Ricostruzione, case gratis per ripopolare la montagna. Arriva la proposta dei Comuni

ASCOLI – Con un emendamento all’ultimo Decreto Legge sul terremoto, in corso di conversione, i Comuni montani chiedono allo Stato la possibilità di acquisire case per nuovi residenti, per scongiurare il rischio concreto di una ricostruzione lunga e costosa, ma inutile. “L’idea è semplice -affermano i proponenti- ai proprietari di abitazioni non interessati ad attendere i tempi lunghi della ricostruzione, i Comuni montani offrono un indennizzo inferiore al valore di mercato, ma immediato. Le case diventate pubbliche saranno riedificate con un numero di piani inferiori e di volumetrie ridotte, per aumentare la sicurezza antisismica, procurare parcheggi dove non ve ne sono, strade più larghe, maggiore circolazione di luce e aria nelle vie. Le abitazioni, di circa 70mq, verranno quindi assegnate a canone gratuito o comunque molto basso a persone, coppie o famiglie che si impegnino a stabilirsi nei borghi ricostruiti per almeno cinque anni. La proposta mira a evitare che, al termine di una lunga ricostruzione, i nostri paesi già in via di spopolamento prima del sisma siano nuovi e sicuri, ma vuoti. Per tornare a vivere e ad offrire a tutti le bellezze naturali, i prodotti agricoli, le specialità gastronomiche e le sue tradizioni, il nostro incantevole Appennino ha bisogno di ospitare comunità reali ed operose: la ricostruzione diventerebbe così un’occasione preziosa per contrastare lo spopolamento, per ripristinare il tessuto sociale lacerato dal sisma e per restituire nuova vita a un territorio straordinario che, grazie ai nuovi residenti, tornerebbe ad attrarre i turisti e gli amanti della montagna”. La proposta di emendamento è stata formulata dal Presidente del CAI avvocato Paola Romanucci e dal ViceSindaco di Roccafluvione Guido Ianni ed è stata fatta propria da Onorato Corbelli e Giuseppe Amici Presidenti delle due Unioni Montane

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