Pesce azzurro, tagliati gli indennizzi ai marittimi: mozione urgente di Urbinati, Micucci e Traversini al ministro Centinaio

SAN BENEDETTO – Reintrodurre gli indennizzi statali a compensazione delle perdite economiche dei pescatori dovute al fermo per la pesca di acciughe e sardine. È quanto chiesto dal capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, in una mozione urgente – firmata anche dal vice capogruppo, Francesco Micucci, e dal presidente della commissione Sviluppo economico, Gino Traversini – che arriverà in Aula domani 14 maggio.

Il documento impegna la Giunta regionale ad attivare ogni iniziativa utile nei confronti del Governo italiano affinché siano stanziate le risorse necessarie a compensare la limitazione dello sforzo di pesca subito dalla marineria adriatica ed in particolare da quella marchigiana in attuazione del decreto ministeriale 0000172 del 30 aprile scorso.

Tale decreto incide pesantemente sui giorni di fermo obbligatorio per la pesca dei piccoli pelagici (ovvero acciughe e sardine), attività a cui sono particolarmente dediti i pescatori marchigiani, cancellando le indennità di fermo pesca, previste fino all’anno scorso, sia per gli armatori sia per i lavoratori imbarcati.

«Un danno enorme per la marineria marchigiana non solo perché nella nostra regione la cattura del pesce azzurro è tra le più praticate, ma anche perché – sottolinea Fabio Urbinati – i nostri pescatori sono ancora in attesa della liquidazione degli indennizzi di fermo pesca per gli anni 2017 e 2018».

Non a caso nella mozione il capogruppo impegna la Giunta anche a chiedere al Governo che siano disposte le procedure amministrative finalizzate alla liquidazione degli indennizzi arretrati olte che introdurli di nuovo per il 2019.

«In generale chiediamo al ministro Centinaio –conclude il capogruppo Pd in Regione- più attenzione al mondo della pesca dal quale questo Governo sempre più lontano che mai. Ci sembra di poter affermare che in questo momento manchino politiche adeguate per un ambito come quello della pesca che rappresenta una delle maggiori forze economiche e produttive del nostro Paese».

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