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Profilazione dei bambini on line: si indaghi anche in Italia, due esposti del Mdc al Garante della Privacy e all’ Antitrust

ROMA – “Non è possibile continuare a permettere la profilazione indiscriminata dei più piccoli sui social, senza alcuna garanzia che il consenso sia prestato effettivamente e soprattutto consapevolmente dal genitore”. Con queste parole l’ avv. Francesco LuongoPresidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, spiega il motivo della segnalazione al Garante della Privacy e all’Autorità Antitrust presentata ufficialmente in Italia dall’Associazione nei confronti di YouTube, di proprietà Google, dopo l’analoga iniziativa avviata negli USA.

MDC ricorda come siano milioni i bambini italiani che visitano quotidianamente il sito; tra i primi 12 canali per numero di iscritti e visualizzazioni nel nostro Paese la maggior parte è proprio rivolta ai più piccoli e agli adolescenti. Il numero di spettatori dei video di “Me Contro Te” è di ben 2.237.530, quelli del famoso YouTuber Favij 4.460.849, persino superiori aDisneyChannelIT, che ne conta “soli” 1.131.959.

L’orientamento ai minori della piattaforma si conferma anche semplicemente digitando nel motore di ricerca interno la frase “video per bambini”, a seguito della quale compaiono ben 3.650.000 risultati. L’Associazione di consumatori, impegnata da anni in importanti progetti sul tema della sicurezza dei minori in rete, come ilSafer Internet, dopo aver esaminato la funzionalità del sito, l’informativa sulla privacy dello stesso ed in particolare dell’app dedicata ai bambini YoutubeKids, contesta alla piattaforma la raccolta di informazioni associate alle preferenze per i controlli per i genitori, di personalizzazione e di visualizzazione eventualmente attivate nell’app.

A queste informazioni si aggiungono anche gli elenchi di video bloccati dall’app, video aggiunti sulla stessa ed informazioni contenute su profili dei propri figli (nome, età, immagini, video che sono segnalati come piaciuti o non piaciuti, canali ai quali possono abbonarsi e cronologia delle visualizzazioni e delle ricerche specifiche per ogni bambino).

Per il Movimento, YouTube rende informazioni poco chiare sulla profilatura dei minori e le sue finalità, mentre sul consenso sia del minore che accede direttamente ovvero dei genitori non sembrano essere rispettate le tutele e le garanzie previste, ai fini di un consenso realmente informato, dal Garante della Privacy nel suo provvedimento del 2015 sulle “Linee guida in materia di trattamento dati per la profilazione on line”.

Il punto vero – prosegue Luongo – è che la vita racchiusa in foto e video, i gusti e le opinioni dei nostri figli, non possono diventare merce di scambio per finalità di marketing, con un semplice quanto disinformato click. Recenti studi indicano che il mercato pubblicitario online rivolto ai bambini è destinato a crescere fino a 1,2 miliardi di dollari entro il 2019 ed è provato che YouTube consente ed incoraggia gli inserzionisti di annunci pubblicitari all’utilizzo di tecnologie ed applicazioni finalizzati all’adversiting pubblicitario, come AdWords, DoubleClick, e Google Preferred.

MDC chiede pertanto l’avvio di istruttorie vere anche perché dopo lo scandalo Cambridge Analytica non è più possibile fingere di ignorare i gravi rischi di una profilazione di massa incontrollata, tanto più se rivolta ai più piccoli.

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