“ampliamento tramite realizzazione di un corpo di fabbrica adiacente al complesso esistente” a Colombarone e realizzazione di opere di urbanizzazione in strada della Romagna 361. Della Dora: «La ditta Andreani Group ha necessità di ampliare il corpo di fabbrica per far fronte allo sviluppo verso nuovi mercati, anche estero, del brand. La superficie in cui si va a realizzare intervento è di 14.690mq su un terreno di conformazione pianeggiante.

Parte di tali metri quadri, pari a 1673, con la variante, sarebbe adibita a verde pubblico (realizzato dal Gruppo e ceduto all’Amministrazione comunale). Un’altra parte, di 3.760mq, sarebbe destinata a magazzino e uffici e direttamente collegata all’attuale stabilimento tramite una sorta di tettoria di 420mq di lunghezza (con un’altezza minima di 10m e massima 12,50mq). Prevista anche una parte destinata a parcheggio. Sulla variante, la Sovrintendenza ha dato parere in merito a materiali, colori e tipologia di sistemazione esterna: a sottolineare una cura e un’attenzione verso la tutela del paesaggio.

All’intervento, corrisponderebbero 86mila euro di oneri di urbanizzazione primaria (da cui vanno tolti i 19mila euro per la realizzazione dell’area destinata a verde pubblico la cui manutenzione rimarrebbe a carico della ditta) e 33mila euro di oneri secondari per un totale di circa 100mila euro».

Della Dora ha sottolineato, in merito all’avvio del procedimento tramite Sportello Suap, che è «la legge regionale, che indica, nei casi di necessità di sviluppo aziendale, di adottare lo strumento del Suap. Un’indicazione a cui si sommano quelle previste dal Regolamento Suap vigente, adottato nel 2010 dal Comune, che inserisce tale modalità anche per “progetti comportanti variazione degli strumenti urbanistici”. Le richieste che giungono dunque dalle aziende sono legittime, e non frutto di interpretazioni personali». 

Redaelli: «Positiva la notizia della necessità di ampliamento di un’attività imprenditoriale in crescita del territorio. Non ci piace però la modalità politica con cui si sta portando avanti tale richiesta: l’urbanistica non si fa a suon di Sportelli Suap, uno strumento che ha altre prerogative». 

Andreolli: «C’è una doppia esigenze da valutare: da una parte il dare la possibilità a un’impresa che cresce, di fare gli investimenti produttivi necessari; dall’altra, conservare il territorio e continuare a costruire su costruito, conservando l’integrità con cui gli interventi ricadono». Sul Suap, «non dev’essere la scorciatoia a riflessioni più ampie che varianti di tale portata impongono».  

A. M. Mattioli: «Importante delibera che arriva tramite Suap, come dev’essere per le attività economiche che cercano di ampliarsi come nel caso di quest’azienda riconosciuta a livello mondiale. Il controllo fatto in sede di Conferenza dei servizi ha visto tutti i parerei favorevoli, tra cui quello, importante, della Sovrintendenza. L’azienda passerà da 15 a 60 dipendenti». Sull’impatto ambientale: «Le ristrettezze costruttive imposte dalla Sovrintendenza ci soddisfano: sarà un edificio caratterizzato da un nuovo, rivoluzionario, modo di costruire». 

Nobili: «Grazie allo strumento Suap si riesce a lavorare in maniera specifica sugli interventi». 

Vanzolini: «Bel segnale che l’Amministrazione può dare a sostegno di una di quelle imprese che soffrono per la pressione fiscale, costo del lavoro ma che, nonostante ciò, continuano a dare lavoro alle famiglie territorio». 

Dallasta: «Siamo contenti che l’azienda ampli la sua superficie ma non possiamo dire che quello discusso sia un intervento leggero: è invasivo e investe una zona attualmente non edificata». Sulla richiesta tramite Suap, «Qui l’urbanistica non è mai cambiata, ha ragione l’assessore Della Dora: le varianti Suap sono sempre avvenute». 

Malandrino: «Siamo dalla parte di chi investe ma sono stanco di continuare a votare varianti su varianti quando tre anni fa la maggioranza si è presentata a elettori dicendo che si sarebbe solo costruito sul costruito».  

Con 16 voti favorevoli, 5 contrari e 4 astenuti, è stato approvato anche il “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari del Comune” e l’“Adozione definitiva della variante al Prg e al piano del Parco Naturale del Monte San Bartolo vigenti”, esposti dall’assessora all’Urbanistica.

