Referendum, il sen. Giorgio Fede (Movimento Cinquestelle): “Quesiti inadeguati abbattuti dall’ indifferenza”


SAN BENEDETTO – «Quesiti vergognosi abbattuti dall’indifferenza. Ieri centinaia di milioni di euro di soldi pubblici sono stati bruciati per propaganda, addirittura in un momento di grave crisi economica, per effettuare un referendum secondo alcuni inutile, per altri troppo complesso, per altri  addirittura ‘a favore del crimine’, richiesto da 9 Regioni governate dal centrodestra: ricordiamocelo alle prossime elezioni, quando il quorum non conterà…», così in una nota il sen. Giorgio Fede, del Movimento 5 Stelle.

«I referendum di oggi – continua Fede -erano stati richiesti dai consigli regionali di Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto, permettendo di avere il via libera, senza raccogliere le firme dei cittadini, ai 5 referendum sulla Giustizia promossi da Lega e Partito Radicale. La domanda che ora tutti ci facciamo è: si potevano impiegare meglio i 400 milioni che ci è costato questo ‘giochetto della destra’?

Quello di ieri non era un referendum popolare, ma voluto da specifiche forze politiche attraverso i loro presidenti di Regione, che non hanno esitato un istante nel mostrare la loro unica capacità, quella di bruciare soldi degli italiani per fare polemica e propaganda . Mai come oggi questo denaro avrebbe potuto essere utilizzato in mille modi: per gli imprenditori, per i cittadini, per gli enti locali, per la sanità, per il lavoro, per la sicurezza, per il caro bollette e per tutti i grandi problemi che affliggono la nostra nazione nel post pandemia ed a cavallo di una guerra alle porte del nostro continente.

Questa volta -prosegue il sen. Fede nella sua analisi- gli elettori hanno pensato di bloccarli votando NO o anche semplicemente con l’astensionismo, consapevole o meno, ma… ricordiamoci che alle elezioni non ci sarà il quorum a salvare gli ignavi o gli scontenti. Solo il voto al Movimento 5 Stelle potrà essere l’argine alla politica arrogante e che pensa esclusivamente al consenso e mai al buonsenso. E non basterà poi lo sfogo in rete per cambiare le cose in meglio. Per quello serve il serio, duro, quasi sempre oscuro e spesso non compreso, ma fondamentale lavoro nelle Istituzioni.

Quello concreto e paziente, fatto di proposte, di idee, di soluzioni, che il Presidente Conte e tutti noi portiamo avanti, battaglia dopo battaglia, con un solo obiettivo, mai per il consenso ma per combattere malaffare, corruzione, per tutelare gli Italiani tutti, per rendere il nostro Paese migliore perché… se gli altri lo avessero saputo fare lo avrebbero già fatto quando avevano i numeri per governare soli, e il Movimento 5 Stelle non avrebbe ragione di esistere», conclude il senatore M5S.

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