Porto San Giorgio: Il porto degli autori ospita Luca Tosoni

PORTO SAN GIORGIO – Sesto appuntamento con “Il porto degli autori”, la serie di incontri e confronti con gli scrittori realizzata dall’Assessorato alla Cultura: sabato 12 gennaio (ore 17) il primo appuntamento del nuovo anno è con Luca Tosoni.  Presenta il libro dal titolo “Il cerchio spezzato” edito da Di Felice. L’ingresso al pubblico è libero.

Nato a S. Elpidio a Mare, Luca Tosoni è insegnante di religione presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche. Dopo aver conseguito il Dottorato in Teologia morale presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma e la laurea in Sociologia a Urbino è docente di Teologia morale e di Sociologia della religione presso l’Istituto Teologico marchigiano.

E’ autore di varie pubblicazioni di carattere teologico e non: Vivere e costruire l’amore. Itinerario di spiritualità coniugale (2001); Siate forti e coraggiosi. Il ruolo del genitore cristiano in una società che cambia (2002), I sentieri della vita. Riflessioni etiche sul nascere, vivere, morire (2003), Affidarsi alla vita. Il racconto di un affido familiare (2004), Coniugi in crisi, matrimoni in difficoltà. Teologia, magistero e pastorale si confrontano in collaborazione con Giancarlo Grandis (2003), Uno sguardo accogliente.

Temi di spiritualità coniugale (2007), La sofferenza e il dolore tra esperienza umana e speranza cristiana (2008), Dalla cacca allo stallatico. Riflessioni semiserie sull’orto (2008), Gli anni delle immense compagnie (2009), Mitakuye oyasin. Un racconto sui Lakota Sioux (2010), Viaggio nel Pentateuco. Lettura, commento e proposta di attualizzazione di alcuni brani (2010). Sonate deliranti, brevi, rapidi, beffardi sguardi su quanto ci circonda (2011), Percorso d’amore. Dal rapporto di coppia alla genitorialità (2012). Ha pubblicato inoltre diversi articoli di taglio morale e sociologico su riviste specializzate sia locali che nazionali.

“Ho udito che tu intendi stabilirci in una riserva presso le montagne. Io non voglio stabilirmi. Io amo scorrazzare per le praterie. Là mi sento libero e felice, ma quando ci stabiliamo, noi diventiamo pallidi e moriamo. Molto tempo fa queste terre appartenevano ai nostri padri; ma quando vado al fiume, vedo campi di soldati sulle sue rive. I soldati tagliano il bosco, uccidono i miei bisonti e, vedendo questo, il mio cuore si gonfia di dolore”.

Questo racconto vuol essere un omaggio ai Lakota, custodi di un’antica sapienza valida ieri come oggi, al loro mondo tanto distante dal mio, ma tanto stimolante, perché invita a riflettere. Il titolo del racconto tenta di sintetizzare la tragedia di un popolo. Per i Lakota la sintesi del mondo è nel cerchio, tutto è rotondo, tutto è armonico, tutto ha un senso. Quel cerchio purtroppo si è spezzato, l’armonia si è infranta, una tradizione secolare rischia di sparire definitivamente.

 

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