San Benedetto: “Come verranno gestiti gli aumenti di indennità di funzione?”, interpellanza in Consiglio di Stefano Muzi (Forza Italia)


SAN BENEDETTO – Il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Stefano Muzi ha protocollato un’interpellanza, in discussione nella seduta civica del prossimo 26 marzo, nella quale chiede all’amministrazione Spazzafumo come si vorranno gestire gli aumenti delle indennità di funzione, previste dall’ ultima Finanziaria Draghi.

La legge di Bilancio 2022 (n.234 del 2021), – asserisce Muzi – approvata in via definitiva dal Parlamento il 29 dicembre scorso, prevede ai commi da 583 a 587, un incremento delle indennità di funzione dei Sindaci dei Comuni delle regioni a statuto ordinario, tra le quali vi è inclusa anche la Regione Marche.

Il comma 585 adegua le indennità di carica da corrispondere al vicesindaco, agli assessori ed al Presidente del Consiglio comunale, alle indennità di funzione del corrispondente Sindaco, il cui incremento sarà proporzionato alla popolazione del singolo Comune, prendendo come riferimento unico il trattamento economico complessivo dei Presidenti delle Regioni, i quali attualmente percepiscono 13800€ mensili lordi”.

Tali indennità di funzioni potranno essere incrementate in misura graduale per ciascuno degli anni 2022 e 2023, fino ad arrivare all’incremento complessivo permanente a decorrere dall’anno 2024.

Si riscontra inoltre che l’emolumento per i Sindaci dei comuni con popolazione da 30001 a 50000 abitanti, tra i quali rientra anche il Comune di San Benedetto del Tronto, sarà pari al 35% del trattamento economico mensile dei presidenti di regione, per un ammontare lordo mensile di 4830€, rispetto ai 3114€ lordi mensili che il Primo Cittadino sambenedettese percepiva fino allo scorso dicembre.

Muzi interpella il Sindaco e la Giunta comunale tutta al fine di conoscere se, così come già deliberato ed avvenuto in altre realtà amministrative italiane e marchigiane, i succitati aumenti, o parte di essi, saranno utilizzati per creare un fondo di solidarietà comunale da devolvere alle associazioni solidaristiche e/o di promozione sociale del territorio, considerato anche il precario e critico frangente situazionale economico che si sta attraversando. 

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