Concorso di Poesia

Porto San Giorgio – CGIL: “L’amministrazione Loira deve imparare a confrontarsi”

Fermo - CGIL: "Chi amministrerà la città per i prossimi 5 anni?"

Posizione critica e aspra quella della CGIL di Fermo nei confronti dell’amministrazione Loira.

Una carenza di disponibilità al confronto  che non va giù alla sigla sindacale che richiama il sindaco a mettere sul piatto i propositi relativi al bilancio di previsione e agli obiettivi sociali:

“Supponiamo che anche l’amministrazione di Porto San Giorgio sia alle prese con l’approntamento del bilancio di previsione per l’anno 2015.” – asserisce in una nota il Presidente CGIL Di Cosmo – “Questo importante atto amministrativo contabile dovrebbe nutrirsi di elementi di trasparenza e partecipazione.

Dovrebbe essere la traduzione in scelte economiche del progetto politico che guida l’amministrazione che, a sua volta, dovrebbe essere sottoposto costantemente alla verifica del giudizio dei cittadini e delle varie rappresentanze.

Una amministrazione che si definisce progressista e di sinistra e che ha assunto l’incarico di guidare la città all’insegna del cambiamento, rispetto ad un passato poco edificante, dovrebbe fare della trasparenza e della partecipazione i suoi elementi caratterizzanti.

Alla luce della nostra iniziativa del 20 marzo scorso sulla “Legalità” e nonostante le nostre richieste, riscontriamo che l’amministrazione non ha ancora manifestato alcuna volontà di apertura di un confronto sulla città, sul bilancio, sulla crisi che sta colpendo duramente pensionati, lavoratori, giovani, donne e piccole imprese.

Continuiamo a insistere a che l’amministrazione di centrosinistra produca una svolta politica fondata sulla lotta alle disuguaglianze, sull’affermazione della giustizia sociale, applicando le progressività nell’addizionale fiscale (principio costituzionale inapplicato) ed un sistema di compartecipazione, sempre progressiva, nel finanziamento dei servizi,a garanzia dell’accesso delle fasce più deboli; su una nuova politica urbanistica, su l’innovazione e l’aggregazione nella gestione dei servizi, sull’ampliamento di quelli rivolti alla persona e alle famiglie (anziani e infanzia), sulla lotta all’evasione fiscale, al lavoro nero e sommerso.

Vorremmo anche capire se a fronte dei tagli dei trasferimenti del governo sono condivise le priorità da noi indicate circa il mantenimento del livello delle risorse per il sociale, gli interventi per il lavoro, i giovani, la solidarietà.

Vorremmo capire come funzionano le partecipate, se sono al servizio dei cittadini o se sono feudi intrisi di pratiche clientelari in cui la gestione delle assunzioni è appannaggio della precarietà o dell’arbitrio di qualche dirigente.

Insistiamo per aprire un confronto costante su come assecondare la vocazione turistica di Porto San Giorgio. Se, ad esempio, bisogna puntare ancora sulla precarietà delle strutture, su un settore che compete attraverso la svalorizzazione del lavoro o se, invece, vadano realizzate scelte coerenti con l’obiettivo di qualificare tutto il settore della ricezione con servizi innovativi e affidati a personale qualificato, quello che esce, ad esempio, dalle nostre scuole turistico-
alberghiere; un settore sufficientemente servito dal sistema del credito; connesso ed integrato con le numerose strutture paesaggistiche e artistico-culturali dell’intero territorio, proprio per non essere alla mercé del meteo.

E’ possibile, inoltre, aprire un confronto sulla condivisione o meno di agire per delineare una città aperta, che pensa oltre i confini amministrativi, democratica, solidale ed efficiente che contrasta le disuguaglianze e valorizza i “beni comuni”, i servizi ai cittadini. O si vuole restare subalterni alla logica mercatista e ai suoi diktat?

Dobbiamo purtroppo constatare l’assenza di questi propositi seguiti dall’azzeramento di ogni confronto!

Come ripetutamente abbiamo fatto negli anni del centrodestra, restando inascoltati, così abbiamo proseguito con l’amministrazione Loira. Il risultato non è cambiato: si continua a ferire un tratto distintivo della democrazia partecipata all’insegna, probabilmente, della supposta autosufficienza e della ritenuta rappresentatività onnicomprensiva e, si resta sordi all’esigenza di caratterizzare la politica comunale nella propensione a dare risposte a coloro che stanno pagando duramente gli effetti di questa lunga crisi e allo stesso futuro della città.

Il sindacato confederale resta disponibile a contribuire al cambiamento. Auspichiamo che l’amministrazione comunale e le forze politiche che la sostengono colgano presto questa disponibilità.”

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