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Porto San Giorgio – Loira al battesimo del piccolo disabile abbandonato due anni fa in strada

Porto San Giorgio - Loira al battesimo del piccolo disabile abbandonato due anni fa in strada

Era stato abbandonato sul ciglio della Statale Adriatica in un’algida notte d’agosto di due anni fa. Si trattava di Marco (così chiamato per convenzione), un piccolo bambino cinese di circa 4 anni. Dopo una segnalazione, a notarlo aggirarsi nei pressi del parcheggio di un fast food nella zona sud di Porto San Giorgio, a due passi dal casello dell’A/14, furono due agenti della polizia di Fermo. Erano circa le 4.30: lo videro girovagare piangendo, senza nessuno al suo fianco. Il piccolo fu soccorso: i poliziotti s’accorsero subito delle difficoltà uditive, visive e vocali del minore. Lo accompagnarono all’ospedale Murri per essere visitato e, in seguito, fu affidato al sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira. La vicenda del bimbo cinese disabile abbandonato fece rapidamente il giro del Paese, toccando i cuori della popolazione e facendo scattare la scintilla della solidarietà. Tra le ipotesi vagliate dagli investigatori, i quali passarono al setaccio le immagini delle telecamere degli esercizi commerciali della zona per risalire agli autori dell’abbandono, ci fu quella di un gesto da parte dei suoi familiari. Il sindaco seguì il percorso di inserimento di Marco in una casa di accoglienza nell’Ascolano, a Castignano: seguito giorno per giorno da una equipe di operatori socio assistenziali. Parallelamente a ciò alcune coppie si offrirono informalmente per accudirlo. Dopo essere rimasto a carico del Comune di Porto San Giorgio, il piccolo Marco è stato affidato ad una famiglia dell’Anconetano.
A distanza di due oltre due anni da quel drammatico giorno, il bambino cinese ha scritto “all’amico sindaco” (così v’era riportato nella cartolina fatta recapitare in Municipio) l’invito al suo battesimo. Loira ha voluto partecipare alla celebrazione: domenica scorsa ha partecipato ad Ancona alla benedizione del bimbo, trascorrendo con lui e la sua nuova famiglia una mattinata di festa.
“Ho trovato il piccolo in ottime condizioni – ha poi raccontato il sindaco – è contento, parla un italiano corretto: è circondato da un caloroso clima d’affetto e amore. Ho seguito in questi due anni l’evoluzione della sua vicenda, prima informato dai servizi sociali e poi direttamente dal padre affidatario. L’ho anche incontrato in Comune per assicurarmi del suo percorso di crescita. Saperlo nelle mani delle persone che ho conosciuto è la rassicurazione più grande”.

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