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Regione Marche: legge di riordino a sostegno della famiglia

Regione Marche: legge di riordino a sostegno della famiglia

È stata approvata, questa mattina, dall’Assemblea legislativa, la legge relativa al “Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia”. Ne dà notizia l’assessore alle Politiche sociali Luigi Viventi, che questa mattina in aula ha sottolineato come questa legge normi in modo strutturale le condizioni per una efficace integrazione sociosanitaria e, al contempo, stabilisca uno spazio certo per tutti i settori del sociale non legati alla sanità, in grado di integrarsi con il quadro generale delle politiche di welfare per garantire la prevenzione, il contrasto e la rimozione delle cause del disagio e dell’emarginazione sociale. “Tra i capisaldi di questa legge – ha sottolineato l’assessore – c’è il sostegno alla famiglia, in particolare a quella con minori, persone disabili o anziani non autosufficienti, quale soggetto centrale e attivo nella costruzione del sistema di solidarietà sociale”. La legge, attesa da più di un decennio, è il consolidamento di tutte le esperienze condotte negli anni, sia nell’organizzazione dei servizi, sia nella regolamentazione degli interventi: un riordino di norme, buone prassi e delibere, che rende organica l’attività sinora condotta e interviene anche nei settori che fino a questo momento non avevano leggi dedicate. In virtù dell’integrazione sociosanitaria, ora prevista per legge, si ribadisce la centralità del distretto come punto di coordinamento tra sociale e sanitario sul territorio. Si potenziano inoltre le funzioni degli Ambiti territoriali sociali (Ats), per favorire una più ampia progettazione. La Legge rende obbligatoria la gestione associata del sociale negli Ats, tramite l’associazione dei Comuni, a prescindere dalle loro dimensioni. Tra le novità più significative va sottolineata la previsione dei livelli essenziali delle prestazioni, con la conseguente creazione delle premesse affinché possa realizzarsi una effettiva rete in grado di contrastare le povertà estreme. Dal punto di vista finanziario si introduce il fondo unico delle politiche sociali, diviso nei vari settori, per l’ottimizzazione delle risorse. Si innalza infine la qualità del settore anche attraverso il potenziamento delle professionalità, con l’istituzione degli albi delle professioni del sociale. La legge approvata questa mattina in aula introduce una tripartizione tra settore sanitario, sociosanitario e sociale puro, con lo scopo di garantire livelli essenziali di welfare in tutti i settori di competenza del sociale, compresi quelli non legati direttamente all’integrazione sociosanitaria, ma che richiedono collegamenti con altre politiche di welfare (lavoro, istruzione, formazione professionale, politiche giovanili, politiche abitative). Per questo motivo si è ritenuto di delegare al Piano socio-sanitario regionale i settori materno-infantile, disabilità per la parte socio-sanitaria, salute mentale, anziani per la parte socio-sanitaria (ADI, strutture socio-sanitarie, tariffe, standard, governo della domanda), demenza per la parte socio-sanitaria (tariffe, livelli assistenziali standard), dipendenze patologiche e fragilità varie e, quindi, di delegare al Piano Sociale regionale la programmazione e gli interventi riguardanti minori (affido familiare, nidi d’infanzia, servizi integrativi all’infanzia), disabilità (vita indipendente, assistenza domiciliare ai gravi), anziani (assistenza domiciliare Sad, assegno d cura, longevità attiva, Italia Longeva, domotica), politiche di sostegno al terzo settore (cooperazione, volontariato, promozione sociale), politiche di lotta alla povertà (assoluta e relativa), gestione dei fenomeni migratori(corsi di lingua, anti discriminazioni), Ipab – rapporto con gli ambiti sociali, gestione associata dei servizi sociali, Isee per accesso ai servizi a domanda agevolata, politiche per la famiglia..

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