Concorso di Poesia

Porto San Giorgio – Agostini: NESSUNA CALUNNIA DA PARTE MIA QUANDO COME SINDACO FECI ESPOSTO DEI FATTI DELLA SANGIORGIO DISTRIBUZIONE E SERVIZI

Porto San Giorgio - Agostini: NESSUNA CALUNNIA DA PARTE MIA QUANDO COME SINDACO FECI ESPOSTO DEI FATTI DELLA SANGIORGIO DISTRIBUZIONE E SERVIZI

“Accolgo con favore e piena soddisfazione il decreto del 30 marzo comunicatomi ieri con il quale il G.I.P. di Ascoli Piceno dott.ssa Giuliana Filippello ha respinto l’opposizione del denunciante alla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. dott. Umberto Monti circa il reato di calunnia contestatomi per avere esposto da Sindaco i fatti della San Giorgio Distribuzione e Servizi srl, “non risultando che l’indagato abbia fornito errate informazioni o omesso di informare le autorità di circostanze note. I fatti esposti dall’Agostini alle autorità competenti avevano infatti un fondamento di verità e sono risultati documentalmente dimostrati così da integrare, secondo lo stesso GUP di Fermo, fattispecie di rilevanza civilistica”.

Inizia in questo modo la nota del Capogruppo 100% Civico Andrea Agostini dopo il verdetto del GIP di Ascoli: “I fatti risalgono al 9/3/10 quando in qualità di sindaco venni convocato dal Prefetto dell’epoca e questi mi invitò a fare immediato esposto alla Digos a fronte di criticità emerse in seno alla San Giorgio Distribuzione e Servizi srl giacchè all’Amministratore Delegato era stata negata dalla medesima Prefettura la certificazione antimafia per essere egli stato condannato a 6 anni e 4 mesi in primo grado con giudizio abbreviato per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione in tema di gestione dei rifiuti in altra sede, rifiuti che rappresentavano pure l’oggetto sociale della partecipata comunale sangiorgese, la quale peraltro emetteva fatture di pagamento per 264.000 euro, fatture disconosciute dai dirigenti comunali competenti.

La storia che ne segue è nota. Nonostante mille resistenze da ogni dove, azzerai l’intero Consiglio di Amministrazione, revocai il mandato all’assessore competente, nominai un nuovo CdA e pure un Collegio dei Revisori.

L’allora Capo della Procura della Repubblica di Fermo, dott. Andrea Vardaro, preso atto delle indagini svolte dalla Digos e dalla Guardia di Finanza, dove l’informativa di quest’ultima in merito alle fatture contestate tra le altre recita “La consumazione del reato non è avvenuta solamente grazie alla pronta e solerte presa di posizione da parte del sindaco e quindi dei vari dirigenti che hanno evidenziato l’illegittimità della pretesa da parte della San Giorgio Distribuzione e Servizi srl non autorizzando di guisa la materiale liquidazione delle somme”, chiede il rinvio a giudizio degli indagati per i reati di tentata truffa aggravata ed appropriazione indebita aggravata in concorso.

Avvicendamento in Procura ed il GUP di Fermo dispone il non luogo a procedere a carico degli indagati. Di qui la denuncia di calunnia contro di me ed infine di ieri la notizia dell’archiviazione in mio favore.

Si chiude dunque la vicenda principale causa della caduta dell’Amministrazione Agostini con il pieno riconoscimento dell’onestà e della correttezza del mio operato, che mai denunciai alcuno ricercandone la condanna e men che meno con falsità di qualche genere.

La mia colpa ? Avere messo in sicurezza, agendo in sintonia con le Pubbliche Autorità, sia la società partecipata ed i suoi lavoratori, sia il comune inteso come dirigenti ed assessori e consiglieri, con fare deciso, senza indugiare innanzi a pressioni ed ingerenze che mi provenivano da ogni dove perché esse a mio avviso nulla avevano a che fare con il migliore interesse pubblico.

Il conto per essere stato un amministratore pubblico integro ed imparziale è stato salato: defenestrato da sindaco, accusato penalmente di calunnia.

Ci sono voluti anni, ma alla fine ecco la pagina di giustizia che mi vede ancora una volta a schiena diritta e testa alta.”

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