Concorso di Poesia

San Benedetto: clamoroso, anche la maggioranza sfiducia il Presidente del Consiglio Comunale Bruno Gabrielli

SAN BENEDETTO – “Clamoroso al Cibali”. La locuzione di Sandro Ciotti, coniata il 4 giugno 1961 nella cronaca di Catania-Inter, al gol degli etnei, può tranquillamente essere associata a ciò che sta accadendo in seno alla maggioranza che regge il Comune di San Benedetto. E’ stato sfiduciato il presidente del Consiglio Comunale Bruno Gabrielli.

Ma ciò che balza evidente che la mozione è stata lanciata dalla maggioranza ed ha ottenuto ventuno firme. Tutti i consiglieri comunali ad eccezione del sindaco Pasqualino Piunti e di Valerio Pignotti, Stefano Muzi e dello stesso Gabrielli. Insomma il gruppo appartenente a Forza Italia. Nei giorni passati era stato il Partito Democratico ad avanzare l’ipotesi del defenestramento di Gabrielli ma nessuno avrebbe mai pensato un così largo consenso.

E proprio “clamoroso al Cibali” ecco che il centrodestra ha accolto la proposta dell’ opposizione. Ed ora cosa accadrà? Ci sarà la classica notte dei lunghi coltelli? O inizia già ad aleggiare lo spettro della giunta Martinelli? Insomma vedremo cosa accadrà al prossimo Consiglio Comunale. Per la procedura da seguire viene espressamente indicato l’ articolo 7 del regolamento del Consiglio Comunale, secondo cui il Presidente del Consiglio o i Vice Presidenti del Consiglio possono essere revocati dal Consiglio per gravi motivi connessi all’esercizio delle loro funzioni.

“La procedura di revoca è promossa da almeno la maggioranza dei consiglieri comunali o più capogruppo rappresentanti la maggioranza dei consiglieri comunali e deve contenere la dettagliata esposizione dei motivi che la supportano. Il Consiglio comunale, sotto la presidenza del Consigliere anziano ove la suddetta proposta riguardi il Presidente, uno o entrambi i Vice Presidenti, o sia stata sottoscritta anche dal Vice Presidente, esamina la proposta e decide in merito alla presa in considerazione della stessa con votazione segreta ed a maggioranza dei Consiglieri assegnati”.

“Quando la procedura non è ammessa, il Consiglio ne dispone l’archiviazione. Quando la procedura è ammessa, il Presidente della seduta invita l’interessato o gli interessati a presentare le proprie controdeduzioni, entro venti giorni. Trascorso tale termine, il Consiglio comunale delibera sulla proposta di revoca e sulle controdeduzioni dell’interessato con votazione segreta ed a maggioranza di due terzi dei Consiglieri assegnati. Se la proposta non viene approvata, il Consiglio dispone l’archiviazione degli atti. Quando la proposta è approvata, il Consiglio dichiara l’immediata cessazione dell’interessato o degli interessati dalla carica, ed avvia le procedure di elezione dei nuovi organi. La revoca del Presidente determina la cessazione dalla carica anche dei Vice Presidenti. In tal caso il Consigliere anziano mantiene la Presidenza della seduta sino all’elezione del nuovo Presidente”.

“Ove il Presidente, uno o entrambi i Vice Presidenti cessino dalla carica per dimissioni od altro motivo diverso da quello della revoca, il Consiglio avvia le procedure per la loro sostituzione entro venti giorni. La carica di Presidente del Consiglio è incompatibile con quella di capo di un gruppo consiliare, ad eccezione del caso in cui il Presidente sia diventato capo di un gruppo a seguito della fuoriuscita dal gruppo di tutti gli altri componenti”.

 

 

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