La prima variante inserita nella delibera, riguarda «un’area scoperta pertinenziale sul retro di Palazzo Aymonino di via Mazza con destinazione uso a giardini e spazi pubblici. La delibera propone d’inserire 135mq per 4 piani fuori terra con altezza massima di 15 metri per valorizzare con destinazione d’uso a servizi al piano terra e residenziale ai piani superiori; sarebbe un intervento di interesse collettivo per rigenerare un luogo centrale della città e favorire la ricucitura spaziale dovuta dall’assenza di una porzione di fabbricato tramite l’inserimento di un elemento di riordino. La Sovrintendenza ha chiesto di avere progetto, per un’autorizzazione preventiva». 

La seconda, un’area inedificata di proprietà comunale nel Parco Miralfiore, adiacente all’area di proprietà Roberti. «Consiste nella possibilità di cessione gratuita dei terreni di proprietà privata, situati sempre all’interno del Parco Miralfiore, sul fronte di Villa Livi, della superficie complessiva di circa 7.300 mq, a fronte della cessione da parte del Comune di Pesaro dell’area relativa alla proposta di variante, della superficie di 2.695 mq, nonché dei terreni non oggetto di variante della superficie pari a circa 338 mq».  

La terza, interessa il San Domenico e «riguarda una porzione di fabbricato al piano terra in cui si introduce una destinazione generica ad attività terziarie, non necessariamente connessa alla destinazione d’uso specifica attuale a servizi per la cultura, il culto e lo spettacolo per valorizzare l’immobile. La Sovrintendenza, chiede di aver sottoposto il progetto prima dell’approvazione». 

La variante di via campo sportivo interessa «l’area dell’ex tribuna della Vis Pesaro e prevede l’aggiunta della destinazione d’uso residenziale, oltre a quelle già ammesse dal Prg vigente a servizi e ad attività terziarie, per una maggior flessibilità di utilizzo dell’area e per attrarre più interesse di mercato».  

L’ultima variante è per i lavori alla scuola e alla palestra Anna Frank. «La proposta costituisce variante al Piano e consentirebbe la nuova edificazione, mantenendo le superfici e le volumetrie esistenti, senza essere vincolati alla fedele ricostruzione e prevedendo quindi anche una sagoma diversa dall’attuale».  

A seguire è stato il via libera dell’aula – all’unanimità – all’“Adozione variante alle norme tecniche attuative del Prg relativa al recupero dei sottotetti dei piani interrati delle attività terziarie in zona a e flessibilizzazione delle destinazioni d’uso ammesse nell’ambito delle attività industriali e artigianali”. Anche tale delibera, è composta da diversi punti.  

Con il primo, si introduce, per gli immobili industriali, oltre alla destinazione principale (I) anche quella di magazzini per deposito e logistica anche non necessariamente connessi all’attività produttiva. «Azione che permette di riqualificare e recuperare aree nate come industriali e oggi inutilizzate» spiega Della Dora. 

Il secondo punto (che ha fatto il secondo passaggio in consiglio), incentiva le attività dei pubblici esercizi e delle attività commerciali del centro storico prevedendo la possibilità, per le stesse, di recuperare ulteriore spazio, trasformando in superficie utile i loro piani interrati e/o seminterrati o fuori terra, a condizione che la superficie massima oggetto di trasformazione non sia superiore a quella dell’esercizio esistente. 

Il terzo punto stabilisce che, il recupero dei sottotetti degli edifici (di cui all’art. 13, comma 1 della L. R. 17/2015) sia subordinato al reperimento di spazi per parcheggi privati (in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni 10mc di costruzione soggetta al recupero), con possibilità di pagamento di una somma equivalente al valore delle aree destinate a tali parcheggi, in caso di impossibilità di reperire tali spazi. 

Durante la Conferenza di Servizi, tenutasi per la delibera in oggetto, l’Amministrazione ha provato a recepire anche il comma 1 bis dello stesso articolo (il 13 della L. R. 17/2015) aggiunto nel 2021 dalla Regione. Tale comma prevedeva che i Comuni potessero prevedere il recupero dei sottotetti purché venisse assicurata un’altezza media non inferiore a 2,20m (attualmente è di 2,40) e una minima di 1,40m (attualmente è di 1,50) per tetti a falde inclinate; e di un’altezza non inferiore a 2,20m nel caso di coperture piane. «Un’integrazione che ha avuto parere contrario di Asur Marche n. 1, e che di fatto limita una grande opportunità che aveva già suscitato interesse da parte di diversi cittadini» spiega Della Dora.  

Castellani: «Peccato che la parte della variante relativa ai sottotetti (riduzione da 240cm a 220cm di altezza media e da 150cm a 140cm di minima) sia stata bocciata dall’Asur provinciale, mentre il Comune era andato dietro a una legge delle Marche. In pratica, un ente regionale dice “sì”, quello provinciale risponde “no”. Un parere difforme che lascia quantomeno interdetti». 

