San Benedetto, il Comune risponde alle polemiche. “Spendere meglio puntando alla qualità dei servizi”

SAN BENEDETTO – Le polemiche innescate sui tagli ad alcuni servizi importanti per il cittadino, soprattutto pèer quantpo riguarda il sociale, ha determinato l’intervento dell’ amministrazione comunale  rivierasca.

“La politica sociale della nuova Amministrazione -si legge ina nota stampa- sarà diversa da quella di chi l’ha preceduta. Non si tratta di spendere meno per il sociale, bensì di spendere meglio tenendo conto della qualità dei servizi erogati oltre che dell’efficienza e della economicità degli stessi secondo una logica e una sensibilità che vogliono costituire un netto cambio di direzione rispetto al passato. In altre parole, l’attuale Amministrazione è fermamente decisa ad abbandonare quel modello di politica sociale mediante il quale la prevalente fonte di ispirazione delle scelte in materia era rappresentata dall’aspetto quantitativo. Dare un’anima e gantire qualità alle scelte sarà invece la nuova frontiera della nostra politica sociale”.

Il comunicato stampa entra poi nello specifico. “Per quanto riguarda i servizi di cui si è parlato in queste settimane, è necessario fare alcune precisazioni. Per quanto concerne il trasporto scolastico -prosegue la nota- prevedere un contributo da parte delle famiglie che sono nelle condizioni economiche per farlo, alleggerendo il carico di 500.000 euro che veniva spalmato su tutti i contribuenti, e dunque preteso anche dalle fasce più deboli, è una scelta, frutto di ponderazione, che va in questa direzione. Oltretutto in questo modo si potrà ottenere una razionalizzazione delle modalità di svolgimento del servizio che finora ha visto, proprio a causa della gratuità, un dilagante fenomeno di prenotazioni disattese e purtuttavia pagate dal solito “pantalone”. Del risparmio che si otterrà beneficerà il bilancio comunale e, in ultima analisi, l’intera cittadinanza”.

“Circa il servizio dei nidi d’infanzia, va ricordato che l’attuale appalto per il convenzionamento della struttura privata “Il Piccolo Principe”, che costa al Comune 225.000 euro (200.000 euro per la gestione e 25.000 euro per l’affitto dell’immobile) scadrà a luglio 2017. L’attuale Amministrazione, che già in altre occasioni si è mostrata tanto restia a proroghe quanto attenta a ponderare ogni scelta da adottare, insieme agli uffici sta valutando la domanda dell’utenza e analizzando l’attività svolta in questi anni.

In questa fase si sta ragionando anche sull’ipotesi di estendere i servizi offerti mediante la previsione di una sezione “Primavera” da far partire presso l’istituto scolastico comprensivo di Porto d’Ascoli. Tutto questo prestando massima attenzione per la domanda proveniente dalle famiglie della parte sud della città per un servizio che interesserebbe bambini da due a tre anni. Come si vede, dunque, -conclude il comunicato dell’ amministrazione comunale- non c’è alcuna volontà di penalizzare nessuno perché l’unico obiettivo è quello di individuare percorsi nuovi che portino a spendere meglio i soldi pubblici senza toccare la qualità delle prestazioni offerte”.

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