Prysmian – Il PD prepara l’ordine del giorno

Prysmian - Il PD prepara l'ordine del giorno

La situazione Prysmian sta polarizzando l’attenzione di tutte le forze politiche, dentro e fuori il nostro territorio.
Nella giornata di ieri il gruppo consiliare del PD di Ascoli Piceno ha protocollato un ordine del giorno da discutere nella prossima seduta del consiglio comunale e condiviso da tutte le forze politiche del consiglio:

DI SEGUITO IL TESTO

Considerato che:

Il Gruppo Prysmian è una realtà multinazionale che opera nel settore dei cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni. Il Gruppo vanta nel 2013 un fatturato di circa 7 miliardi di euro e una presenza in 50 paesi con 91 stabilimenti e circa 19.000 dipendenti, posizionandosi in particolare nella fascia di mercato a più elevato contenuto tecnologico; nel settore dell’energia, il Gruppo Prysmian opera nel business dei cavi e sistemi terrestri e sottomarini per la trasmissione di energia, cavi speciali per applicazioni in diversi settori industriali e cavi di media e bassa tensione per le costruzioni edili e le infrastrutture, mentre per il settore delle telecomunicazioni produce cavi e accessori per la trasmissione di voce, video e dati, con fibra ottica, cavi ottici e in rame e sistemi di connettività;

Prysmian produce in Italia negli stabilimenti di Merlino (LO), Giovinazzo (BA), Pignataro Maggiore (CE), Livorno, Ascoli Piceno, Origgio (VA) e Quattordio (AL) cavi e accessori per la generazione, il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica; per il cablaggio di navi, per i sistemi di sollevamento, per treni e metropolitane; per le linee ferroviarie, per ascensori, per l’alimentazione e il controllo di impianti industriali, per le energie rinnovabili, come il fotovoltaico e l’eolico.

Prysmian Italia è il centro di eccellenza per la progettazione, la vendita e la produzione di cavi ed accessori dedicati ad impianti petrolchimici e di estrazione, infrastrutture e piattaforme offshore;

Attraverso la Società Prysmian PowerLink srl, il Gruppo produce – nello stabilimento di Arco Felice (NA) – cavi sottomarini, impiegati per la realizzazione dei più grandi collegamenti esistenti al mondo, mentre nell’ambito del business Telecomunicazioni, Prysmian Italia opera sul mercato italiano ed estero con una struttura dedicata, la società Fibre Ottiche Sud srl di Battipaglia (SA) è specializzata nella produzione di fibre ottiche;

si tratta, quindi, di una azienda ad alto contenuto tecnologico e con una consistente presenza in Italia, con fatturati in attivo e leadership nel settore riconosciuta a livello mondiale;

La sede ascolana della Prysmian è sempre stata produttiva e vanta una storia quarantennale sotto diverse denominazioni: CEAT, Pirelli Cavi e Sistemi Energia, Prysmian Cables & System – fornendo all’industria italiana da sempre produzioni di eccellenza.

Gli operai dello stabilimento Prysmian di Ascoli Piceno utilizzano con costanza macchinari come la “Pressa Piombo” che in tutta Europa sono in possesso del solo nello stabilimento olandese di Amsterdam, aspetto meramente tecnico che tuttavia evidenzia come la chiusura di uno stabilimento produttivo come quello ascolano non sia solo una perdita per il territorio, ma anche per il Paese.

Gli operai dello stabilimento ascolano si sono non solo occupati della produzione dei cavi di competenza dello stabilimento, ma anche di recuperare le pezzature mal riuscite e completare ordini che altri stabilimenti non erano riusciti a produrre. Sembrerebbe che diverse volte siano tornati indietro cavi da altri stabilimenti, con centinaia di migliaia di euro andati in fumo (e conseguente spreco di materie prime), e che sarebbero stati poi completati ad Ascoli.

Preso atto che il 27 febbraio 2015 la società ha improvvisamente annunciato la propria volontà di chiudere lo stabilimento di Ascoli Piceno, che conta 113 lavoratori. Insieme con l’indotto la crisi riguarderebbe circa 200 unità.

Pertanto un eventuale riassorbimento in altri stabilimenti italiani provocherebbe comunque una grave perdita per i lavoratori dell’indotto.secondo quanto riportato da fonti sindacali non ci sarebbero al momento margini di discussione con, l’azienda in merito alla possibilità di evitare la chiusura, mentre qualche possibilità ci sarebbe in ordine alla gestione della fase di chiusura stessa.

Ritenuto che:

sono immaginabili, anche nel caso più roseo della ricollocazione in altri stabilimenti, i gravi disagi che i 113 lavoratori dello stabilimento di Ascoli potrebbero dover affrontare a seguito della decisione della chiusura dello stabilimento di Ascoli;

Constatato che il Governo ha stanziato 430 milioni di euro per finanziamenti agevolati che il Ministero dello sviluppo economico concederà alle imprese del sud Italia che hanno partecipato ai bandi «Investimenti innovativi» e «Efficienza energetica» in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Alla Prysmian sarebbe stata concessa un’agevolazione di 32 milioni di euro di cui 13 a fondo perduto e 19 con finanziamento agevolato per gli stabilimenti di Arco Felice (Napoli), Battipaglia (Salerno), Pignataro Maggiore (Caserta) (fonte Corriere Adriatico del 3 marzo 2015) a seguito del bando di 430 milioni per Efficienza e Innovazione alle imprese del sud Italia.

Ritenuto che se tale indiscrezione fosse confermata si porrebbe, con tutta evidenza, la necessità di inibire un utilizzo distorto di incentivi e agevolazioni – pur positivi – volti a stimolare la crescita in una area del Paese economicamente depressa .

Il consiglio comunale impegna il sindaco e l’amministrazione comunale

1) a mettere in atto tutte le soluzioni possibili affinché la problematica dei lavoratori Prysmian possa essere oggetto di discussione presso il ministero e presso tutte le sedi competenti assieme a tutti i livelli istituzionali del territorio;

2) a mettere in atto assieme a tutti i livelli istituzionali del territorio tutte le soluzioni possibili affinché venga riconosciuta l’area di crisi industriale complessa al fine di assicurare l’efficacia e la tempestività di iniziative di reindustrializzazione;

3) a convocare immediatamente un tavolo permanente di confronto volto a salvaguardare i posti di lavoro e le crisi che riguardano i lavoratori del territorio piceno e che miri a individuare una serie di azioni, di concerto con le altre Istituzioni, le organizzazioni di categoria, le parti sociali e le rappresentanze dei presidi autoconvocati;

4) A stigmatizzare il comportamento per il quale fronte di consistenti finanziamenti pubblici, di cui una parte notevole a fondo perduto, finalizzati a mantenere e creare occupazione in alcune regioni, l’Azienda beneficiaria chiuda lo stabilimento di Ascoli Piceno, dove pure è rilevante il tasso di disoccupazione.

5) ad esprimere la dovuta vicinanza ai lavoratori ed alle loro famiglie;

6) a convocare immediatamente un consiglio comunale aperto avente ad oggetto la problematica del lavoro nel nostro territorio;

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