Presentata l’indagine sulle donne occupate nella Regione Marche

ANCONA – E’ stata presenta al convegno “Donne e lavoro nelle Marche”, promosso da Cgil, Cisl e Uil Marche, v la ricerca sulle occupate nella Regione Marche, realizzata in collaborazione con la Politecnica ed alla presenza di Daniela Barbaresi, Segretaria generale Cgil Marche, Cristiana Ilari, Segretaria regionale Cisl Marche e Claudia Mazzucchelli, Segretaria regionale Uil Marche.

La ricerca è stata condotta attraverso questionari, somministrati tra giugno e agosto 2018,  su un campione di 810 donne di cui la maggior parte, pari all’89,8 %, lavoratrici dipendenti e con un contratto a tempo indeterminato. Per quanto riguarda i salari, il 18,4% guadagna meno di 1.000 euro mensili netti, quasi la metà guadagna dai 1.000 ai 1.500 euro e il 34,4% va oltre i 1.500 euro mensili.

Uno studio dell’Ires Cgil Marche su 133 aziende marchigiane con oltre 100 dipendenti mostra che  la retribuzione media di un lavoratore è di 29.600 euro contro i 21.100 di una lavoratrice, ovvero il 28,8% in meno.

Il 56,5% delle intervistate dichiara di non subire comportamenti discriminatori sul posto di lavoro, va però sottolineato che il 42,5% si sente discriminata per eventuali assenze, mansioni e per il pregiudizio relativo alle proprie capacità e comunque il 59,3% delle intervistate ritiene che vi sia una cultura dominante che penalizza la donna.

Nelle Marche, le opportunità di lavoro per le donne sono cresciute molto velocemente negli ultimi due decenni ma la componente femminile della forza lavoro mostra la necessità di avere un titolo di studio più elevato di quello maschile per competere sul mercato del lavoro locale.

Nell’era digitale, i processi di innovazione richiedono per le donne competenze ad altissimo livello per avere un ruolo di primo piano nella cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”.

Per quanto riguarda la conciliazione tempi di vita-lavoro, le donne che lavorano non hanno vita facile in termini di tempi: l’occupazione femminile è molto condizionata dagli impegni familiari e questa indagine conferma che il lavoro domestico e di cura pesa decisamente sulle donne.

Per CGIL, CISL e UIL Marche, a tutto questo non c’è un’unica soluzione ma una “concorrenza sinergica di azioni con il ruolo importante della contrattazione, da quella nazionale a quella aziendale e territoriale, un sistema di welfare moderno e adeguato ai bisogni delle persone ma anche una cultura del valore che deve comprendere tutti gli spazi del nostro vivere”.

 

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