Andreolli: «Scandalosa bocciatura dell’Asur provinciale a fronte di un sì dello stesso ente regionale e in direzione contraria al favorire investimenti, bloccando immobili che potevano avere un aumento di valore». 

R. Biagiotti: «Così facendo blocchiamo un’economia esistente e blocchiamo quei cittadini che vogliono sfruttare il proprio patrimonio immobiliare. Sottostare a burocrati che non si calano nella realtà quotidiana ha dello sconcertante Non possiamo tollerare di ricevere un diktat senza logica». 

Mattioli: «Tra tutte le proposte anche quella dell’uso dei sotterranei sarebbe stata ottima, soprattutto per il centro storico dove insistono tante attività commerciali che vorrebbero ampliarsi. Porterà tanti benefici al nostro tessuto economico. Apprezzo la lungimiranza dell’assessore nel portare oggi, in consiglio, delibere che accelerano gli iter e che vanno a riprova che si ha ben chiara la programmazione degli uffici».  

L’assise ha poi ascoltato la relazione di Maruska Palazzi, Garante per i diritti delle persone con disabilità di Pesaro. «Stiamo imparando – ha detto Marco Perugini, presidente con delega al Peba – che l’accessibilità non è più un argomento di settore ma un tema culturale che anche il Consiglio comunale sta facendo proprio. A spingere questa consapevolezza e crescita è anche l’intervento della Garante, nominata proprio dall’assise che, con il suo impegno e la sua attenzione, ci permette di essere più consapevoli dei problemi e di intervenire con le nostre competenze. È una presa di coscienza che ci consente di adottare soluzioni opportune anche nelle delibere; come accaduto per quella relativa al Regolamento sul decoro del centro storico in cui abbiamo inserito dei commi collegati all’accessibilità». 

Per la prima volta presente in Consiglio comunale a presentare il resoconto della sua attività, dopo la nomina avvenuta a marzo 2021, Palazzi ha sottolineato: «È stato un anno e mezzo estremamente intenso che mi ha visto in contatto con circa 200 persone tra liberi cittadini e figure del Comune (assessori, consiglieri e dirigenti) così come di altri enti come i referenti del mondo della scuola, dell’Ats e dell’Area Vasta. Ho affrontato diverse questioni: nei primi mesi del 2021, al centro, è stata la vaccinazione delle persone con disabilità, in particolare di quelle inserite nei centri diurni. Poi ho affrontato le difficoltà a trovare lavoro che hanno, soprattutto, le persone con difficoltà intellettive. È stato poi il momento del dibattito sulle barriere architettoniche e sul Peba, analizzati insieme al presidente Perugini, ai professionisti e ai cittadini (tra cui quelli presenti agli Stati Generali dell’Accessibilità pesarese)».

E ancora necessità e urgenze nell’ambito dello sport, della cultura, dei servizi educativi, «E quelle legate ai servizi sociali, le più corpose, soprattutto quelle legate all’inserimento di adulti con disabilità nei centri diurni (ci sono tante richieste e pochi posti); una situazione che impone un cambiamento culturale che ci vedrà al lavoro nei prossimi anni». Per giungere a una visione globale, «non legata alla singola specificità della disabilità ma che abbia uno sguardo d’insieme: quello che faccio per uno deve andare bene per tutti, come previsto da logica legata all’Icf (classificazione internazionale del funzionamento) e all’Udi (Universal Design for Learning) volta alla costruzione di un mondo realmente inclusivo» ha concluso la Garante. 

Lugli: «L’incarico ricoperto dalla Garante sta assumendo un valore e un approccio molto più ampio di quello che ci aspettasse e Palazzi lo sta attuando con generosità e competenza, come successo per il Regolamento sul decoro del centro storico e per il dibattito sull’accessibilità delle spiagge». 

Bellucci: «In fase di audizione sono rimasto subito colpito dal curriculum di Palazzi. In questo anno e mezzo l’approccio che ha dato ha rivelato grande senso di responsabilità, cultura e disponibilità». 

Andreolli: «Spero, credo e mi auguro che la politica si parli confrontandosi e non cercando le differenze e rivendicazioni facendo in modo che l’argomento possa contagiare qualsiasi scelta che possa diventare di inclusione». 

T. Nobili: «Relazione densa di rapporti umani. Il suo impegno va oltre ‘incarico istituzionale e rende evidente quale sia l’enorme valore che ha il volontariato. Rinnovo la disponibilità del Csv per la creazione di un sito che possa mettere insieme le diverse realtà locali favorendo la sinergia fra loro e con l’Amministrazione». 

Mattioli: «Sono stati rilevati casi di violenza su donne con disabilità? Cosa possono fare i consiglieri in merito?». 

Gambini E., tra l’altro, ha segnalato la necessità «di aumentare il numero di parcheggi per disabili in area Sottomonte».

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