Reati di frode informatica e furti di identità, il Movimento Difesa del Cittadino presenta esposto alla Procura di Catania

ROMA – Il fenomeno dei furti di identità e delle frodi informatiche diventa ogni giorno più preoccupante, al punto che, come denuncia anche la polizia postale, quasi il 50 % del crimine è ormai commesso sul web.  Situazione gravissima  se si pensa che sono milioni gli utenti che effettuano acquisti sulla rete ed effettuano operazioni di home banking direttamente dal proprio pc.

Il Movimento Difesa del Cittadino, impegnato da anni sul fronte della tutela dei consumatori quanto ai pagamenti elettronici con le campagna Pago Sicuro e SOS POS , ha quindi deciso di presentare un esposto alla  Procura di Catania, attraverso il proprio legale avv. Irene Coppola,  a carico delle persone già note e di quelle di cui dovessero emergere profili di responsabilità penale al termine delle indagini, per  i reati di frode informatica, truffa aggravata e furto di identità, a danno di migliaia di ignari utenti derubati dei propri dati e dei propri soldi, a seguito di acquisti  on line e di operazioni di internet banking.

In particolare, le operazioni illecite venivano commesse secondo le modalità della “Sim Swap“, ovvero una avanzata tipologia di frode informatica articolata in vari passaggi: individuata la vittima, venivano acquisiti i  suoi dati e le credenziali di home banking tramite tecniche di hacking; poi, utilizzando documenti falsificati ad hoc, si sostituiva la sim card del soggetto e, attraverso lo stesso numero telefonico, si ottenevano dalla banca le credenziali per operare sul conto corrente online.

Altre truffe hanno riguardato l’e-commerce per importi pari a decine di migliaia di euro, attraverso l’inserimento di falsi annunci di vendita sui portali specializzati e, in particolare, sul sito subito.it. Si trattava, più nel dettaglio, di annunci di vendita di smartphone, pezzi di ricambio per auto, apparecchiature elettroniche. Alla descrizione del bene veniva associata un’utenza di contatto alla quale fare riferimento per la trattativa.

L’acquirente, dopo aver visionato la descrizione del bene, contattava il venditore, con il quale concordava le modalità di pagamento indicate di volta in volta, in genere codice Iban su cui far pervenire i bonifici. Ottenuto il pagamento, gli indagati si rendevano irreperibili.

Pagamenti elettronici ed e-commerce sono la nuova frontiera delle truffe grazie anche alla scarsa conoscenza su come acquistare in sicurezza da parte dei consumatori – spiega Francesco Luongo, Presidente Nazionale del Movimento – Alla vigilanza ed alle informazioni fornite dalle  associazioni dei consumatori istituzioni come Edufin devono necessariamente attivare campagne educative nazionali, che trovino effettive ricadute nei territori e tra i cittadini aumentandone la consapevolezza e riducendone i rischi“.

Commenti

commenti

Articoli Correlati

In caricamento...