Robin Hood-Rete degli Studenti Medi: “Un miglior sistema scolastico con diritto di studio per tutti e senza disagi”

SAN BENEDETTO – Sull’ennesimo rinvio del ripristino dele attività scolastiche in presenza dopo le festività natalizie, si registra l’intervento di Robin Hood-Rete degli Studenti Medi con una nota stampa che riportiamo integralmente.

“È ormai da fine ottobre -scrive- che gli studenti del nostro territorio svolgono le attività didattiche a distanza e, nonostante non sia la prima volta che questa modalità viene adottata, permangono diverse problematiche. Come Robin Hood abbiamo chiesto direttamente agli studenti di parlarci della loro esperienza scolastica degli ultimi mesi attraverso un questionario. Abbiamo raccolto più di 1200 risposte provenienti da gran parte degli istituiti superiori della provincia e i dati ottenuti delineano un quadro chiaro della situazione attuale, diventata ormai insostenibile su tutti i piani.
Dai risultati è emerso che in molti casi le scuole non sono state sufficientemente chiare sulle linee guida per lo svolgimento delle lezioni a distanza, lasciando spesso gli studenti nell’incertezza in un periodo già saturo di instabilità. Una delle problematiche più sentite è stata certamente quella relativa alla gestione delle ore scolastiche: infatti, molto spesso non vengono seguiti gli orari stabiliti dal regolamento d’istituto, così come l’organizzazione del lavoro da svolgere in autonomia, anch’esso regolamentato.
Il 50,5% degli studenti dichiara che solo a volte i docenti rispettano le pause tra una lezione e un’altra o le attività asincrone, mentre il 16,2% afferma addirittura che ciò non avviene mai. Il comportamento inaccettabile dei professori che si trattengono a spiegare oltre l’orario prestabilito o che assegnano quantità di lavoro maggiori di quelle sostenibili, si ripercuote sulla salute psicofisica degli studenti.
L’eccessiva esposizione agli schermi provoca spesso vari malesseri come forti mal di testa e a lungo andare danni alla vista, appesantendo in generale la situazione già di per sé gravosa. Dai dati emerge che con la didattica a distanza viene percepito un complessivo aumento di stanchezza e una maggior difficoltà di concentrazione.
Inoltre, gli studenti sono provati anche a livello psicologico: dalle risposte si evince infatti che tale modalità ha sfavorito i rapporti umani su tutti i livelli, sia tra ragazzi, che con i professori, con i quali è venuto a mancare il dialogo già precario. L’insieme di tutti questi disagi, a cui si aggiungono le difficili dinamiche relazionali della pandemia, ha aggravato la situazione psicologica degli studenti, di cui il 47,1% afferma che i docenti non si sono dimostrati comprensivi a riguardo.
Benché l’83,2% abbia asserito di ritenere necessario uno sportello scolastico di aiuto psicologico, del quale come associazione studentesca abbiamo inoltre più volte richiesto l’attivazione, sono davvero pochi gli istituti della zona che ne forniscono uno.
Dal momento che si è molto insistito per una prosecuzione della didattica a distanza, riteniamo inaccettabile continuare in questo modo, ignorando l’attuale situazione che dovrebbe invece avere la massima priorità.
Come Robin Hood, da sempre al fianco degli studenti, chiediamo alle istituzioni che si garantisca un miglior sistema scolastico e che sia permesso a tutti gli studenti di godere del diritto allo studio senza disagi”.

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