San Benedetto: barriere antirumore sulla ferrovia interventi per 34milioni di euro, il comitato locale protesta

SAN BENEDETTO – Negli uffici del Comune di San Benedetto è arrivato il progetto di Rfi in merito al posizionamento dei pannelli fonoassorbenti lungo la Ferrovia Adriatica. L’intervento ha provocato negli ultimi mesi la nascita di diversi comitati a favore o contro questo progetto, su tutta la litoranea marchigiana. Anche San Benedetto si è mobilitata, con gli esponenti del comitato locale l’ on. Gianluigi Scaltritti e l’ex assessore di Rifondazione Comunale Paolo Virgili che hanno avuto un incontro con Germano Polidori, dirigente del settore lavori pubblici del Comune.

Gli interventi di Rfi finanziati con 34milioni euro solo su San Benedetto dureranno nove anni ed interesseranno anche tre aree specifiche della città. A partire dal confine settentrionale di Grottammare (dalle parte del Centro Commerciale l’ Orologio) fino a via Giovenale una traversa di via Volta (nei pressi della pizzeria pipistrello) le barriere anti rumore costeggerebbero la linea ferroviaria sia ad est che ad ovest. Da quel punto e fino all’ altezza della piscina comunale P. Gregori sarebbe protetto solo il lato est, mentre da lì fino al fiume Tronto non ci sarebbero barriere. L’altezza dei pannelli sarà di 7.30 dal piano rotatorio ed è stata scelta di questa misura perché insonorizzati da entrambi i lati.

Ma l’ultima notizia, quella che ha aumentato la preoccupazione del Comitato Barriere Antirumore è il fatto che ad alcuni condomini delle via interessate ai lavori sia già arrivata una lettera di esproprio delle terre o dei giardini prospicienti alle direttrice ferroviaria.

“Questa Procedura –spiega l’on. Gianluigi Scaltritti– ha tre punti fermi. Innanzitutto un piano urbano approvato, poi una dichiarazione di pubblica utilità certificata entro cinque anni dall’ annuncio ed infine un’indennità di esproprio che deve essere stabilito. Resta comunque il  fatto che il progetto è strutturato su un piano di anti inquinamento acustico elaborato tra il 2002 e il 2005 e questo è un motivo per ridiscuterlo. Ma Rfi ha escluso qualsiasi confronto con i comuni interessati. Il Dpr 383 del 1994 stabilisce che questo tipo di interventi può essere dibattuto solo con la Regione Marche. Solo una Conferenza di Servizi relazionerà agli enti ciò che è stato deciso. Insomma un metodo questo per non coinvolgere i Comuni nella decisione”.

“San Benedetto –aggiunge Paolo Virgili– sta in una posizione attendista ed invece deve essere il capofila di questa protesta così come fece Grottammare quando nel 2006 una volta ricevuto il progetto preliminare disse subito no, mentre la nostra amministrazione tacque. Vogliamo coinvolgere gli amministratori e le associazioni in questa nostra battaglia. E punteremo sull’ obsolescenza del rivelamento dei dati fonometrici relativi ai rumori per rimettere tutto in discussione”.

 

 

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